Step Up 2 - La strada per il successo

2008, Musicale

Recensione Step Up 2 - La strada per il successo (2008)

Ci sono ancora la danza, l'hip-hop e lo scontro tra il mood ribelle della break dance e il rigore delle tecniche classiche di ballo, ma in questo film è la strada a fare da padrona con tutta la sua energia ruvida e anticonvenzionale.

Maria Vittoria Galeazzi

Balli proibiti

Ritorna in una veste completamente nuova il film sullo street-dancing campione di incassi nel 2006: coreografie mozzafiato, amore, amicizia e tutta la forza aggressiva delle sfide da strada per Step Up 2 - La strada per il successo.
Ci sono ancora la danza, una trascinante musica hip-hop e lo scontro tra il mood ribelle della break dance e il rigore delle tecniche classiche dalla scuola di ballo, ma in questo film è la strada a fare da padrona con tutta la sua energia ruvida e anticonvenzionale. Non si balla più solo per il successo, ma come arma di sopravvivenza, pura espressione di se stessi, definizione in passi di danza della propria personalità e del proprio potere nel quartiere. Step Up 2 presenta una Baltimora pulsante, dove i corpi in movimento raccontano con autenticità e realismo l'anima dello street-style.

Se nel primo film la storia si basava su un ragazzo venuto dal niente che entra con difficoltà nell'ambiente elitario di una famosa scuola per artisti, adesso è una lei ad interpretare l'outsider, un'indomabile e testarda ragazzina che si trova catapultata dalla strada ad uno degli istituti più prestigiosi d'America. Andie West (Briana Evigan) ha da poco perso la madre e, rimasta da sola, sostituisce la famiglia con un gruppo di street-dancer al limite della legalità, i "410", famoso in tutta Baltimora per le sue performance eccentriche. A causa del suo comportamento sregolato Andie viene costretta a frequentare la MSA, la Maryland School of Arts, unica via d'uscita per evitare di essere mandata in Texas da una lontana zia. È proprio tra tutù e calzamaglie, dove si sente da subito un pesce fuor d'acqua, che la scontrosa protagonista incontrerà il suo inaspettato compagno di ballo. Proprio lei che è vista come la reietta della scuola, diversa e arrogante, riesce a conquistare le attenzioni del ragazzo più popolare nonché il ballerino più bravo dell'istituto, Chase Collins (Robert Hoffman). Il sogno di questo affascinante ragazzo è di partecipare al "The Street", una competizione di ballo clandestina a cui prendono parte solo gli street-dancer più bravi e conosciuti di Baltimora e dove i "410" detengono da anni il primato di vittorie.

Andie, eliminata dal suo vecchio gruppo, decide di formare una nuova crew insieme a Chase ed altri studenti della MSA, tutti emarginati perché, ognuno a suo modo, del tutto particolare e diverso dagli altri, ma con una gran voglia di ballare. È così che un capellone amante del tip-tap, uno snodatissimo musicista, una giapponese scatenata, un'agile spilungona e un break dancer quasi equilibrista escono dal guscio della loro diversità e uniscono le forze per gareggiare in una coreografia davvero unica. I problemi che dovranno però affrontare non sono pochi: da una parte i "410" rifiutano la sfida e rispondono con aggressioni violente, dall'altra il direttore della scuola si oppone totalmente ad ogni ballo fuori dalle regole tradizionali e minaccia di espellere Andie.
Anche se l'attrazione tra la protagonista e Chase aleggia nella sala prove per tutto il film, la storia è molto meno romantica rispetto al primo Step Up, punta più sull'amicizia e sulla ricerca dell'espressione di sé. È un racconto onesto e graffiante della società americana, una rappresentazione sincera e grintosa del mondo dello street-dancing che ne sottolinea la creatività artistica invece di concentrarsi, come succede di solito, sulla delinquenza che lo circonda.

Step Up 2 non è l'ennesimo Saranno Famosi, si distingue dalle storie già viste dove i giovani talenti sognano il successo. Qui la danza è descritta come una forma di libertà espressiva, un ritmo in cui identificarsi, un turbine di movimenti dove poter finalmente ritrovare il proprio status quo. È una questione di identità, non di fama, proprio come dovrebbe essere nelle vere passioni: si balla per sentirsi se stessi, non per diventare famosi.
Il regista Jon M. Chu, al suo film d'esordio, è un ex ballerino e questo gli ha permesso di costruire il racconto in un tutt'uno narrativo con la danza. L'originalità rivoluzionaria dei balli presenti nel film è merito di una squadra di coreografi di fama mondiale: Jamal Sims, Nadine "Hi Hat" Ruffin e Dave Scott. Il ritmo travolgente della musica è invece stato possibile grazie alla partecipazione di star come: Missy Elliot, Flo Rida, T-Pain, Trey Songz, Plies, Akon, Enrique Iglesias e Cassie Ventura (interprete di uno dei personaggi). Una colonna sonora da hit parade che accompagna la storia con le note emozionanti del rap, l'R&B e naturalmente l'hip-hop.

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