Anomalisa

2015, Animazione

Anomalisa: Charlie Kaufman racconta il sesso e il male di vivere in stop-motion

Lo sceneggiatore di culto presenta in concorso un film che ipoteca qualche premio importante. Con lui al Lido approdano due doppiatori d'eccezione: Jennifer Jason Leigh e Tom Noonan.

Anomalisa

La Mostra del Cinema sdogana l'animazione per adulti con Anomalisa, raffinata pellicola in stop-motion scritta e diretta da Charlie Kaufman. Lo sceneggiatore più intellettuale dell'industria americana potrebbe davvero puntare a un posto importante nel palmares a Venezia presentando un lavoro così profondo e maturo, sorprendente sia nei contenuti che nella tecnica usata per raccontare la storia di uno scrittore bello e famoso in piena crisi esistenziale. In principio Anomalisa era una piéce di Kaufman messa in scena a Los Angeles. Per portarla al cinema, lo scrittore ha fatto ricorso al crowdfunding per raccogliere il denaro necessario a mantenere libertà d'azione e non compromettere così la sua visione autoriale.

Anomalisa: una foto dal set con i modellini utilizzati nel film animato a passo uno

Kickstarter ha dato i suoi frutti: la raccolta fondi ha raccolto più di 400.000 dollari, il doppio della cifra inizialmente prefissata. Un record per un film che, fin dall'inizio, puntava all'indipendenza creativa. "In realtà la cifra raccolta su Kickstarter è solo una piccola parte del budget" chiarische il co-regista Duke Johnson. "Io e Charlie volevamo che il film fosse in linea con la nostra visione e sapevamo che sarebbe stato difficile ottenere fondi in maniera tradizionale. E poi il rischio era che qualcuno volesse influenzare il risultato. Così abbiamo tentato la via di Kickstarter, che non conoscevamo molto. I fan di Charlie hanno saputo del progetto e il crowdfunding ha avuto un enorme successo. Alla fine il film ha battuto un record".

Mille voci, una sola voce

Venezia 2015: Charlie Kaufman e Duke Johnson per il photocall del film animato Anomalisa

Protagonista di Anomalisa è Michael Stone, guru del customer service precipitato in una profonda crisi esistenziale. Michael è confuso, depresso, a tratti disperato, ma a Cincinnati, in missione per una conferenza, farà un incontro che cambierà il corso degli eventi. A doppiare Michael è l'inglese David Thewlis, assente a Venezia, ma al Lido ci sono le altre due voci del film, Jennifer Jason Leigh, che dà voce all'Anomalisa del titolo, e Tom Noonan, che interpreta tutte le altre voci.

Il cast vocale è lo stesso che aveva partecipato allo spettacolo teatrale e Jennifer Jason Leigh racconta il passaggio dal palco alla sala di doppiaggio: "Si trattava di un evento teatrale. Dopo una settimana di prove, siamo andati in scena per due sere a Los Angeles. Abbiamo vissuto il tutto con un po' di stress. Il film è stato molto più intimo, sul set abbiamo lavorato con maggior tranquillità".
Tom Noonan aggiunge: "A teatro quando parlavo, la gente sapeva già che avrei fatto le voci. Mi sono sbizzarrito con voci e accenti strani, tanto ero sempre visibile. Nel film invece non dovevamo confondere il pubblico perciò ho cercato di restare il più federe possibile alla mia voce".

Riguardo alle difficoltà incontrate nel ruolo di Anomalisa, la Leigh spiega: "La maggior difficoltà per me è stata cantare, soprattutto in italiano e in giapponese. Ho accettato la proposta di Charlie perché mi sono innamorata del personaggio dopo aver letto la sceneggiatura. Le parole sono così perfette che non abbiamo fatto altro che recitarle. Anzi, quando si hanno parole come quelle non serve neanche recitare. Basta esserci". Le fa eco Tom Noonan: "Differenziare le varie voci è stato molto difficile, ho dovuto fare un lavoro interiore. Il passaggio dal teatro all'animazione è stato duro perché ero mutilato, privato del corpo e ho dovuto reinventarmi".

Una stop-motion quasi umana

Venezia 2015: il cast del film animato Anomalisa

Fin dai primi fotogrammi, Anomalisa colpisce per lo stile visivo della stop-motion originale e affascinante. I pupazzi, dal design elegante, presentano delle fattezze peculiari che li avvicinano agli esseri umani, ma al tempo stesso denunciano la loro artificialità. Duke Jonson spiega: "Lavoravo in uno studio di animazione quando mi è capitata tra le mani la sceneggiatura di Anomalisa e mi sono reso conto che si adattava perfettamente alla stop motion per la sua qualità onirica. Mi è sembrato subito logico fare il film così. I pupazzi hanno un aspetto realistico perché non volevamo nascondere la parte costruttiva. Non volevamo farli sembrare qualcosa che non sono perciò abbiamo mantenuto una cucitura intorno al volto, che serve per animare i pupazzi e mostra che la faccia si può staccare. Volevamo mostrare il processo costruttivo e far sì che i personaggi avessero un aspetto più caloroso. Il volto è stratificato, realizzato con stampe tridimensionali, è un processo particolare strato su strato. Sul viso si vedono le soprapposizioni. In stop-motion gli oggetti esistono nello spazio e reagiscono alla luce e all'ombra. Noi volevamo sfruttare queste caratteristiche ai fini espressivi". "E poi volevamo anche svelare la natura artigianale del nostro lavoro" aggiunge Kaufman.

Kaufman e l'indipendenza dello spettatore

Anomalisa: un'immagine del film animato di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Dopo Essere John Malkovich, Charlie Kaufman torna a occuparsi di molteplicità, di ossessione, paranoia e dell'incapacità di relazionarsi con l'esterno in modo sano. Tutti temi che ritornano nel suo cinema film dopo film e che lasciano intuire un sostrato autobiografico. Ma lo scrittore e regista non ama parlare di queste cose e replica: "Non credo di essere sensibile alla voce in generale. Ho scelto il tema come una metafora. Non starò a spiegarvi di cosa. Non mi piace spiegare i film perché lo spettatore non può essere indottrinato e io non posso falsificare l'esperienza della visione".

Anche se è restio ad ammettere la presenza di elementi autobiografici nel suo lavoro, Kaufman conclude l'incontro con un aneddoto personale che chiarisce perché Michael Stone lavori nel campo del costumer service. "In realtà io ho una lunga esperienza di customer service. Quando lavori nel settore, ti fai l'idea che il cliente sia il nemico e si creano delle psicosi, ma non è così. Per fare un esempio, la scorsa settimana ho chiamato la mia compagnia perché dovevo usare un piano internazionale per il mio telefono per venire a Venezia. Dall'altro lato della cornetta ho trovato una persona così gentile, che mi ha chiesto cose personali e si è entusiasmata talmente tanto dalle mie risposte che stiamo stati a parlare del più e del meno per mezz'ora. Mi ha detto che sarebbe voluta venire anche lei in Italia, abbiamo parlato di sport, del tempo, di Minneapolis. Non pensiamo che dall'altra parte ci siano persone reali, ma invece è proprio così ed è bello avere una conversazione piacevole".

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