Nel segno di Dracula: il mito del vampiro tra cinema e TV

In principio fu Vlad III, il leggendario e crudele principe della Valacchia che ispirò Bram Stoker. Da allora la figura del vampiro ha indossato abiti diversi, incarnandosi di volta in volta nello spettrale Max Schreck di Nosferatu, nei volti iconici di Bela Lugosi e Christopher Lee, fino ad arrivare a figure più prestanti, come Jonathan Rhys Meyers e Luke Evans, senza dimenticare l'affascinante Gary Oldman.

Nel segno di Dracula: il mito del vampiro tra...

Una figura distinta, dal fascino ipnotico che spesso risiede nello sguardo, il viso esangue e il sorriso famelico che svela i canini aguzzi nel momento di mordere sul collo la sua vittima. Da più di un secolo la figura di Dracula continua ad essere viva (per modo di dire) nell'immaginario collettivo come uno dei mostri più affascinanti dell'iconografia dell'orrore. Nell'articolo che segue esploreremo il modo in cui si è evoluta la figura del vampiro, dalle origini del mito e quelle letterarie alle quali hanno fatto seguito le innumerevoli incarnazioni cinematografiche e televisive. Di solito siamo abituati a vedere Dracula trasformarsi in uno stormo di pipistrelli o in un lupo, ma l'evoluzione alla quale è andato incontro il principe (o conte, a seconda delle storie) nel giro di un secolo è ancora più radicale: la creatura spettrale che sfugge alla luce del sole oggi si è trasformata in un aristocratico prestante al cui fascino nessuna riesce a sfuggire.

Naturalmente ci rendiamo conto che elencare tutte le apparizioni di Dracula sul piccolo e grande schermo sarebbe un'operazione ardua, per cui l'articolo che vi accingete a leggere si limiterà a seguire la traccia del suo percorso, dalle sinistre leggende (e verità) sussurrate sul conto di Vlad III fino ai fragorosi blockbuster che oggi celebrano la figura del Principe delle Tenebre.

Tra storia e leggenda

Vlad Tepes III - il ritratto di Dracula

Il ritratto ufficiale di Vlad III di Valacchia ci restituisce l'immagine di un uomo dai lineamenti affilati, penetranti occhi scuri e lunghi baffi neri che istintivamente associamo all'interpretazione che Gary Oldman ne avrebbe fatto qualche secolo dopo, quello di un uomo affascinante e tormentato. Se ci atteniamo invece al ritratto che viene fuori dalle pagine di storia e dalle leggende che ne derivano, la figura di Vlad l'impalatore è tratteggiata in modo controverso e incerto: fu un eroe che si battè per difendere il suo popolo, ma anche un sanguinario, un crudele voivoda che era solito pasteggiare godendosi lo spettacolo insostenibile dei suoi nemici agonizzanti infilzati sui pali. Ad alcuni di loro, i più onorevoli, riservava il supplizio su pali dipinti d'oro, ma era anche capace di far uccidere chiunque si azzardasse a giudicare il suo operato. Senza addentrarci in un dibattito su quanto siano fondate queste storie, è sicuro che insieme alle tante incertezze sulla sua biografia - tra cui il luogo di sepoltura, che recentemente sarebbe stato localizzato addirittura nel centro storico di Napoli - hanno contribuito a creare una figura che oggi trova la sua dimensione ideale nella letteratura e nel cinema fantastico. C'è da aggiungere inoltre che il folclore dell'Europa dell'Est conta numerose figure di vampiri delle specie più disparate e curiose, naturale quindi che la figura di Dracula - in opposizione a coloro che ne celebravano le sue gesta eroiche, tra cui il dittatore Ceausescu - sia stata trasformata in qualcosa di maligno. La "consacrazione" ufficiale arriverà però quattro secoli dopo, con il romanzo di Bram Stoker nel quale Dracula - membro dell'Ordine del Drago istituito per contrastare lo strapotere dell'impero Ottomano - sarà utilizzato come riferimento per sviluppare la figura del Conte.

