Milano calibro 9

1972, Poliziesco

Lunga vita al 'Made in Italy Film Festival'

Vi raccontiamo la prima edizione del Festival che si svolge, da quest'anno, a Castel di Sangro.

Clarissa Montilla

Un nuovo festival cinematografico è nato alle pendici dei monti d'Abruzzo. A Castel di Sangro due giovani pieni di iniziativa, passione e buona volontà, Nando Giubilei (della Nando Giubilei Comunication) e Mauro Petrarca (fondatore della scuola di musica e recitazione Il suono e l'immagine), hanno voluto e curato la prima edizione del Made in Italy Film Festival che si è svolta dal 20 al 23 novembre 2006.
Quattro giornate dedicate al cinema italiano di genere degli anni '70 e alle sue estensioni sino ai giorni nostri. I temi trattati in questa prima edizione sono stati il Poliziottesco (o Poliziesco, ma gli amanti del genere preferiscono il primo appellativo) e il genere Horror. Molti i film in rassegna, tutti in copia 35mm in ottimo stato: da Milano calibro 9 a Romanzo Criminale, da Suspiria a Demoni 2...

Molti anche i nomi del cinema, della televisione e della musica che hanno preso parte alla rassegna. Ad inaugurare, con un suo concerto, l'apertura del Made in Italy Film Festival c'è sul palco Tommaso Zanello, in arte Piotta, (preceduto dalla giovane voce di ispirazione nera della cantante Gaia Ranieri). Personaggio che ha legato il suo nome al cinema attraversandolo per molteplici aspetti, Piotta ha composto le colonne sonore di vari film (tra cui Torino Boys e Zora la vampira dei Manetti Bros.); ha firmato la sceneggiatura di Il segreto del Giaguaro (di Antonello Fassari) - film che omaggia il cinema italiano degli anni '70 - dove Piotta è coinvolto anche come attore accanto a Lando Buzzanca e Gianni Ciardo; ha ideato e condotto, con Marco Giusti, la trasmissione Rai Stracult ed ha omaggiato il cinema dei '70 anche nei suoi videoclip (di quest'anno, 2006, è Non fermateci, videoclip che utilizza immagini originali di Roma violenta e Milano a mano armata).

La penultima serata del Made in Italy Film Festival vede invece sul palco la cantante appena ventunenne, una voce ammaliante da maga Circe, Mariangela, nota per il successo del suo singolo M'ama o m'amerà (brano balzato in testa alle classifiche dello scorso anno anche grazie allo "stacchetto" delle Veline di Striscia la Notizia) nel cui video - omaggio al cinema di genere? - Mariangela si trasforma in una sorta di sinuosa cat-woman, giustiziera di nero lattice vestita, e in un'atmosfera da fumettone noir, pistola alla mano, vendica il suo amore tradito. Mariangela si è esibita sul palco del Cinema Teatro "Italia" di Castel di Sangro duettando con Mauro Petrarca ("cantautore macabro" è una definizione riduttiva, noi preferiremmo chiamarlo poeta e compositore) nella canzone Sembravo un mostro, regalando al pubblico presente in sala una indimenticabile e suggestiva atmosfera da musical alla Tim Burton.

Ad onorare Castel di Sangro della loro presenza arrivano anche Lamberto Bava, Luigi Cozzi, Massimo Mirani, Giorgio Careccia e Martine Brochard.
Lamberto Bava ha parlato ai numerosi presenti in sala del suo prossimo film - in uscita ad aprile 2007 - Ghost Song (cast internazionale) e di una suggestione che lo ha spinto a realizzare la sua, per ora, ultima fatica: "E se si iniziasse a raccontare una storia la dove finisce il film del 1990 Ghost?". Quando domandiamo a Lamberto Bava come riesce a catturare quel qualcosa di morboso che incolla anche lo spettatore più pavido dinnanzi allo schermo, Bava ci risponde che lui per primo è un gran fifone e sa quindi molto bene cosa terrorizza l'essere umano, ma ciò che spaventa di più lui personalmente è la crudeltà che incontra nella realtà, per questo, per i suoi film, preferisce creare mondi fantastici dove i responsabili del male sono entità inesistenti nel reale quotidiano, partorite dalla fantasia: "La crudeltà umana, quella sì, mi spaventa veramente e preferisco non raccontarla, perché è reale!".

