I Love You, Man

2009, Commedia

Recensione I Love You, Man (2009)

Il carisma e l'amabilità di Paul Rudd e Jason Segel sono la carta vincente di questo esile I Love You, Man, che soffre di più di un intoppo narrativo, ma nel complesso procede con ritmo gradevole e rilassato senza lasciare che le gag si susseguano l'una dopo l'altra in maniera troppo frenetica.

Chi trova un amico...

Peter Klaven è un uomo decisamente fortunato: la sua carriera di agente immobiliare sta spiccando il volo, e da otto mesi ha incontrato Zooey, la ragazza dei suoi sogni, che ha appena accettato di sposarlo. C'è un unica nota stonata nella sua promettente esistenza: mentre Zooey vanta uno stuolo di amiche del cuore e damigelle d'onore, nella sua vita manca l'amico per la pelle che possa fargli da testimone di nozze. Quando, per caso, sente le ragazze mettere in guardia Zooey sui pericoli di una relazione con un uomo che non ha amici, Peter si decide a mettersi in cerca dell'uomo giusto, e sguinzaglia il parentado e il web perché gli procaccino degli "incontri". La caccia però, tra equivoci e buchi nell'acqua, non sembra portare a nulla, almeno fino a che che Peter non incontra, per puro caso, Sidney Fife, un dinoccolato, spensierato e sessualmente disinvolto gigante gentile che veste come Dude Lebowski e gli è miracolosamente complementare. Prevedibilmente, purtroppo, l'ingresso di Sidney nel lieto ménage di Peter e Zooey sarà anche foriero di conseguenze negative.

Rashida Jones e Paul Rudd in un'immagine di I Love You, Man
I Love You, Man - il titolo è eloquente - è dichiaratamente una rom com che del genere ricalca gran parte degli stereotipi; con la sostanziale differenza, però, che la coppia al centro della vicenda è composta da due uomini eterosessuali. Peter è infatti felicemente accasato con la sua Zooey, e quella che deve affrontare è un'altra forma di inadeguatezza sociale che sembra interessare solo di rado i cineasti. E' difficile, passata una certa età, fare amicizia facilmente, sintonizzarsi da un giorno all'altro sulla lunghezza d'onda che non ci è mai appartenuta: e Peter - un Paul Rudd in grande spolvero alle prese con esilaranti balbettamenti gergali - che non sa giocare a poker e non regge la birra, scova finalmente una "anima gemella" e deve superare i suoi begli imbarazzi per conquistarla. Se Rudd, attore versatile e veterano della commedia relegato per troppo tempo a ruoli secondari, sembra ottenere finalmente lo spazio che merita, lo stesso potrebbe dirsi di Jason Segel, una presenza atipica per Hollywood, con il suo sorriso infantile e la sua bizzarra fisicità. Il carisma e l'amabilità di entrambi sono la carta vincente di questo esile I Love You, Man, che soffre di più di un intoppo narrativo, ma nel complesso procede con ritmo gradevole e rilassato senza lasciare che le gag si susseguano l'una dopo l'altra in maniera troppo frenetica.

Jason Segel e Paul Rudd in un'immagine del film I Love You, Man
Rudd e Segel hanno già diviso la scena in diverse pellicole sotto l'ala protettiva dell'amico comune Judd Apatow; in questo caso Apatow non è coinvolto, ma la sua lezione a base di comicità esplicita, testosterone e tenerezza è ben presente nel film di John Hamburg. Per quanto ancora questa formula possa essere produttiva è difficile dirlo. Se non altro, I Love You, Man ci lascia con la convinzione che Rudd e Segel sono due tra i più piacevoli portacolori della commedia americana, e con la speranza di vederli presto di nuovo al lavoro, in coppia o in solitaria, con o senza Judd Apatow.

Recensione I Love You, Man (2009)
Alessia Starace
Redattore
3.0 3.0
Privacy Policy