Vermicino, un dramma italiano: la puntata di Atlantide è dedicata ad Alfredino Rampi, stasera su La7

Stasera su La7 alle 21:15 va in onda 'Vermicino, un dramma italiano', la puntata di Atlantide dedicata alla tragica morte di Alfredino Rampi.

NOTIZIA di 09/06/2021

È intitolata Vermicino, un dramma italiano la puntata di Atlantide che andrà in onda stasera su La7 alle 21:15. Andrea Purgatori ripercorrerà quei tre giorni drammatici che tennero l'Italia con il fiato sospeso, senza un lieto fine.

La tragedia di Vermicino

Nei primi giorni di giugno del 1981 la famiglia Rampi, il papà Ferdinando, la mamma Franca, il piccolo Alfredino Rampi, di soli 6 anni, si trova in vacanza alle porte di Roma.
Il 10 giugno la famiglia al completo esce, con due amici, a fare una passeggiata; sulla via del ritorno Alfredo chiede al padre di poter tornare a casa da solo.
Permesso accordato, ma il bambino non farà mai più ritorno.
In quello stesso 10 giugno, intorno alle 21:00, è proprio Ferdinando Rampi e chiamare la polizia locale, allarmato: suo figlio, di soli 6 anni, non è ancora arrivato.
Partono immediatamente le ricerche nelle campagne circostanti, alle forze dell'ordine e ai genitori si uniscono anche i vicini di casa.

È il brigadiere Giorgio Serranti a sentire delle urla e a capire: Alfredino è caduto in un pozzo artesiano, profondo in totale 80 metri e chiuso da una lamiera. A rendere complicatissimi i soccorsi è la larghezza dell'apertura: appena 30 centimetri, quasi impossibile per un adulto riuscire a introdurvisi.
Si pensa di calare una tavoletta di legno per dare un appiglio al piccolo Alfredo, ma il tentativo fallisce dopo 24 metri. A comunicare con il bambino ci sono la mamma e un vigile del fuoco, Nando Broglio, che gli parla con un megafono per 24 ore.

Nel frattempo la notizia arriva ai principali giornali e televisioni: la RAI invia sul posto una troupe del TG2 e segue il fatto con una diretta durata ben 18 ore, le ultime del piccolo Alfredo Rampi.
I tentativi per riportare in superficie il bambino si moltiplicano: si decide che verranno scavati due tunnel, uno verticale e uno in orizzontale, per consentire l'accesso dei soccorsi al pozzo artesiano. Per spiegare al piccolo la presenza di quei rumori fortissimi, gli viene detto che a salvarlo è arrivato Jeeg Robot d'acciaio.

Passano le ore e la perforazione del terreno, rivelatasi più difficoltosa del previsto per via degli strati di roccia incontrati, prosegue fino ai sospirati 30 metri di profondità a cui dovrebbe trovarsi Alfredino, ma una brutta sorpresa attende i soccorritori: il bimbo era scivolato a 60 metri di profondità, probabilmente per le forti vibrazioni.
Le speranze non svaniscono, sul posto, nel pomeriggio del 12 giugno, arriva anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini che, con un microfono, prova a parlare con il piccolo cercando di dargli conforto.

L'unica soluzione sembra ora quella di far calare qualcuno nel pozzo che riesca a trascinare Alfredino in superficie: un volontario, Angelo Licheri, riesce a resistere 45 minuti appeso a una corda e a testa in giù. Parla con il bambino, gli toglie la terra dal viso per aiutarlo a respirare. Purtroppo ogni suo tentativo si rivela vano: "Lo afferravo e scivolava via, non potevo fare nulla" racconterà il tipografo una volta risalito.

L'ultimo tentativo è quello dello speleologo Donato Caruso, che lo raggiunge ma, nonostante le prove ripetute, non riesce a prenderlo.
Mamma Franca continua a chiamarlo ma Alfredino non risponde più. Alle 9:00 di mattina del 13 giugno 1981 viene calato uno stetoscopio nel pozzo che non rileva più alcun battito. Una piccola telecamera fornita dai tecnici RAI rivela, alle 16:00 dello stesso giorno, che il bambino non ce l'ha fatta.
Il cadavere di Alfredino Rampi viene raccolto da tre squadre di minatori l'11 luglio del 1981.
La tragedia di Vermicino e del piccolo Alfredino Rampi è stata determinante per la nascita del Ministero della Protezione Civile.