Kubo e la spada magica

2016, Animazione

Kubo e le nuove frontiere della stop motion della Laika

Arrivata al quarto film, la Laika continua la sua crescita e ricerca visiva, mettendo insieme un progetto ambizioso e difficile dal fascino evidente sin dalle prime immagini.

Kubo e la spada magica: un momento del film animato

Con soli undici anni di attività, la Laika ha già lasciato un segno profondo nel mondo dell'animazione in stop motion. Lo ha fatto anche grazie al supporto economico della famiglia del suo CEO (Travis Knight, figlio del fondatore della Nike), ma non senza una sana dose di competenza, dedizione, coraggio e intelligenza. Tutte caratteristiche che hanno spinto lo studio di Knight a debuttare portando sul grande schermo un'opera di Neil Gaiman, Coraline e la porta magica, con delicatezza e gran cura, e proseguire sulla strada dell'originalità alzando l'asticella, passando per ParaNorman e lo spumeggiante BoxTrolls - Le scatole magiche, passato un paio d'anni anche alla Mostra del Cinema di Venezia.

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Anche per il quarto lavoro della Laika non è mancato un supporto dai festival italiani: Kubo e la spada magica, infatti, è passato alla Festa del Cinema di Roma un paio di settimane fa, nella sezione Alice nella città, mentre lo staff dello studio ha preso parte al ViewConference di Torino per spiegare le mirabilie e difficoltà di un lavoro complesso, fatto di pazienza e arte, che proprio alla Laika stanno cercando di elevare ad un livello superiore, mettendo in piedi quelli che potremmo considerare dei blockbuster della stop motion, arricchiti da CGI ed effetti visivi che li rendono più vicini alle produzioni animate concorrenti. Forse troppo?

La stop motion del presente... e del futuro?

Kubo e la spada magica: una scena del film d'animazione

Non è difficile da capire perché alcuni puristi di questa tecnica così artigianale (ricordiamolo, consiste nell'animare degli oggetti reali, pupazzi o modelli in plastilina per esempio, fotografandoli un fotogramma alla volta su un set concreto) storcano un po' il naso davanti all'abbondanza delle aggiunte in computer graphic degli ultimi lavori Laika. Eppure non è diverso da quanto si fa da sempre e oggi ancora di più, per i film live action, che sono arricchiti dal punto di vista visivo da sfondi, effetti, personaggi e a volte intere sequenze realizzate totalmente in CGI. Alla Laika considerano la calda, artigianale e tradizionale animazione dei loro modelli una base su cui aggiungere altro, come fa qualunque regista oggi per il proprio lavoro. Lo scopo è duplice: da una parte la volontà di raccontare storie più ambiziose, che con i vincoli dei modelli da animare non si potrebbero realizzare in modo credibile; dall'altra la necessità di rendere il prodotto finito accattivante per un folto numero di persone, anche di quelle che potrebbero non capire il valore di quello che sta vedendo sul grande schermo, perché una produzione di questo tipo è lunga, costosa e deve cercare di raggiungere il maggior numero di spettatori possibile.

L'ambizione Laika

Kubo e la spada magica: un'immagine del film d'animazione

Un'attenzione per le storie da raccontare e le loro atmosfere che era già stata evidente nei precedenti lavori e che si concretizza in Kubo, una storia che fa da ponte tra Occidente e Oriente, tra terreno e sovrannaturale, tra ragazzi ed adulti. Infatti nel mettere in scena le avventure di Kubo, un ragazzino gentile ed intelligente capace di raccontare storie fantastiche agli abitanti del suo villaggio, Travis Knight sceglie di avvalersi ancora una volta di toni con lievi sfumature horror e quell'atmosfera misteriosa che è propria del genere: il piccolo Kubo riesce a far apparire le immagini di ciò che racconta, ma capita che accidentalmente evochi un antico spirito in cerca di vendetta ed è costretto a fuggire. Il suo viaggio è accompagnato da due bizzarre e divertenti figure, Monkey e Beetle, e ha come fine ultimo quello di comprendere il mistero che avvolge la morte del padre.

L'equilibrio della Laika

Kubo e la spada magica: un'immagine tratta dal film animato

In Kubo e la spada magica funziona questo equilibrio tra toni cupi e leggerezza, dovuta soprattutto al design e la caratterizzazione di alcuni personaggi, Beetle in primis, così come funziona l'integrazione della componente più action e di combattimento, che la spada del titolo lascia intuire. Allo stesso modo è riuscita l'integrazione della CGI per completare, sottolineare e sostenere la componente artistica ed il valore della curatissima stop motion per rappresentare un mondo e delle figure che strizzano l'occhio in modo evidente e marcato all'estetica orientale e giapponese in particolare. Si tratta di una fusione tra tradizione e modernità il cui equilibrio si è cercato di spostare leggermente verso la prima, peggiorando volontariamente il frame rate delle animazioni al computer per adattarsi alla usuale scattosità di quelle realizzate fotogramma per fotogramma (in modo non dissimile da quanto fece Tim Burton per Mars Attacks!). Se proprio va trovata una pecca all'importante lavoro della Laika è che in questa fusione si affievolisce leggermente il calore che l'animazione stop motion riesce tradizionalmente a trasmettere, ma è un prezzo da pagare comprensibile ed accettabile per raggiungere obiettivi più alti.

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Questioni di target

Kubo e la spada magica: un'immagine del film animato

Il dubbio piuttosto è un altro e riguarda il pubblico, quello nostro italiano e in generale occidentale: è pronto per quello che Travis Knight e i suoi hanno da proporre? Il timore è che la Laika sia più avanti della media degli spettatori, che in un film animato continuano a cercare qualcosa di più vicino a quello che invece propongono i colossi del settore, da Disney e Pixar a Dreamworks, Blue Sky e negli ultimi anni Illumination. Quella di Knight è una scommessa, che il regista rende meno azzardata assicurandosi un cast vocale di tutto rispetto, visto che Kubo e la spada magica può vantare la presenza di Charlize Theron e Matthew McConaughey rispettivamente nei ruoli di Monkey e Beetle, Ralph Fiennes in quelli del Re Luna, Rooney Mara e George Takei. Accompagnatori d'eccezione che a causa del doppiaggio non saranno presenti a difendere il piccolo Kubo per la sua avventura nelle nostre sale. Ciononostante, noi ci auguriamo che il pubblico si riveli bendisposto nei confronti della scommessa della Laika, che può aprire le porte ad un'animazione e cinema per ragazzi più maturo e ricco di sfumature. Una scommessa in cui noi crediamo.

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Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
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