Luigi Cozzi merita una menzione d'onore per l'attività, per così dire, extracinematografica che svolge da quasi venti anni. Massimo esperto di fantascienza in Italia, giornalista prima e sceneggiatore e regista, poi, di film d'ogni sorta - dalla sceneggiatura a quattro mani con Dario Argento di Quattro mosche di velluto grigio, alla regia di L'assassino è costretto ad uccidere ancora a Star Crash - Cozzi, con la sua splendida e delicata moglie e con Dario Argento, ha fondato, nel 1989, Profondo Rosso, una piccola bottega degli orrori dove, molto generalizzando, si dice che "venda mostri". Ma Profondo Rosso non è solo questo: a dimostrare il grande amore di Luigi Cozzi per il cinema, Profondo Rosso ospita anche un piccolo museo dove cimeli e pezzi di scenografie, che altrimenti sarebbero finiti in qualche immondezzaio, vengono conservati per i visitatori che abbiano voglia di farsi un giro tra la storia del cinema. Anche solo per questo, se non già per i suoi indimenticabili film, Luigi Cozzi merita il nostro plauso.

Massimo Mirani, attore di teatro, di cinema e di tv, non perde un film della rassegna di Castel di Sangro e ci racconta di quegli anni '70 in cui, in un certo senso, la realtà degli anni di piombo, della tensione e dell'adrenalina che si percepivano quotidianamente nelle strade delle nostre città, confluivano nel cinema poliziottesco dei film da lui interpretati come Milano violenta e Il commissario di ferro: "Ad alcuni attori piaceva, durante le pause tra una ripresa e l'altra, andare al bar portando con sé la pistola usata per il film. Non si rendevano conto che proprio non era il caso. Giravamo con pistole vere che, tra un ciak e l'altro, andavano riconsegnate al carabiniere preposto al loro controllo. Una volta ci spararono addosso! Ci sparò la polizia perché non era stata informata che stavamo girando un film poliziesco in strada e qualcuno, dai palazzi accanto, credette ci fosse una vera sparatoria e chiamò le forze dell'ordine! I film che giravamo avevano un'aderenza con l'epoca che si viveva, per questo oggi sopravvivono e vengono riscoperti: restano come documento di quegli anni."

Martine Brochard è francese e nonostante sia stata adottata dal nostro cinema, dal nostro teatro e dalla nostra tv, della francese ha conservato quell'eleganza innata e un po' altera. Ha iniziato la sua carriera in Baci rubati di François Truffaut e ci confessa d'essersi pentita d'aver rifiutato le avance di quel genio poetico del cinema che ci ha lasciato troppo presto. Approdata sui set poliziotteschi degli anni '70, ha imparato a sparare sui set, con armi vere caricate a salve, spaventandosi al primo colpo partitole involontariamente. Oggi, da sei anni, la vediamo prender parte al primo poliziesco per la tv targato Rai3, La squadra.

Giorgio Careccia, poco meno che trentenne, nato quando ormai il cinema italiano di genere tramontava, giovane e promettente interprete di film quali Io non ho paura e Romanzo Criminale, ha iniziato la sua carriera calcando le tavole di legno del palcoscenico teatrale e non si stanca di ripetere, ai giovani pervenuti in sala che vogliono intraprendere il suo mestiere, quanto sia importante partire da se stessi e dal teatro, quanto sia importante sentire e capire gli altri per affrontare personaggi scomodi, curare la propria sensibilità. Specchiandosi nel suo sguardo pulito ci si domanda dove abbia trovato la forza per interpretare personaggi forse tanto lontani da lui. Vuole fare la rivoluzione e gli sarebbe piaciuto, in qualche modo, poter vivere il cinema di quegli anni '70.

Questi sono solo alcuni dei personaggi che abbiamo incontrato (ci sarebbe da discutere al lungo dei film e dei cortometraggi dei giovanissimi registi Gionata Zarantonello e Alex Visani, ma per conoscerli meglio vi rimandiamo ai loro siti internet, rispettivamente: www.medley.it; www.alexvisani.com), come quelle raccontate sono solo alcune, pochissime, delle infinite emozioni che ci hanno accompagnato sul palco, sullo schermo, tra le poltroncine del Cinema Teatro "Italia" e nelle strade di Castel di Sangro. Un festival come il Made in Italy Film Festival è sempre un'ottima occasione per guardare il cinema più da vicino, intimamente, per ascoltare esperienze e storie sconosciute dalla viva voce dei protagonisti: se volete saperne di più, se volete scoprirlo con i vostri occhi, vi aspettiamo per il prossimo Made in Italy Film Festival a Castel di Sangro. Si è sparsa la voce che la seconda edizione ospiterà, tra le altre cose, lo Spaghetti Western...

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