Il vampiro di Bram Stoker

Ci vollero sette anni per scrivere Dracula e in questo arco di tempo lo scrittore irlandese, autore di racconti fantastici, sviluppò il suo romanzo più celebre prendendo spunto dalle leggende popolari dei Balcani, da misteriose vicende di cronaca e dalle fonti storiche su Vlad III, del quale gli aveva parlato un suo professore. Un romanzo che fu rielaborato più volte, prima della sua pubblicazione nel 1897, e che vede al centro della narrazione la figura di un aristocratico vampiro della Transilvania che tiene prigioniero Jonathan Harker, un giovane avvocato incaricato di occuparsi di questioni burocratiche relative alle sue proprietà londinesi. Altri personaggi del romanzo - che si compone di scambi epistolari tra i protagonisti, pagine di diario e articoli di giornale - sono la fidanzata di Jonathan, Mina, e l'amica che la ospita, Lucy Westenra, che sarà la prima vittima del vampiro. La "malattia" di Lucy richiederà l'intervento del professor Abraham Van Helsing che insieme a John Seward, direttore di un manicomio e all'americano Quincey P. Morris e agli stessi Jonathan e Mina, riuscirà ad annientare il vampiro e ad ucciderlo. Con il suo romanzo Stoker getta le basi di quella che sarà l'iconografia di Dracula nei secoli a venire, anche se alcuni elementi erano stati già introdotto da John W. Polidori con il suo Vampiro, alcuni decenni prima.

Buio in sala: Dracula sul grande schermo

Icone: da Nosferatu ai vampiri Universal e Hammer.

Max Schreck è Orlock in Nosferatu

Nel 1922 Dracula fa la sua prima apparizione al cinema sotto mentite spoglie, quelle del cadaverico Conte Orlok in Nosferatu, ma nonostante il tentativo di cambiare nome e scenario della storia, gli eredi di Stoker denunciano F.W. Murnau per plagio e vincono la causa, obbligando il regista a distruggere tutte le copie del film (ma fortunatamente Murnau riuscì a salvarne una). Il primo Dracula cinematografico quindi ha il volto di Max Schreck ed è destinato a lasciare il segno nella storia del cinema anche per l'alone di mistero che circonda la sua interpretazione. Nosferatu - che in rumeno significa non morto - si muove furtivamente e teme la luce del sole, che lo ucciderebbe. Non è un personaggio affascinante, eppure è diventato un'icona del cinema dell'orrore con il suo abito scuro, gli artigli, e i lineamenti che ricordano quelli di un pipistrello, ma soprattutto un personaggio "indipendente" dalla mitologia di Stoker, tanto che sul finire degli anni Settanta Werner Herzog lo ha riesumato per un remake con Klaus Kinski.

Lo sguardo magnetico di Bela Lugosi nel film Dracula

Circa dieci anni dopo, Bela Lugosi interpreta Dracula a teatro e successivamente anche al cinema in un altro caposaldo dell'horror, diretto nel 1931 da Tod Browning. Elegantissimo, con lo sguardo intenso e i capelli impomatati, il Dracula di Lugosi è sicuramente uno dei più iconici, ma appare solo in due produzioni Universal tra quelle dedicate al vampiro: il capostipite e l'ultimo, Il cervello di Frankenstein nel quale egli affianca Gianni e Pinotto. Il primo film quindi e la parodia finale, che chiuderà il ciclo della casa di produzione dopo La figlia di Dracula e i successivi Il figlio di Dracula, Al di là del mistero e La casa degli orrori.

Più assiduo Christopher Lee, che a partire dalla fine degli anni '50 vestirà i panni di Dracula il vampiro per un'altra fortunata saga, stavolta targata Hammer. Al film di Terence Fisher - che resta un adattamento del romanzo di Stoker, pur con ampia libertà creativa - ne seguiranno altri sette, anche questi con Lee nel title role - Dracula principe delle tenebre, Le amanti di Dracula, Una messa per Dracula, Il marchio di Dracula, 1972: Dracula colpisce ancora! e I satanici riti di Dracula - e due spinoff. Rispetto ai film Universal, quelli della Hammer sono decisamente più gore e il Dracula di Lee, rispetto a quello di Lugosi ha un fascino meno cupo e punta a colpire il pubblico con il suo carisma (e gli effetti speciali). Ancora oggi la saga di Dracula della Hammer viene celebrata con entusiasmo e in molti hanno provato a ricalcarne lo stile con esiti differenti: tra questi ricordiamo il nostro Dario Argento con il suo Dracula 3D interpretato da Thomas Kretschmann. E' nei film della Hammer e della Universal che viene creata la figura di Dracula più popolare, quella del vampiro in abito da sera, con tanto di mantello. Tra i tanti elementi che contribuiscono a delineare questa figura popolare, fa sorridere il fatto che per tenerlo a distanza si debba mostrargli un crocifisso: e pensare che in origine Vlad III era considerato un difensore del cristianesimo...

