Boog e Elliot a caccia di amici

2006, Animazione

Recensione Boog e Elliot a caccia di amici (2006)

Anche tralasciando le evidenti somiglianze con tanti altri film, non si può che definire questo primo film di animazione digitale prodotto dalla Sony Pictures un passo indietro rispetto ai risultati dei colleghi più blasonati.

La stagione digitale

Fino a qualche anno fa l'animazione digitale 3D era diventata sinonimo di freschezza e originalità, questo grazie agli straordinari successi di prodotti quali Alla ricerca di Nemo e Shrek, giusto per citarne due. Ma avere un'idea vincente ad Hollywood vuol dire automaticamente generare decine di involontari emuli ed è così che ci troviamo alle porte di una vera e propria invasione di cartoons della nuova generazione.
Va da sè che con l'aumento dell'offerta, la qualità media automaticamente finisce con il ridursi e non è poi troppo difficile ritrovarsi con prodotti che finiscono con l'essere quasi un clone l'uno dell'altro.

Non stupitevi quindi se la trama di questo Boog e Elliot a caccia di amici vi suonerà piuttosto familiare: Boog è un simpatico orso grizzly, cresciuto e accudito con amore dalla ranger Beth nel garage della sua casa nella tranquilla cittadina di Timberlane, ed ha tutto quello che un orso "domestico" e da cartoon potrebbe desiderare: una tv dove poter guardare il programma preferito, un orsacchiotto e una ninna nanna per dormire sogni d'oro, cibo a volontà e perfino qualche momento di gloria durante degli spettacolini allestiti per far divertire i bambini. Tutto cambia però quando nella sua vita irrompe un cervo di nome Elliot catturato dal perfido cacciatore Shaw, l'intervento di Boog a favore del povero quadrupede frastornato e prigioniero innescherà una serie di tragicomici eventi a catena che porteranno il tenero orso ad essere liberato nella foresta proprio durante il periodo di caccia. Libero e solo (ad esclusione del pasticcione Elliot) in un luogo a lui poco familiare e circondato da animali selvatici e all'apparenza poco amichevoli, Boog cercherà la via di casa, scoprendo però che il richiamo della natura non gli è poi del tutto estraneo...

Anche tralasciando le evidenti somiglianze con il Madagascar che sbancò il botteghino lo scorso anno o con tanti altri film di animazione di impostazione comunque simile (tra cui anche l'imminente La gang del bosco), non si può che definire questo primo film di animazione digitale prodotto dalla Sony Pictures un passo indietro rispetto ai risultati dei colleghi più blasonati che compongono attualmente il punto di riferimento del settore. Non ci riferiamo ovviamente al solo aspetto tecnico, ma ad un'impostazione ben più tradizionale che ricorda gli ultimi prodotti Disney e la loro abbondanza di clichè narrativi iper-abusati.

Certo, non tutti i film di animazione possono avere l'intelligenza e l'arguzia dei prodotti Pixar o l'irriverenza dell'orco verde della Dreamworks, ma da un prodotto del 2006 sarebbe comunque lecito aspettarsi qualcosa di più che un mucchio di animali umanizzati che scherzano, litigano e cantano, non soltanto per fornire una maggiore attrattiva per il pubblico più maturo, ma anche perchè per gli stessi bambini la scelta è ormai talmente tanta e variegata da renderli, ogni anno che passa, più esigenti.Ci auguriamo quindi che per la Sony questo non fosse altro che un giro di rodaggio, perchè per entrare nel vivo della gara avrà bisogno di un motore forse un po' meno collaudato e una discreta dose di coraggio.

Recensione Boog e Elliot a caccia di amici (2006)
Luca Liguori
Redattore
2.0 2.0
Privacy Policy