I Coen a Cannes con No Country for Old Men

I due registi minnesotani in conferenza stampa, accanto ai protagonisti della loro ultima, acclamata pellicola, Javier Bardem e a Josh Brolin.

Tra i film più attesi della selezione competitiva in questa sessantesima edizione del Festival di Cannes, No Country for Old Men non sarà certamente annoverato tra le delusioni: la mistura tra violenza, nichilismo e humour che ha riportato alle atmosfere dei capolavori firmati da Joel Coen e Ethan Coen ha entusiasmato pubblico e critica al festival transalpino. I due fratelli del Minnesota sono intervenuti in conferenza stampa, accompagnati da tre degli interpreti della pellicola, Josh Brolin, Javier Bardem e Kelly MacDonald. I due sceneggiatori e registi sono subito bersagliati di domande sull'atipicità del genere del film, e quindi del romanzo di Cormac McCarthy da cui è tratto. Dice Joel Coen: "Qualcuno ha parlato addirittura di western, noi pensiamo più ad una crime story. Il romanzo è affascinante anche perché, insolitamente per McCarthy, è narrativa pulp, ma si avvicina al genere per farne cose davvero inedite. Ad esempio, i tre personaggi maschili principali, sebbene gravitino l'uno attorno all'altro, non si incontrano mai. Abbiamo trovato questa cosa molto interessante."

"Anche l'ironia e lo humour della storia sono farina del sacco di McCarthy - interviene Ethan - Non avevamo l'ambizione né l'esigenza di aggiungere nulla di nostro, e spero che non l'abbiamo fatto. Viene tutto dal romanzo."

Qualcuno chiede ai due registi se non è una forma di sacrificio quella di rinunciare all'individualismo per lavorare sempre in coppia, e se la cosa genera mai conflitti, e Ethan ribatte: "Quando facciamo un film lavoriamo con moltissime persone, è un processo assolutamente collaborativo: tra noi due, tra noi e il direttore della fotografia, tra noi e gli attori; c'è sempre dialettica e collaborazione. Per questo non pensiamo che il nostro lavorare in tandem abbia nulla di eccezionale."

"Certo, può sembrare un po' strano - aggiunge Josh Brolin - è come se fossero un uomo solo con due teste, ma c'è un accordo che permette loro di fare quello che fanno. E' molto profondo, e allo stesso tempo loro sono in grado di affidarsi al loro casting così da non dover fare troppo lavoro sul set e potersi concentrare su altri aspetti del processo creativo."

"Non ci sentiamo sotto pressione a causa delle aspettative sui nostri lavori - prosegue Joel - Siamo fatalisti in questo senso, come andrà, andrà. Per noi la sfida è quella di continuare a fare cinema, cercando di esplorare ogni volta qualcosa di diverso. Siamo già pronti a iniziare a lavorare al nostro nuovo film (Burn After Reading, ndR), su un gruppo di grotteschi personaggi di Washington, che avrà come protagonista George Clooney."

A Javier Bardem, che con No Country for Old Men ha aggiunto un altro ruolo straordinario alla sua invidiabile collezione, i cronisti chiedono come sceglie i film a cui partecipa: "Non credo che ci sia regista al mondo, neanche il più bravo in assoluto, che possa fare un buon film da una cattiva storia. Quando invece una storia ti colpisce, emotivamente o intellettualmente, allora vale davvero la pena. E anche il personaggio, deve avere qualche contraddizione in sé, non deve essere monolitico. Allora vale la pena di provare. E questa volta ne è decisamente valsa la pena. Essere a Cannes, a questo tavolo con i fratelli Coen, è più di quanto avrei potuto sognare. Fare questo film è stato fantastico... a parte la pettinatura del mio personaggio. Quella è stata difficile da tollerare!"

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