Gli altri Dracula: adattamenti, esperimenti, parodie

Le pellicole della Hammer ebbero un impatto tale che la figura di Dracula ebbe un momento di grande popolarità negli anni Settanta: sono gli anni in cui furono realizzati adattamenti più o meno fedeli del romanzo di Stoker ma anche film più audaci come Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete! ideato da Andy Warhol e interpretato da Udo Kier, icona dei film di genere, o ancora Blacula, cult del filone blaxploitation che vedeva William Marshall nei panni di un Dracula di colore, dall'aspetto più simile ad un licantropo che a quello di un vampiro. Numerosi anche gli adattamenti televisivi - di cui parleremo più avanti - e le parodie: tra le più celebri Amore al primo morso con George Hamilton - più vicina alle commedie romantiche degli anni '80 - Per favore, non mordermi sul collo di Roman Polanski, e Vampira, con David Niven e la sexy Teresa Graves nei panni della sua consorte, che a causa di una trasfusione si trasforma in una vampira di colore. Tra le parodie di casa nostra, ricordiamo con affetto Fracchia contro Dracula, in cui il ragioniere viene incaricato di concludere un affare immobiliare in Transilvania ma dovrà vedersela con l'illustre inquilino del castello ed evitare di finire tra le grinfie della sorella di lui, la rapace Contessina Oniria. Non possiamo concludere il discorso sulle parodie senza citare Dracula morto e contento di Mel Brooks, che tuttavia si colloca in un periodo immediatamente successivo ad un adattamento importante come quello di Francis Ford Coppola, tanto è vero che in alcune sequenze Leslie Nielsen un'acconciatura simile a quella di Gary Oldman, pur mantenendosi fedele al look del Dracula targato Hammer.

Dracula di Bram Stoker: con Coppola si torna alle origini

Gary Oldman e Winona Ryder in Dracula di Bram Stoker

Nel '92, quando Gary Oldman interpretò il vampiro per Francis Ford Coppola in Dracula di Bram Stoker, molti rimasero spiazzati, perché il look dell'attore era completamente diverso da quello più "identificativo" che si era visto fino ad allora. "Voglio dei costumi strani" - disse il regista ai suoi collaboratori - "potete prendere spunto dalle vostre ricerche o dai vostri incubi" - e i costumi di Dracula - per i quali la talentuosa Eiko Ishioka vinse l'Oscar - sono uno degli aspetti che hanno fatto di questo film una pellicola rivoluzionaria, almeno per quanto riguarda l'iconografia della creatura ideata da Stoker. Stiamo parlando di un film-fenomeno, capace di influenzare la moda di quel periodo (ricordate gli occhialini dalle lenti colorate che allora portavano tutti?) e di condizionare l'approccio al romanzo di Stoker. Oldman indossa l'armatura dell'Ordine del Drago, ma lo vediamo anche ultracentenario e decrepito, diversi secoli dopo, avvolto in un abito rosso e un'acconciatura imponente, grottesca. Quando sceglie di mostrarsi a Mina - una splendida Winona Ryder - ha un altro aspetto, più affascinante e aristocratico, e lo sguardo nascosto dagli occhiali scuri. E' un Dracula più umano e intenso, un uomo tormentato e segnato dalla morte della sua Elisabeta, non solo un predatore notturno in smoking.

Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti.

Il film di Coppola riaccende l'interesse sulla figura di Dracula - soprattutto sulle sue origini storiche e letterarie - e dal momento in cui esce nelle sale, l'iconografia del vampiro e la sua mitologia sono destinati a cambiare. Del film ricordiamo Love Song for a Vampire interpretata da Annie Lennox per la colonna sonora, e le apparizioni di Anthony Hopkins nei panni di Van Helsing, Tom Waits in quelli di Renfield, manipolato a distanza dal suo "padrone", la Bellucci in un cameo piccante e Sadie Frost nel ruolo di Lucy, indimenticabile nell'abito bianco che dà risalto alle labbra assetate di sangue.

