"Gli anime stanno sostituendo Hollywood": un noto regista giapponese spiega la crisi cinematografica

Il regista giapponese Tomohiko Ito propone una provocazione: il vero erede dell'industria americana sarebbe l'anime, sempre più forte al box office globale.

Una scena di Demon Slayer

Tra reboot stanchi, sequel infiniti e botteghini fiacchi, Hollywood affronta una fase di declino strutturale. Dal Giappone, però, arriva una voce autorevole che ribalta le prospettive: per Tomohiko Ito, l'ascesa dell'anime non è solo un fenomeno commerciale, ma un potenziale nuovo paradigma dell'intrattenimento mondiale.

La discesa di Hollywood, l'ascesa di Tokyo

Gli ultimi anni hanno mostrato una Hollywood in affanno, appesantita da progetti costosi e sequel costruiti più per ragioni finanziarie che creative. Tra i pochi titoli capaci di infondere nuova energia - come Una battaglia dopo l'altra e I Peccatori - l'industria è rimasta comunque intrappolata in un modello che ha smarrito il suo slancio. In questo contesto, l'analisi di Tomohiko Ito arriva come un punto di vista che cambia le coordinate: secondo il regista, celebre per Sword Art Online ed Erased, il vero "sostituto" dell'attuale Hollywood sarebbero proprio gli anime.

Sword Art Online Progressive Aria Of A Starless Night The Movie 11
Una scena di Sword Art Online

Intervistato da Daily Shincho dopo il successo planetario dei film di Demon Slayer, Ito ha spiegato: "Ho sentito recentemente che Toho ha acquisito una società britannica di distribuzione anime, ma ho l'impressione che la popolarità globale dell'anime sia esplosa quando Aniplex ha acquisito Crunchyroll nel 2020". Per lui, il declino della potenza hollywoodiana non è un'impressione isolata: "Considerando lo sciopero della WGA di qualche anno fa e l'impatto del COVID, l'influenza dei film di Hollywood si è indebolita. Credo che l'anime sia diventato un buon sostituto".

Il ragionamento non si limita alla crescita visibile al botteghino, ma punta a una trasformazione culturale più ampia. Mentre Hollywood fatica a rinnovarsi, il Giappone si trova nella posizione rara di offrire un'immaginazione diversa e più duttile, capace di combinare estetica, identità, folklore e modernità digitale. Tuttavia, Ito non celebra un'espansione senza rischi.

Il boom dell'anime è reale, ma porta con sé un prezzo

Ito stesso sottolinea un aspetto delicato: una globalizzazione troppo aggressiva potrebbe snaturare il valore degli anime. "Esistono molti casi in cui puntare sull'appeal globale ha portato al fallimento. Ciò che noi giapponesi pensiamo possa essere apprezzato ovunque non è necessariamente ciò che il pubblico internazionale desidera", osserva il regista. Una riflessione lucida, che mette in guardia dall'inseguire il mercato dimenticando le radici artistiche.

Demon Slayer Castello Infinito
Demon Slayer: una scena del film

Nonostante questi timori, i numeri raccontano una realtà difficile da ignorare: Demon Slayer: Infinity Castle ha superato i 780 milioni di dollari nel mondo, e il 2025 ha visto affermarsi al cinema franchise come Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man, con una distribuzione sempre più capillare grazie a realtà come Sony Pictures e GKIDS. Secondo i report, il settore anime è cresciuto del 15% nel solo 2025, e il dato più interessante riguarda il pubblico: oltre il 40% della Gen Z statunitense guarda anime ogni settimana. Una base giovane, affezionata e con un potere d'acquisto in aumento.

Chainsaw Man The Movie: Reze Arc, la recensione: quando animazione e storia fanno "BOOM" Chainsaw Man The Movie: Reze Arc, la recensione: quando animazione e storia fanno 'BOOM'

Questa forza compatta e globale rappresenta una sfida concreta per Hollywood, che si trova davanti non solo un concorrente, ma un medium capace di ridefinire la narrazione mainstream. Eppure, come ricorda Ito, anche la crescita più brillante può diventare un'illusione se spinta troppo oltre. L'anime ha conquistato il mondo mantenendo un'impronta culturale precisa. E il suo futuro dipende dall'equilibrio tra espansione e autenticità.