La torta del Presidente è un film del 2025 diretto da Hasan Hadi con Baneen Ahmad Nayyef e Waheed Thabet Khreibat. Durata: 102 min. Distribuito in Italia da Lucky Red. Paese di produzione: Iraq, USA, Qatar.
Baghdad, 1991. Il governo iracheno emana un decreto che impone a ogni scuola elementare di celebrare il compleanno di Saddam Hussein. L'evento prevede l’esposizione di una torta a più piani che gli studenti devono onorare con canti e poesie. Lamia, una bambina di nove anni, vive con la nonna in un quartiere colpito dalle restrizioni economiche dovute all'embargo internazionale a causa del conflitto in Kuwait. La famiglia di Lamia, come tante altre, fatica a reperire generi alimentari di base come farina e zucchero. Nella scuola di Lamia, il preside riceve la torta presidenziale e ordina agli studenti di non toccarla, poiché il dolce deve rimanere integro per la durata delle riprese televisive ufficiali.
Lamia osserva la torta attraverso il vetro della sala insegnanti e decide di portare un po' del dolce alla nonna, che non mangia zuccheri da mesi. Durante la ricreazione, Lamia si introduce nell'edificio deserto e riesce a prelevare un frammento del dolce.. Tuttavia, viene quasi sorpresa da un custode e deve nascondersi nei condotti di aerazione. Nel frattempo, gli ufficiali del regime arrivano nell'istituto per verificare che i preparativi siano conformi alle direttive ricevute. Il preside scopre che la torta è stata "danneggiata" e inizia un interrogatorio per individuare il responsabile, temendo ripercussioni personali da parte delle autorità centrali.
Lamia riesce a uscire dalla scuola e torna a casa con il frammento di torta avvolto in un fazzoletto. Lungo il tragitto, attraversa zone della città segnate dai bombardamenti e dalle code per il razionamento del pane. Arrivata a casa, scopre che la nonna è stata portata in ospedale per un malore dovuto alla malnutrizione. La bambina si in ospedale, ma le guardie all'ingresso impediscono l'accesso ai civili senza permessi speciali. Lamia tenta di scambiare il dolce con una guardia in cambio di un minuto di visita, ma l'uomo calpesta il pacchetto senza aprirlo.
Quando Lamia torna a scuola il giorno dopo, il preside annuncia che la torta verrà distribuita solo agli studenti che dimostreranno maggiore lealtà al regime durante la parata pomeridiana. La bambina partecipa alla marcia sotto il sole, ripetendo gli slogan imposti. Tuttavia al termine della giornata, la torta viene caricata su un furgone per essere portata in un altro distretto, senza essere mai stata tagliata o mangiata dagli alunni. Lamia rientra a casa e trova la nonna dimessa dall'ospedale. La donna ha preparato una piccola focaccia fatta con scarti di cereali. La piccola siede al tavolo, mangiando la "torta dei poveri" mentre alla televisione scorrono le immagini della torta presidenziale celebrata nelle altre scuole del paese.
Scritto e diretto da Hasan Hadi, La torta del Presidente è un film dedicato alla generazione di bambini iracheni cresciuti durante gli anni '90 che ha vinto la Caméra d'Or al Festival di Cannes, riconoscimento dedicato alla miglior opera prima. La trama si ispira a un fatto reale: durante il regime di Saddam Hussein, ogni scuola irachena era obbligata a celebrare il compleanno del dittatore con una torta, mentre il popolo soffriva la fame a causa dell'embargo. La torta diventa un oggetto del desiderio proibito, simbolo di un'abbondanza negata. La vicenda è vista attraverso gli occhi di una bambina di nove anni che non comprende le dinamiche politiche ma ne subisce le conseguenze quotidiane, mentre risaltano le capacità della nonna di creare bellezza e nutrimento dal nulla.
