Berlino 2014, arrivano George Clooney e i suoi Monuments Men

Il regista sbarca alla Berlinale con il cast quasi al completo del suo nuovo film, il racconto di un gruppo di soldati americani che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò centinaia di capolavori dalle rappresaglie naziste.

Berlino 2014, arrivano George Clooney e i suoi...

Quando George Clooney dirige un film è sempre un evento in grado di catturare l'interesse del pubblico. Attore affascinante come pochi nella sua generazione, artista impegnato politicamente, ha saputo costruirsi passo dopo passo una solida carriera registica, grazie a opere dal taglio molto particolare. Per il suo ultimo lavoro, il quinto lungometraggio nel curriculum da cineasta, Monuments Men, presentato alla 64.ma edizione del Festival di Berlino, attinge a piene mani dalla storia, presentandoci una vicenda avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, quando un gruppo dell'esercito americano lavorava indefessamente per sottrarre ai nazisti le opere d'arte rubate come rappresaglia nei paesi occupati. Accolto tiepidamente in patria, Monuments Men, tratto dal libro omonimo scritto da Robert M. Edsel nel 2009, rappresenta uno dei punti di interesse di questa Berlinale. Per l'occasione Clooney è stato accompagnato dal cast che comprende Bill Murray, Matt Damon, Jean Dujardin e John Goodman, quasi mai, per la verità, chiamati in causa dai reporter.

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Sembra che lei sia attratto in maniera particolare dal passato e dalle epoche lontane, possiamo dire che è stato proprio questo a spingerla a dirigere questo film?
No, non penso proprio che sia questo il motivo che mi ha spinto a girare Monuments Men, ma se volete la prossima volta posso fare un film ambientato nel futuro! A parte gli scherzi, ho amato molto il libro di Robert Edsel, che mi è stato sottoposto tre anni fa fa Grant Heslov. Credo che la scintilla sia scoccata lì.

E' un film diverso dai precedenti...
Sì, mi verrebbe da dire meno cinico. Mi ha subito ricordato quei film che mi hanno fatto innamorare del cinema come I cannoni di Navarone o La grande fuga. Ecco, mi piaceva il fatto di prendere dei grandi attori e trasformarli alla vecchia maniera. Certo, ero preoccupato dal fatto che un film sulle opere d'arte rubate potesse non interessare troppo. Non è un caso che con Fox abbiamo discusso a lungo di questa cosa.

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Si aspetta un'accoglienza particolare dal pubblico europeo?
Beh, la prima ci sarà stasera, aspettiamo e vediamo come andrà. Posso solo dire che abbiamo provato a fare un film divertente, con il cast giusto. Bisogna attendere per capire se ci siamo riusciti o meno.

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Qual è l'aspetto dello star system che odia di più?
Sono seduti vicino a me, li vede? (indica il cast e ride) Scherzo, non posso proprio lamentarmi della vita che faccio, direi proprio di no.

In una recente intervista rilasciata alla CNN ha detto di essere ancora un liberal, ma di essere piuttosto confuso, quale dei due aspetti prevale in questo momento della sua vita?
Non credo di aver detto esattamente queste parole, quindi preferirei non rispondere ad una domanda su una dichiarazione trascritta in maniera non accurata.

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