Movieplayer.it Awards, tanta Gloria per Tarantino

Consenso ampio e compatto da parte dei nostri lettori per Bastardi senza gloria, che ottiene cinque premi uno dei quali riservato al miglior regista, mentre Baaria è il miglior film italiano del 2009.

Per fortuna ci sono i lettori di Movieplayer.it, a dare a Tarantino quel che è di Tarantino: il regista di Pulp Fiction, che nel corso dell'attuale award season non ha ottenuto riconoscimenti personali (almeno finora) per il suo Bastardi senza gloria, può contare sul nostro pubblico che durante la seconda fase dei Movieplayer.it Awards 2010, successiva all'annuncio delle nomination, lo ha decretato vincitore di questa edizione, assegnando anche altri riconoscimenti al suo ultimo film. Bastardi senza gloria infatti, ha ottenuto ben cinque premi - sia per il miglior film, miglior sceneggiatura e regia, che per le interpretazioni di Diane Kruger e Christoph Waltz (che recentemente ha vinto un Golden Globe e una Palma d'oro a Cannes), mentre i restanti premi sono stati divisi tra più pellicole. A contendere il riconoscimento per il miglior film e miglior regista a Tarantino, per una manciata di voti, è Clint Eastwood, che in ogni caso si è dimostrato anche in questo contesto un autore molto amato, anche con l'ultimo lavoro, Gran Torino, da lui diretto e interpretato.

Margareth Madè è la bella protagonista del film Baaria di Giuseppe Tornatore
Tarantino però non è l'unico a poter contare sull'affetto della nostra affollata e partecipe giuria, perchè uno dei premi è stato assegnato anche a Baaria, quale miglior film italiano dello scorso anno, e con un distacco di voti piuttosto netto sugli altri film candidati (Vincere, Diverso da chi?, Cado dalle nubi e La doppia ora). L'esclusione di Baaria dalla rosa dei potenziali candidati all'Oscar per il miglior film straniero (e la mancata vincita del Golden Globe) ha sollevato molte discussioni, nell'ultimo periodo, e sia gli appassionati di cinema che la critica sono ancora divisi sui meriti effettivi del film di Tornatore, ma almeno a parere dei nostri lettori, non ci sono dubbi: l'autore di Nuovo Cinema Paradiso è ancora capace di coinvolgere gli spettatori con i suoi poetici ritorni al passato.

Una divertente immagine di Up (2009) con i protagonisti: l'adorabile vecchietto Carl Fredricksen e il piccolo Russell, un boyscout di otto anni.
Una risposta compatta e decisa è arrivata anche nell'assegnare il premio al miglior film d'animazione, che quest'anno è Up, ultima meraviglia targata Pixar, che già l'anno scorso aveva vinto con WALL·E. A sollevare in alto il bellissimo film di John Lasseter e company, non sono stati soltanto i migliaia di coloratissimi palloncini che trasportano l'anziano Carl verso una straordinaria avventura sudamericana, ma anche i tantissimi lettori che hanno preferito Up agli altri film candidati: Coraline e la porta magica, L'era glaciale 3, A Christmas Carol e La principessa e il ranocchio. Un'ulteriore conferma per la Pixar quindi, che negli ultimi anni è riuscita a sdoganare il cinema d'animazione, al quale ormai si attribuisce una notevole importanza artistica, oltre che commerciale. Up, che ha ottenuto una pioggia di riconoscimenti - tra cui due Golden Globes e un posto nella classifica dei dieci film del decennio stilata dall'American Film Institute, ha avuto anche l'onore di inaugurare l'ultimo Festival di Cannes, e di esserne anche il protagonista indiscusso con una serie di interessanti eventi a tema.

Kate Winslet è April Wheeler nel film Revolutionary Road
Per quanto riguarda le categorie attoriali, abbiamo già accennato ai premi vinti da Diane Krueger e Christoph Waltz per le migliori interpretazioni da non protagonisti, quest'ultimo poi, con un distacco abissale sugli altri candidati, pur validi, come Jude Law, Philip Seymour Hoffman, James Franco e Michael Shannon. Il riconoscimento più sentito però è quello attribuito a Kate Winslet, che quest'anno non solo ha vinto per la sua magnifica interpretazione in Revolutionary Road, ma si è ritrovata a competere contro se stessa, visto che ha ricevuto una candidatura anche per The Reader. In ogni caso, l'attrice inglese, con entrambe le nomination ha avuto la meglio su un mostro di bravura come Meryl Streep, e colleghe come Melanie Laurent e Penelope Cruz, che lo scorso anno hanno offerto comunque prove attoriali convincenti.
Un'ulteriore conferma arriva per Mickey Rourke, che con la sua interpretazione in The Wrestler è il vincitore della categoria riservata al miglior attore, e ha superato colleghi di talento indiscusso, ma dalla carriera più solida come Robert Downey Jr., Eastwood, Sean Penn e il Nemico Pubblico Johnny Depp. Dopo anni di film di scarso rilievo, abusi di vario genere e pesanti vicissitudini personali, Rourke è riuscito a rilanciarsi con un ruolo intenso e molto amato da pubblico e critica, che gli ha permesso di trovare nuove possibilità di offrire interpretazioni altrettanto convincenti.

Rhys Ifans è tra i protagonisti della commedia I Love Radio Rock
Gli ultimi due riconoscimenti infine, sono riservati alla miglior colonna sonora e alla miglior realizzazione tecnica. A conquistare i lettori di Movieplayer.it, quest'anno, non è una colonna sonora originale, ma la selezione di classici del rock che è il cuore di una pellicola come I Love Radio Rock, tra cui figurano brani come My Generation, I Feel Free, These Arms Of Mine, A Whiter Shade Of Pale, Nights In White Satin e Father And Son e per una manciata di voti quindi, il film di Richard Curtis soffia il premio a Bastardi senza gloria e alla colonna sonora originale di Up che avevano ottenuto una candidatura anche in questa categoria. Il premio per la miglior realizzazione tecnica invece, va a Il curioso caso di Benjamin Button, nel quale Brad Pitt vive una vita "al contrario". Anche in questo caso però, il film strappa il premio a Transformers - La vendetta del caduto per pochissimi voti: evidentemente il pubblico ha preferito assegnare il suo voto al film di David Fincher, che è molto curato sia per quanto riguarda gli effetti speciali che il make-up.

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