Batman v Superman – Ultimate Edition: rendiamo giustizia a Zack Snyder

La versione ideata originariamente dal regista arriva finalmente in home video con i suoi vitali 30 minuti inediti. Un'edizione fondamentale che ci restituisce un film più coeso, strutturato, anche se non privo di difetti.

Batman v Superman – Ultimate Edition: rendiamo...
Batman v Superman: Dawn of Justice

2016 – Azione
3.3 3.3

Lo scontro prima di tutto. La rivalità come tema portante di una storia, di un film, di un'operazione commerciale. Di ogni cosa. Batman v Superman: Dawn of Justice fa della dicotomia il suo motivo di esistere, e non solo per il tanto bramato faccia a faccia tra quelle due icone a forma di supereroe di nome Batman e Superman. No, perché il figlio di Krypton e il Cavaliere Oscuro non hanno solo messo in scena la notte contro la luce e il dio contro l'uomo, ma hanno incarnato anche la risposta dell'intera DC Comics a quella superpotenza di nome Marvel Cinematic Universe. Dopo L'uomo d'acciaio, il sequel di Zack Snyder si è appesantito di aspettative e di responsabilità, con il dovere di dare ampio respiro anche alla futura Justice League, linfa vitale per fronteggiare la Casa delle Idee in future battaglie cinematografiche.

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Batman v Superman: Henry Cavill e Ben Affleck in un momento dello scontro tra Batman e Superman

Eppure i conflitti non finiscono qui. Alla vigilia dell'uscita in home video di Batman v Superman - Dawn of Justisce: Ultimate edition, versione estesa dell'edizione cinematografica (in arrivo il 6 luglio sugli store digitali sia in versione theatrical che ultimate e dal 15 luglio su supporto fisico), abbiamo buoni motivi per credere in una spaccatura intestina: Snyder vs Warner.

Batman v Superman: Henry Cavill tiene in mano la maschera di Batman

Non è un segreto che la gestazione del cinecomic più atteso degli ultimi anni sia stato preceduto da ansie, preoccupazioni e test screening dai sisultati molto lontani dalla standing ovation, ma questa versione (ovvero quella originariamente ideata dal regista) apre una profonda crepa nella visione di insieme alla base di Batman v Superman. Se il montaggio distribuito nei cinema lo scorso marzo è apparso a molti di noi sfilacciato, confuso e appesantito da una densità di situazioni e personaggi non gestiti al meglio, questa Ultimate Edition guarda al suo predecessore con la stessa aria contrariata con cui Superman smaschera Batman nel sogno distopico di Bruce Wayne. E ha tutte le ragioni per farlo. Adesso vi spieghiamo perché.

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Zac zac, caro Snyder

Batman v Superman: Dawn of Justice, Ben Affleck insieme al regista Zack Snyder sul set del film

D'ora in avanti il suo nome ci ricorderà il suono di una serie di tagli infelici. Il rumore di un film pensato in un modo e presentato in un altro. Possiamo dirlo senza alcuna remora: Snyder aveva concepito un Batman v Superman migliore di quello visto in sala qualche mese fa. Certo, 180 minuti danno vita ad una durata proibitiva non solo per qualche spettatore, ma soprattutto per le sale, costrette a diminuire per forza di cose il numero delle proiezioni. Qui, però, vogliamo giudicare il valore artistico e il concepimento di un'opera a prescindere da queste logiche; siamo qui a parlare di uno Snyder che, prima del dannato intervento delle forbici, aveva usato ago e filo per tessere una storia complessa ma ben esposta, una storia che racconta soprattutto di un folle burattinaio. Per quanto Batman e Superman si impongano come figure assolute, portatori di due visioni assai diverse di eroismo e di etica, in questa edizione emerge con assoluta chiarezza e dovizia di particolari il piano ordito da Lex Luthor per metterli contro.

