Andrea La Rosa, l’omicidio del calciatore chiuso ancora vivo in un bidone con l'acido

Stasera un giorno in pretura è incentrato sul processo per omicidio di Andrea La Rosa: il calciatore ucciso in maniera raccapricciante nel novembre 2017, il cui caso si intreccia con il tentato omicidio di Valentina Angotti.

NOTIZIA di 07/11/2020

Andrea La Rosa fu ucciso per un debito di 30mila euro: l'ex calciatore di 35 anni fu messo ancora vivo in un bidone di metallo e morì per le esalazioni di acido. Il suo caso si intreccia con il tentato omicidio di Valentina Angotti.

La scomparsa di Andrea La Rosa

Andrea La Rosa
Il calciatore Andrea La Rosa

Andrea La Rosa è scomparso la sera del 14 novembre 2017. Nei calzini aveva nascosto ottomila euro in contanti, una somma che doveva prestare a Raffaele Rullo, come ha rivelato Estella Bellini, compagna dell'ex calciatore davanti alla corte d'Assise di Milano. Come riportato dal quotidiano milanese Il Giorno, La Rosa: "Era molto agitato e mi ha detto che poco dopo si sarebbe dovuto incontrare con Rullo e aveva con sé una mazzetta di soldi, circa 8000 euro, che teneva nel calzino. Quei soldi erano destinati a un amico di Rullo che lavorava in un'azienda". Andrea aveva raccontato alla fidanzata che quei soldi gli sarebbero stati restituiti con gli interessi e pagati con un assegno circolare.

La trappola

Fusto Andrea La Rosa
Il fusto dove è stato trovato il cadavere di Andrea La Rosa

I due dovevano vedersi nel pomeriggio a Brugherio, ma Rullo aveva posticipato l'appuntamento dicendogli che voleva presentargli la madre. Gli inquirenti hanno stabilito che mentre guidava, l'ex calciatore ha chiamato un amico dicendogli: "se mi rapiscono sai dove sono, per quell'operazione che ti ho detto, poi ti spiego, ma dove ... mi stanno portando". Dopo questa telefonata alla fidanzata di Andrea sono arrivati tre messaggi su WhatsApp: "Azz", "ho sonno" e "dopo chiamami", a questo punto il cellulare ha smesso di funzionare. Estella dichiara che non erano parole usate normalmente dal suo fidanzato, e per gli investigatori sono messaggi inviati da Rullo per tranquillizzarla.
Dopo la sparizione dell'ex calciatore, Raffaele Rullo e la madre Antonietta Biancaniello sono ascoltati come persone informate dei fatti: la donna dichiara alla polizia di aver visto Andrea allontanarsi da casa sua a bordo di una macchina dopo aver parlato con il figlio. Circa un mese dopo la Biancaniello viene fermata dai Carabinieri sulla Milano-Meda, nel bagagliaio dell' auto c'è un bidone: "Dentro c'è gasolio" dice la donna, ma quando lo aprono i Carabinieri trovano il corpo senza vita di Andrea La Rosa.

L'omicidio di Andrea La Rosa

Raffaele Rullo Antonietta Biancaniello
Raffaele Rullo con sua madre Antonietta Biancaniello

La morte di Andrea La Rosa è avvenuta nella notte tra il 14 e il 15, una volta entrato nell'abitazione di Antonietta Biancaniello l'ex calciatore viene sedato, sgozzato e messo ancora vivo nel bidone dove è stato ritrovato. All'interno del bidone vengono versati dei flaconcini di acido nel tentativo di sciogliere il corpo. L'autopsia ha dichiarato "il delitto è da imputare all'azione combinata dell'inalazione dei fumi dell'acido e del confinamento all'interno del bidone". La donna al momento del fermo, secondo gli inquirenti, sta andando dal figlio, per sciogliere il cadavere dopo averci provato senza successo, usando 24 flaconi di acido poi sequestrati dagli investigatori in un garage di Seveso. L'idea degli assassini era di scogliere il cadavere e farlo a pezzi. Nella cronologia del computer di Raffaele Rullo sono state trovate le ricerche di "come sciogliere un corpo nell'acido" e "come calcolare il volume di un corpo" Poi gli inquirenti hanno scoperto che Raffaele aveva acquistato: un bidone di metallo, numerosi flaconi di acido e una motosega. Il movente era un debito di 30mila euro, soldi prestati da Andrea a Raffaele e che questi non aveva intenzione di restituirgli.

La sentenza

Raffaele Rullo Antonietta Biancaniello Tribunale
Antonietta Biancaniello e suo figlio Raffaele Rullo in tribunale

Raffaele Rullo e la madre Antonietta Biancaniello sono stati condannati all'ergastolo per l'omicidio di Andrea La Rosa. La procura ha fatto ricorso chiedendo per madre e figlio l'isolamento diurno. Nel processo di appello Antonietta ha detto di essere stata tenuta all'oscuro delle intenzioni del figlio fino al momento in cui non si è consumato il delitto.

Il tentato omicidio di Valentina Angotti

Indagando sull'omicidio di Andrea La Rosa gli inquirenti scoprirono che Raffaele Rullo e la madre Antonietta Biancaniello avevano provato ad ammazzare Valentina Angotti, moglie di Raffaele, per incassare i soldi dell'assicurazione sulla vita che le avevano intestato. La diabolica coppia, per simulare il suicidio di Valentina, le inietta una dose d'insulina e, dopo averla messa nella vasca da bagno, le taglia le vene. Poco dopo Antonietta chiama il 118 per chiedere soccorso dicendo di essere arrivata a casa del figlio e aver trovato la nuora con le vene tagliate. I soccorsi arrivano poco dopo, la donna si salva perché la massiccia dose di medicinali riesce a frenare l'emorragia. Non potendo incassare i soldi dell'assicurazione di Valentina e saldare il debito con Andrea La Rosa, i due avrebbero deciso di ammazzare l'ex calciatore. Raffaele Rullo e Antonietta Biancaniello sono stati condannati a quattro anni per il tentato omicidio di Valentina Angotti.