Drag Me to Hell

2009, Horror

Recensione Drag Me to Hell (2009)

Dopo aver trascorso gli ultimi anni assorbito dalle incombenze legate al fortunatissimo franchise di Spider-Man, e in attesa di riprendere in mano la serie de La casa per il The Evil Dead previsto nel 2010, Sam Raimi accontenta i suoi fan storici tornando a dirigere un horror puro, rutilante e spassoso.

Appuntamento con l'inferno

La dolce Christine Brown è un agente bancario che si occupa di prestiti e mutui, e non avrebbe nulla da chiedere alla vita se non fosse per la soggezione che prova nei confronti della ricca e ambiziosa famiglia di Clay, il suo innamoratissimo fidanzato. Il suo senso di inadeguatezza la spinge a compiere un gesto molto poco cavalleresco nelle speranza di fare colpo sul suo capo e ottenere un'ambita promozione: rifiutare un'estensione di pagamento ad una donna povera, anziana e malata. Ma l'inquietante e stregonesca signora, umiliata e privata della sua dimora, ha in serbo per la ragazza una punizione esemplare: la maledizione di Lamia, che condanna la persona colpita a vivere i suoi ultimi tre giorni in Terra con il tormento costante di un terrificante demone, che finirà per trascinarla all'inferno.

Dopo aver trascorso gli ultimi anni assorbito dalle incombenze legate al fortunatissimo franchise di Spider-Man, e in attesa di riprendere in mano la serie de La casa con quel The Evil Dead previsto nel 2010, Sam Raimi accontenta i suoi fan storici tornando a dirigere con Drag Me to Hell un horror puro, rutilante e spassoso, costruito intorno a una protagonista che ha dalla sua la freschezza e la fragilità di Alison Lohman e che non mancherà di cattivarsi le simpatie di quegli spettatori che non si lasceranno intimidire dagli occasionali, ma efficaci, momenti gore della sua avventura. Se questi gustosi shock sono divertenti più che terrificanti, ci pensa un'incontenibile Lorna Raver ad infliggere gli spaventi più fragorosi vestendo i panni della minacciosa e laida Mrs. Ganush.

Al di là di qualche cliché irritante - in particolare il passato da "ragazza grassa" attribuito alla filiforme Christine per sottolinearne la vulnerabilità emotiva, e il grossolano humour sulla repellente decrepitezza femminile - Drag Me to Hell conquista e intrattiene, dandoci la conferma del fatto che, in ambito di comedic horror, non c'è ancora nessuno in grado di incrociare i fioretti con Sam Raimi.

Recensione Drag Me to Hell (2009)
Alessia Starace
Redattore
3.0 3.0
Privacy Policy