Al suo primo lungometraggio, Hadi porta sullo schermo un'esperienza profondamente personale, maturata attraverso il programma dei registi del Sundance Institute. La stampa internazionale ha lodato la capacità di Hadi di trasformare un trauma personale in una narrazione universale. Lo stesso regista ha detto: "Nel 1991, noi bambini non sapevamo chi fosse Saddam o cosa fosse un embargo, sapevamo solo che le torte nelle vetrine delle scuole erano finte o proibite. Volevo che il film avesse l'odore della polvere e il sapore dello zucchero negato. La macchina cinema serve a questo: a rendere visibile il dolore che la storia ufficiale cerca di cancellare".
Lo stile del regista si caratterizza per un realismo poetico che trasforma la scarsità di mezzi della Baghdad anni '90 in una narrazione visiva densa di simbolismi. La scrittura si concentra sul contrasto tra l'innocenza infantile e l'oppressione di un regime totalitario. Hadi utilizza una macchina da presa ad altezza bambino, limitando le ampie panoramiche per enfatizzare il senso di isolamento e la scala ridotta del mondo di Lamia. La fotografia predilige toni caldi e polverosi, che restituiscono la sensazione tattile della terra irachena.
Il film ha avuto una genesi lunga ed è stato sostenuto da diverse istituzioni internazionali, tra cui il Doha Film Institute, la SFFILM Rainin Grant e il Visions Sud Est. La produzione ha dovuto affrontare la sfida di ricostruire l'Iraq del 1991, un periodo segnato dalle sanzioni economiche e dalla povertà estrema. Le riprese si sono svolte interamente in Iraq durante una delle estati più calde: il cast e la troupe hanno dovuto lavorare con temperature che superavano i 50°C, una condizione che il regista ha utilizzato per rendere ancora più visibile la spossatezza e la tensione dei personaggi sulla pellicola.
Hadi ha insistito per girare nei luoghi reali per catturare l'autenticità delle architetture e della luce del deserto, nonostante le difficoltà logistiche legate alla sicurezza e alle infrastrutture. Hadi ha raccontato nelle interviste come il progetto sia nato dal desiderio di mostrare un lato dell'Iraq mai visto nei telegiornali occidentali: non la guerra dei soldati, ma la guerra del cibo e della dignità domestica. La torta è stata trattata sul set come un vero e proprio personaggio. È stata costruita con materiali che dovevano sembrare opulenti ma che, a uno sguardo ravvicinato, rivelavano la loro natura sintetica e artificiale, proprio come la propaganda del regime.
Il cast è composto prevalentemente da attori non professionisti, scelti per la loro capacità di trasmettere la verità di una vita vissuta sotto l'embargo senza "recitare" la miseria. Baneen Ahmed Nayyef interpreta Lamia, la bambina protagonista. “Hasan mi diceva di non recitare la fame - ha raccontato la piccola attrice - ma di guardare la torta come se fosse un pezzo di luna caduto a terra. Per Lamia, quella torta non è politica, è solo bellezza in un mondo che è diventato improvvisamente grigio".
Nel cast troviamo poi Sajad Mohamad Qasem che interpreta Saeed, Waheed Thabet Khreibat nel ruolo della nonna di Lamia e Rahim AlHaj, che veste i panni di un musicista e ha anche curato la colonna sonora. La torta del presidente vede tra i produttori esecutivi nomi del calibro di Chris Columbus e Marielle Heller, che hanno creduto nel progetto fin dalle prime fasi di sviluppo al Sundance. Proprio Columbus ha sottolineato: "La forza di questo script risiede nella sua onestà brutale. Non c'è manipolazione emotiva, solo la realtà vista da un'altezza di un metro. È uno dei film più necessari che io abbia mai prodotto perché dà voce a chi è stato ridotto a un numero nelle statistiche delle sanzioni".
La collaborazione con Rahim AlHaj, celebre suonatore di oud e rifugiato iracheno, è stata fondamentale. La musica non accompagna le immagini, ma funge da "memoria sonora" dell'Iraq pre-1991, creando un contrasto malinconico con le immagini della Baghdad colpita dalle sanzioni.
Attualmente La torta del Presidente ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
La torta del Presidente è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 100% sul 100%