Amore criminale 2021, quinta puntata: la storia di Norina Matuozzo

Stasera su Rai3, alle 21:20, torna Amore criminale 2021, che, nella quinta e penultima puntata, racconta la storia di Norina Matuozzo, la donna uccisa dal marito sotto gli occhi dei figli.

NOTIZIA di 20/05/2021

Amore criminale 2021 torna stasera su Rai3, alle 21:20, con la quarta puntata, la penultima per questa stagione. Veronica Pivetti racconterà la storia di Norina, la giovane donna uccisa dal marito pregiudicato a colpi di pistola sotto gli occhi dei due figli.

Norina Matuozzo cresce con il desiderio dell'indipendenza economica per questo, pur giovanissima, a soli 18 anni inizia a lavorare, a Secondigliano, in una fabbrica di jeans.
Conosce Salvatore Tamburrino, all'epoca trentenne, proprio sotto la pensilina di un autobus che quella mattina l'avrebbe portata al lavoro. Se ne innamora perdutamente e dopo neppure 6 mesi di relazione scopre di essere incinta.
Le sorprese, però, non sono finite con l'annuncio della gravidanza: quello che Norina non sa è che il suo fidanzato è legato al clan di Lauro, che gestisce i principali traffici nel rione napoletano di Secondigliano: lui è il braccio destro del boss. Salvatore finisce in carcere con l'accusa di omicidio ma Norina, nonostante le proteste della sua famiglia che vorrebbe lasciarsi alle spalle quell'incubo, decide di tenere la bambina.

La relazione va avanti, nonostante le barriere del carcere, dove si celebra addirittura il matrimonio.
Nonostante un evento accaduto proprio tra quelle mura protette - Salvatore l'aveva aggredita infilandole le dita negli occhi -, Norina è convinta che, una volta libero, lui saprà essere un buon marito e padre.
Purtroppo quando l'uomo torna in libertà e iniziano a vivere insieme, la relazione, tra liti e riconciliazioni, comincia a sfilacciarsi velocemente. Salvatore continua a svolgere attività criminali e la vita di Norina diventa faticosa. Lui è possessivo, geloso e violento, la maltratta anche davanti ai figli. Fondamentale sarà la testimonianza della figlia che a volte interviene, come quando quell'uomo che per lei è poco più di un estraneo prova a strangolare la sua mamma, altre assiste impotente.

Nel frattempo Norina scopre di essere di nuovo incinta, di un maschietto questa volta, ma neppure quel lieto evento riesce a restituirle entusiasmo. La donna ha ormai capito di essere in trappola. Si rifugia nell'amore per i figli, nei legami familiari, ma capisce che fino a quando vivrà sotto lo stesso tetto di Salvatore non sarà mai al sicuro.
La goccia che fa tracimare il vaso è la scoperta di un tradimento: suo marito ha intrapreso una relazione con la vicina di casa. Ed è proprio l'amante a rivelarglielo: "Devi tenere a bada tuo marito" le urla, e poi comincia a raccontare di sentirsi perseguitata da quell'uomo che vuole lasciare.

Con i due bambini al seguito, Norina abbandona il tetto coniugale e fugge a Melito dove i suoi genitori sono pronti ad accoglierla e proteggerla. Ma Salvatore è insistente, si presenta dai suoceri, chiede scusa alla moglie, promette di cambiare e che sarà più presente nelle loro vite.
Non la ama più come un tempo ma non può accettare che sua moglie si rifaccia una vita. Norina però questa volta non sembra voler sentire ragioni, così lui la minaccia: "Se mi lasci o moriamo tutti e due o muori tu".
È la mattina del 2 marzo 2019 quando la donna accetta di vedere Salvatore ancora una volta ma solo per mettere le cose in chiaro. Chiede al padre e alla madre di essere presenti.
Salvatore Tamburrino arriva e comincia pacatamene a esporre le proprie ragioni. Quello che nessuno sa è che nasconde una pistola. Quando Norina chiarisce una volta per tutte di non volerlo più nella vita sua e dei suoi figli, il marito estrae l'arma e le spara tre colpi: l'ultimo colpisce la donna al petto.
Al momento in casa, oltre a Norina e ai genitori, erano presenti anche i due figli.

Salvatore lascia di corsa l'appartamento al sesto piano e, mentre cerca di fuggire, chiama amici e parenti urlando: "Che ho combinato! Che ho combinato! mi hanno rovinato la vita...poveri figli miei...ho sparato a mia moglie".
Il 3 marzo 2020 viene ritenuto colpevole per omicidio premeditato e condannato all'ergastolo ma lo status di collaboratore di giustizia assunto recentemente ha portato a rivedere la sua posizione e ha costretto i figli e i nonni materni a lasciare la Campania, temendo per la propria incolumità.