Doctor Strange

2016, Avventura

Doctor Strange non incanta, ma la Marvel riesce comunque a stupire

Visivamente straordinario, innovativo e sorprendente, soprattutto nelle scene d'azione, il film di Scott Derrickson dal punto di vista dell'intreccio non va oltre le convenzioni della più scontata origin story.

Che Doctor Strange non sia un cinecomic convenzionale lo si capisce subito, dalla prima scena. La prima sequenza d'azione - che vede affrontarsi il malvagio Kaecilius di Mads Mikkelsen (più i suoi uomini) e l'Antico interpretato da Tilda Swinton - lascia assolutamente senza fiato per la bellezza e la complessità sia delle coreografie che degli scenari che continuano a mutare e trasformarsi intorno a loro. E davanti agli occhi increduli degli spettatori.

Perché se è vero che di super-scontri ormai ne abbiamo visti tanti, ancora non c'era mai capitato di ritrovarci al cinema nel bel mezzo di lotte interdimensionali combattute con armi e scudi magici ed improvvisi cambi di gravità. Chi aveva in qualche modo intuito elementi di Inception già dai trailer aveva in un certo senso visto giusto, peccato però che quello che Nolan faceva ai corridoi o alla città di Parigi in un paio di scene di culto qui il regista Scott Derrickson lo fa, per di più all'ennesima potenza, in tutte le complesse e concitate sequenze d'azione. Insomma se da questo nuovo film Marvel più di qualsiasi altra cosa vi aspettavate di essere stupiti e lasciati in più di un'occasione a bocca aperta... lo sarete.

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Magia e tradizione

Oltre ad essere altamente spettacolare (soprattutto quando aiutato dal 3D, qui molto più giustificato rispetto a tanti altri casi), questo nuovo film Marvel però è anche un film piuttosto strano. Penserete voi che bastava il titolo per capirlo, ma in realtà la sua stranezza non risiede tanto nel suo complesso plot fatto di piani astrali o filosofie mistiche, ma dal suo rappresentare un'enorme contraddizione. Perché se dal punto di vista visivo, come già detto, c'è tanto da meravigliarsi e da rallegrarsi (anche per tutte le boccate di aria fresca che potrà portare all'intero Marvel Cinematic Universe), è impossibile non notare invece come da un punto di vista narrativo il film sia fin troppo convenzionale.

La storia che il film ci racconta, le infinite possibilità che apre e anche i poteri che questi nuovi personaggi hanno, sono qualcosa di assolutamente inedito per il grande schermo, eppure davanti all'ennesimo spiegone - o all'inevitabile scoperta di un oscuro passato o del milionesimo piano malvagio che potrebbe significare la fine del mondo... - è impossibile non notare che siamo nuovamente davanti ad una origin story, una delle tante che abbiamo visto e rivisto (per alcuni personaggi anche più volte) negli ultimi 15 anni. E no, non c'è storia o ambientazione o effetto speciale che tenga, la struttura è sempre la stessa e, purtroppo, anche il risultato è spesso fin troppo simile a quanto già visto.

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L'onore e l'onere di far parte del Marvel Cinematic Universe

Doctor Strange: Rachel McAdams e Benedict Cumberbatch in una foto del film

Un'altra contraddizione è rappresentata anche dall'alternanza di scene di grande originalità (non tutte riuscitissime magari, ma quantomeno nuove) ed indiscutibile efficacia (la battaglia finale che ovviamente non vi raccontiamo) ad altre che, oltre a non offrire nulla di nuovo, risultano fin troppo poco ambiziose anche nella messa in scena: ci riferiamo in particolare a tutti i momenti ospedalieri (anche quando accompagnati da buffe "proiezioni astrali"), gli unici in cui compare Rachel McAdams, a nostro parere davvero poco riusciti. Magari funzionali alla trama e al personaggio, ma di certo non all'alezza di un film di questa importanza.

Doctor Strange: un'immagine degli attori Chiwetel Ejiofor e Benedict Cumberbatch

Cosa vuol dire questo, che Doctor Strange nonostante tutte le promesse e le premesse è un film Marvel come ne abbiamo già visti tanti? Assolutamente no, ma vuol dire che nonostante le incredibili potenzialità di poter davvero rappresentare qualcosa di molto diverso, anche questo film, anche questo personaggio, viene in parte strozzato dallo schematismo e dal pragmatismo dell'MCU. Che poi, a dirla tutta, mai come questa volte è effettivamente necessario (oltre che difficile) dover raccontare, spiegare e descrivere non un mondo nuovo, ma un vero e proprio multiverso e tutte le sue applicazioni/implicazioni, ma diventa un peccato vero quando queste necessità produttive ancor prima che di sceneggiatura, questa precisa e dettagliata pianificazione a tavolino, finisce con il soffocare la freschezza di un'idea e di un personaggio che evidentemente è in grado di offrire molto di più.

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Doctor Strange: una spettacolare foto del film

Il Dottore, l'Antico e il Bibliotecario

Nonostante tutto, però, il dottore del titolo, interpretato ovviamente da Benedict Cumberbatch, è un gran bel vedere: farà la felicità dei fan del fumetto per il suo aspetto (la Cappa della Levitazione ruba la scena praticamente sempre) e per la giusta dose di ironia che mette nel ruolo, funziona benissimo con ciascuno dei suoi colleghi di set (ma è soprattutto con Benedict Wong che non vediamo l'ora di rivederlo in azione) ed è credibile tanto quanto Stregone che come chirurgo egocentrico ed arrogante. D'altronde non è che ci fossero mai stati dubbi sulle sue capacità di tenere testa ad un personaggio così complesso ed affascinante, ma fa piacere vedere come, nella prima delle due scene post-credits, riesca a dimostrare in pochi minuti anche una perfetta sintonia con almeno uno degli altri supereroi Marvel. E con la loro ormai consueta e immancabile voglia di cazzeggiare.

Doctor Strange: Tilda Swinton e Benedict Cumberbatch in una foto del film
Doctor Strange: Mads Mikkelsen nel film Marvel

Purtroppo abbiamo visto il film doppiato - e questo, quando nel cast hai Cumberbatch, Mikkelsen, Wong e Chiwetel Ejiofor, equivale più o meno come andare ad un concerto in uno stadio ed essere costretti ad accontentarsi del maxischemo - ma tutto il cast dà l'impressione di essere perfettamente a suo agio in questi ruoli così bizzarri ma anche così affascinanti. A colpire al cuore però, ad ogni sua apparizione (proprio come la mitica Cappa), è soprattutto la solita, divina Tilda: ogni volta che lei arriva in scena il film cresce in maniera esponenziale, non solo per gli indiscutibili meriti dell'attrice, ma perché il suo Antico, con la sua tecnica di combattimento ed i suoi poteri, ancora più del protagonista, fa capire cosa può davvero rappresentare l'ingresso della magia nel Marvel Cinematic Universe. E di cosa può rappresentare anche per il futuro di tutto il cinema d'azione e d'intrattenimento, basta portare un po' di quella magia e di quella voglia di stupire anche nelle storie e nei personaggi secondari.

Doctor Strange: Tilda Swinton e Chiwetel Ejiofor in una foto del film
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Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
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