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Batman v Superman: Dawn of Justice, Jesse Eisenberg, Ben Affleck e Henry Cavill in un momento del film

Come in una lunga partita a scacchi dove ogni azione è ponderata e frutto di una precisa volontà,Batman v Superman: Ultimate Edition ci conduce nella mente di Luthor rivelandoci a giuste dosi la tela avvolta poco alla volta attorno a Bruce Wayne e Clark Kent, manipolati con maestria. Dalla farsa in terra africana, ai criminali marchiati a fuoco dall'Uomo Pipistrello, passando per l'attentato nel Congresso, tutto è stato sapientemente studiato per manipolare i due eroi. Così, attraverso un montaggio meno sfilacciato e un intreccio più coeso, un incedere più chiaro e un racconto meno lacunoso, questa versione dedica molta più attenzione alla preparazione dello scontro eroico, a porre le basi del faccia a faccia tanto agognato. Una svolta che, ai nostri occhi, riqualifica almeno i primi due terzi del film. Perché, stando al disilluso signor Wayne, "la perfezione" e "l'assoluto adamantino" non esistono più. Stessa cosa qui, dove di problemi ce ne sono ancora. Quelli nessuno li ha tagliati via.

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L'esilio, la rabbia e il popolo

Batman v Superman: Dawn of Justice, Henry Cavill immerso tra la gente in una scena del film

Prima di tuffarci nelle antiche tenebre, rimaniamo ancora nella luce, tra i meriti evidenti della visione castrata di Snyder. Oltre a tratteggiare meglio i connotati di un villain supportato da una strategia meno folle e schizofrenica di lui, il Batman v Superman originale si sofferma meglio anche sulle motivazioni dei due contendenti. Sia Clark Kent che Superman hanno più tempo per le indagini del cronista e le solitarie meditazioni del discusso messia, i dubbi del figlio e l'amore dell'uomo, mentre Ben Affleck tratteggia con maggiore convinzione il malessere di un uomo affranto e deluso, pronto a sublimare il dolore nella rabbia. E se l'Alfred di Jeremy Irons accenna a qualche sparuto sussulto, Lois si presenta più risoluta e meno disorientata grazie ad uno script che ne giustifica meglio le azioni e che introduce nelle sue ricerche l'agente della scientifica Jenet Klyburn interpretata da Jena Malone.

Batman v Superman: Ben Affleck interpreta Batman in una foto del film

La già convincente, fatale e carismatica Wonder Woman di Gal Gadot, invece, ci è parsa quella meno colpita da questo necessario ritorno tra le vie e le macerie di Metropolis e Gotham City. Il tutto vissuto attraverso una lente fondamentale, apprezzata già al cinema, ma qui sovraccaricata di senso e di importanza: i mass media. La via tracciata è quella de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, dove i volti e i pareri di anchorman e giornaliste riempiono tavole e baloon; una strada qui rispettata a suon di notiziari e talk show che ci restituiscono l'adozione collettiva della figura eroica, la visione sociale e l'approccio critico ai dilemmi morali sollevati da Batman e da Superman. Il dilemma ora è tutto nostro ed è destinato a spargersi tra il pubblico dei più delusi: perché questo film non è mai uscito al cinema?

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Blackout

Batman v Superman: Dawn of Justice, Gal Gadot nei panni di Wonder Woman in una scena del film

La sagge parole di Alfred sembrano quasi descrivere il destino di Snyder al timone di Batman v Superman: "È così che comincia. La smania, il furore, il senso di completa impotenza che rende gli uomini buoni crudeli". Lungi da noi ritenere il regista colpevole di crudeltà, ma bisogna dire che la smania e il furore hanno segnato il terzo atto di quest'opera deragliata nel finale. È quasi un paradosso, ma quando le premesse del duello vengono trattate così bene, l'attenzione sullo svolgimento cresce. E il duello tra Batman e Superman ci è sembrato ancora meno coerente con quanto raccontato prima che pugni, calci e omonimie entrassero in scena. Stessa sorte per la presentazione dei metaumani (ancora scialba e molto forzata) e dello scontro finale con Doomsday, caotico e fuori misura, catastrofico più per il film che per la zona portuale di Gotham City.

Batman v Superman: Dawn of Justice, Ben Affleck in una scena del film

Insomma, Batman v Superman continua ad essere un film con dei problemi di densità e di compiti narrativi (dover contenere troppi personaggi e suggerire sviluppi futuri è un onere pesante), ma questa director's cut merita attenzione e acquista dignità nel confronto col precedessore. Laddove altre extended edition arricchiscono o approfondiscono, questa colma lacune, rimaneggia tessuti narrativi apparsi strappati solo poco tempo fa. "La notte è più buia subito prima dell'alba", diceva l'Harvey Dent di Christopher Nolan. Se a marzo per qualcuno poteva sembrare buio pesto, oggi ammiriamo qualche confortante bagliore.

Giuseppe Grossi
Redattore
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