Il Libro della Vita

2014, Animazione

Il Libro della Vita ci porta nel colorato mondo dell’aldilà

Per la produzione di Guillermo Del Toro, arriva un film colorato e originale che ci porta in un Centro America culturalmente affascinante.

Il Libro della Vita: la Regina Morte e Xibalba in una scena del film

Ci sono autori forti, dalla personalità imponente, che dettano il proprio stile e la propria visione anche quando il loro ruolo si limita a quello della produzione. Il primo nome che ci viene in mente è quello di Tim Burton, che rende suo in tutto e per tutto quel Nightmare Before Christmas che fu firmato dal pur bravo Henry Selick. Ma si trattava di Tim Burton, che quei personaggi e quella storia li aveva disegnati, creati e resi vivi.

Il Libro della Vita: Manolo saluta la folla in una scena del film

Non capita esattamente la stessa cosa con Il Libro della Vita, che vanta la produzione di un altro autore che ha una visione del cinema molto forte e riconoscibile come Guillermo del Toro, ma non sembra subire la stessa influenza se non nel legame alla cultura messicana ed in un certo gusto visionario che caratterizza alcune scelte. Insomma, il film firmato da Jorge R. Gutierrez non sa di "film che Del Toro non ha avuto il tempo di girare in prima persona", ma di un progetto che dal popolare regista messicano ha ricevuto benedizione e sostegno.

In questo articolo

C'era una volta a San Angel

Il Libro della Vita: Joaquin con Manolo e Maria in una scena del film

Nel guidare un gruppo di ragazzini in una visita al museo, la guida Mary Beth attinge al libro della vita del titolo, che racchiude tutte le storie del mondo, e racconta loro del villaggio messicano di San Angel e di una bizzarra scommessa tra La Muerta e Xibalba, rispettivamente a capo della Terra dei ricordati e quella dei dimenticati. Una scommessa che prende vita nel giorno dei morti, vedendo due ragazzini, Manolo e Joaquin, contendersi la stessa fanciulla, l'intelligente e moderna Maria. Chi riuscirà a conquistare il suo cuore? Il sensibile Manolo, appartenente a una famiglia di toreri per tradizione ma con la passione per la musica, o il buono ma macho e militaresco Joaquin? Da ragazzini tutto sembra facile, persino la contesa tra i due è vissuta con la purezza dell'infanzia, un po' meno lo è da adulti, quando la sfida amorosa tra i due riprende dove si era interrotta al ritorno di Maria, allontanata dalla famiglia e mandata a studiare in Europa per cercare di rimettere in riga le sue tendenze esuberanti e ribelli. Ognuno userà le sue armi, ma la lotta sarà sleale per l'intervento delle forze ultraterrene che proveranno a barare per vincere la scommessa.

Il regno dei morti

Il Libro della Vita: la Regina Morte con Xibalba in un momento del film animato

Quella di Manolo, che ha la voce originale di Diego Luna, è una odissea che attraversa i tre regni e ci permette di vedere e apprezzare l'ottimo lavoro svolto da Gutierrez del tratteggiare sia San Angel e i suoi abitanti che i due regni ultraterreni, dal tripudio di colori del paese messicano, la creatività della terra dei ricordati ed il lugubre grigiore che rende la cupa tristezza del regno dei dimenticati. E' il principale punto di forza de Il libro della vita, che si dimostra riuscito soprattutto per l'impianto visivo, la creatività che lo caratterizza e la vivacità che lo anima e che si riflette anche nello stile grafico scelto che ricorda, per personaggi ed oggetti che appaiono in scena, dei modelli intagliati in legno, e si giustifica nelle statuine che compaiono al museo dove la storia viene narrata. Se visivamente il film è riuscito, però, non è solo grazie alle intuizioni e le idee che lo infarciscono, ma anche per un livello tecnico più che buono che pone il lavoro di Reel FX Creative Studios al livello delle grandi produzioni mondiali del settore.

Storia di un amore

Il Libro della Vita: Maria corteggiata da Manolo in una romantica scena del film

Pur nella sua pirotecnica messa in scena, Il libro della vita è di base una sofferta storia d'amore che va al di là dei mondi e supera le barriere e che ha il pregio di avvicinarci ai tematiche e credenze della cultura del Centro America e trasmettere messaggi importanti sulla necessità di essere sé stessi e vivere seguendo il proprio cuore, sottolineando anche temi di eguaglianza e parità attraverso la femminista Maria. Una storia d'amore raccontata con l'ausilio inserti musicali, alcuni dei quali basati su cover più o meno riuscite di canzoni note (da Creep dei Radiohead a Can't Help Falling in Love di Elvis) che non si integrano nella struttura narrativa al punto da farne un musical, ma contribuiscono a comunicare toni del racconto e stati d'animo dei protagonisti. E' uno dei mezzi usati da Gutierrez ed i suoi autori per mantenere alto il livello di varietà e freschezza della storia e del film, che pur finisce per soffrire di alcuni momenti meno ispirati che procedono per inerzia. A questo si unisce una certa mancanza di coraggio nello spingere un po' più in avanti quegli aspetti più dark che pur fanno parte della storia, che avrebbe reso ancora più intrigante e maturo un film che si guarda con molto piacere ma sembra fermarsi sulla superficie senza fare quel passo in più per lasciare il segno, nella memoria degli spettatori e nel mondo ultra-competitivo dell'animazione contemporanea.

Il Libro della Vita ci porta nel colorato mondo...
Antonio Cuomo
Redattore
3.0 3.0
Guillermo Del Toro: 50 anni di mostri
Privacy Policy