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Dracula anni Zero: da Gerard Butler a Luke Evans

Il film di Coppola ridefinisce la mitologia di Dracula che negli anni a seguire sarà ritratto spesso come un uomo prestante e sexy - un nuovo modello che fa sorridere, se accostato al repellente Conte Orlok di Murnau - spesso con connotati da guerriero o addirittura superomistici. Non mancano adattamenti più "tradizionali" - come quello di Argento, di cui abbiamo parlato prima - così come i tentativi di dare al personaggio di Stoker una veste completamente diversa (come in Van Helsing - Dracula's Revenge, di ambientazione sci-fi) e i film d'animazione d'impostazione parodistica - come Hotel Transylvania - ma in generale in nuovo Dracula in questi anni ha il volto e il fisico possente di attori come Gerard Butler che lo interpreta in Dracula's legacy - Il fascino del male legando la mitologia del vampiro a quella di Giuda. In Blade: Trinity invece è Dominic Purcell a interpretare Drake, l'antagonista del "diurno" Eric Brooks. Dracula Untold è uno degli esempi più chiari di questa nuova tendenza, anche se il film di Gary Shore torna nuovamente alle origini del mito per reinventare il passato di Dracula prima degli eventi raccontati nel libro di Stoker. Sin dalle locandine e dai trailer del film Luke Evans viene presentato quasi come un supereroe, un valoroso guerriero che andrà incontro ad un'evoluzione oscura, quella che tutti conosciamo. E' lo stesso attore a presentare il suo personaggio in una versione completamente inedita: "Dracula in un certo senso è stato il primo supereroe, visto che i suoi poteri fanno parte del mito del vampiro. Quando diventa un vampiro, acquisisce poteri che già troviamo nei libri del folklore: forse, semmai, è stato lui ispirazione per i successivi supereroi."

Intervista: Luke Evans: "In Dracula Untold, raccontiamo l'uomo dietro il vampiro"

Sul piccolo schermo: dal Conte Dacula a Jonathan Rhys Meyers

Il televisore non sarà comodo e accogliente come una bara foderata di velluto rosso, ma al suo interno il conte ha dimostrato di trovarsi a suo agio, sia da solo che in compagnia, e nelle vesti più disparate. Lo abbiamo visto in versione cartoon - ricordate il Conte Dacula e il vampiro di Carletto Il Principe dei Mostri? - mentre negli anni Settanta, alla popolarità cinematografica si affianca anche quella televisiva con ben tre miniserie interpretate in quel periodo: nel '74 Dracula è Il demone nero di Dan Curtis - già autore del cult televisivo Dark Shadows - e ha le fattezze di Jack Palance. Più avanti sarà interpretato da Louis Jordan e poi ancora da Frank Langella in una produzione televisiva di John Badham del '79.

Dracula: Jonathan Rhys Meyers nell'episodio Goblin Merchant Men

Ai giorni nostri - seguendo l'evoluzione del personaggio - il vampiro ha il fascino di Jonathan Rhys Meyers che nel Dracula della NBC - andato in onda per una sola stagione - trama una vendetta nei confronti dell'Ordine del Drago, che secoli prima lo aveva punito. Un reimagining del romanzo di Stoker nel quale il protagonista si innamora di Mina, mentre il fidanzato di lei si aggrega all'Ordine del Drago.

Infine, non si contano le apparizioni in episodi di serie televisive, e sulla sua presenza sono stati costruiti episodi horror per serie di tutti i generi, da Doctor Who ai Simpson - ma a tale proposito non possiamo non ricordare il confronto tra Dracula (o meglio uno shapeshifter che aveva preso le sue sembianze) e i due protagonisti di Supernatural nell'episodio Monster Movie, ma soprattutto tra il conte e Buffy - L'ammazzavampiri nell'episodio Il morso del vampiro, nel quale Rudolf Martin dà del filo da torcere a miss Summers e alla sua gang.

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