EPiC: Elvis Presley in Concert 2025

3.5/5
N/D
Locandina di EPiC: Elvis Presley in Concert

EPiC: Elvis Presley in Concert è un film del 2025 diretto da Baz Luhrmann con Elvis Presley. Uscita al cinema: 5 Marzo 2026. Durata: 100 min. Distribuito in Italia da Universal Pictures. Paese di produzione: Australia, USA.

Data di uscita
5 Marzo 2026 (Italia)
Genere
Documentario , Musicale
Anno
2025
Regia
Baz Luhrmann
Paese
Australia, USA
Durata
100 Min
Distribuzione
Universal Pictures

Trama del film EPiC: Elvis Presley in Concert

Il documentario prende il via con una sequenza di montaggio che ripercorre la ascesa di Elvis Presley negli anni '50 e '60. Ripercorriamo le prime esibizioni televisive, il periodo del servizio militare e la successiva carriera cinematografica a Hollywood. La narrazione procede fino al 1968, anno dello "Special" televisivo che segna il ritorno di Presley alle esibizioni dal vivo.

La parte centrale dell'opera è dedicata alla residenza di Presley all'International Hotel di Las Vegas nel 1970. Le riprese documentano le fasi di prova all'interno degli studi di Los Angeles e successivamente sul palco dell'hotel. Elvis interagisce con la sua band principale, i coristi e l'orchestra, impartendo istruzioni sugli arrangiamenti musicali e sulla scaletta. Le sessioni mostrano il processo di costruzione di brani come Polk Salad Annie e Burning Love, con Presley che interrompe e ripete le esecuzioni fino al raggiungimento del risultato desiderato.

La storia si sposta poi sulle performance da vivo: vengono presentati i concerti integrali ricostruiti attraverso il montaggio di diverse angolazioni multicamera. Presley esegue i suoi successi storici e reinterpretazioni di brani di altri artisti, tra cui i Beatles e Ray Charles. Tra i momenti sul palco, il film mostra interviste audio originali e conferenze stampa in cui Presley risponde a domande sulla propria carriera e sulla percezione del successo.

L'arco finale del film si sposta sulle tournée del 1972 e include filmati privati della vita quotidiana di Presley, estratti da registrazioni in Super8, che mostrano l'artista fuori dai riflettori e nel backstage. Il film non si sofferma sul declino fisico o sulla scomparsa dell'artista, ma chiude in stile con l'ultima grande esibizione documentata dal materiale d'archivio ritrovato.

EPiC: Elvis Presley in Concert in sintesi

Il percorso che ha portato alla realizzazione di EPiC: Elvis Presley in Concert è una monumentale opera di archeologia cinematografica che affonda le sue radici nelle profondità delle miniere di sale di Hutchinson, in Kansas. È in questo sito di massima sicurezza, utilizzato dalla Warner Bros. per la conservazione a lungo termine grazie a condizioni termiche e di umidità costanti, che il team di Baz Luhrmann ha rinvenuto un tesoro dimenticato: 69 scatole contenenti oltre 59 ore di negativi inediti in 35mm anamorfico. Questi rulli, originariamente girati per i documentari storici degli anni '70 Elvis: That’s the Way It Is e Elvis on Tour, erano rimasti inutilizzati per oltre mezzo secolo, conservando una nitidezza visiva e una saturazione cromatica che il regista ha descritto come scioccanti.

Luhrmann ha ricordato il momento esatto della scoperta con stupore: "Avevamo sentito voci su possibili outtakes, ma nessuno immaginava la portata reale. Abbiamo tirato fuori negativi mai stampati; è stato come dissotterrare un tesoro dimenticato dal tempo". La decisione di non disperdere questo materiale in semplici contenuti extra nasce dalla volontà di superare il genere del concert film per approdare a una "poesia cinematografica". Il progetto si configura quindi come un paesaggio onirico dove la grandezza tecnica dell'epoca viene restituita allo spettatore con una potenza visiva che il montaggio originale degli anni '70, condizionato dalle durate imposte dalle sale e dai limiti tecnologici, aveva solo parzialmente esplorato.

Tutto questo ha richiesto una macchina produttiva imponente, durata oltre due anni. Il cuore tecnologico di questo processo è stato la Park Road Post Production in Nuova Zelanda, dove Luhrmann ha collaborato strettamente con Peter Jackson. Sfruttando le tecnologie avanzate già impiegate per il recupero dei filmati dei Beatles nel progetto Get Back, il team ha affrontato la sfida di sincronizzare migliaia di rulli audio che erano stati separati dalle immagini originali. Peter Jackson ha commentato l'intervento definendolo "un atto di restauro storico necessario per restituire la grandezza tecnica di Elvis al grande schermo". Questa sinergia ha permesso di recuperare nastri audio a 16 tracce che non erano mai stati mixati, offrendo una pulizia sonora che permette di percepire ogni sfumatura della voce di Presley.

Luhrmann ha ribadito l'approccio etico verso le innovazioni sonore: "Queste illusioni sono realizzate a partire da materiale autentico, restaurato con una meticolosa maestria umana". L'opera si conclude così non come un semplice tributo, ma come la restituzione definitiva di una presenza scenica grazie alla tecnologia moderna.

Inoltre Angie Marchese, VP degli archivi di Graceland, ha rintracciato numerosi rulli in Super8 e 16mm, filmati amatoriali girati dai membri della "Memphis Mafia" e da stretti collaboratori che offrono un contrasto visivo grezzo e reale rispetto alla lucentezza delle riprese professionali della MGM. È in questa alternanza stilistica che risiede il cuore del racconto produttivo: la capacità di mostrare Elvis nel backstage e durante le prove, restituendo l'uomo dietro l'icona.

La scelta di non utilizzare un narratore esterno, ma di affidare il filo conduttore alla voce stessa di Presley, è maturata durante i 18 mesi in cui Luhrmann ha mantenuto il proprio ufficio a Graceland. Attraverso il recupero di nastri magnetici contenenti conversazioni private e riflessioni personali mai ascoltate prima del 1970 e 1972, il film permette di ascoltare l'artista mentre discute del proprio processo creativo. Luhrmann ha dichiarato: "Ascoltare Elvis che parla delle sue paure e della sua visione della musica, con quella voce così profonda e vulnerabile, ci ha permesso di dare al film un'anima che nessun attore avrebbe potuto replicare".

Il film presenta oltre 70 brani, includendo momenti rari come l'esibizione alle Hawaii del 1957 con la celebre "giacca d'oro", integrando il repertorio classico con cover di artisti come i Beatles, Simon & Garfunkel e Bob Dylan. Presentato in anteprima mondiale alla 50ª edizione del Toronto International Film Festival (TIFF), il progetto sottolinea l'importanza di Toronto come una delle pochissime città fuori dagli USA dove Elvis si esibì, nell'aprile del 1957.

Recensione di EPiC: Elvis Presley in Concert

Bisogna rifarsi alle parole di Baz Luhrmann per capire fino in fondo cosa sia - e cosa rappresenti - EPiC: Elvis Presley in Concert. "Qualcosa di nuovo", dirà il regista, "né documentario, né film-concerto, bensì qualcosa che si lega alla grandezza di Elvis" rivelandone le …

Perché ci piace

  • Elvis!
  • La fotografia.
  • I brani scelti.
  • L'inquadratura finale.

Cosa non va

  • A tratti, sembra un'operazione illeggibile.

Cast di EPiC: Elvis Presley in Concert

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Accoglienza

Attualmente EPiC: Elvis Presley in Concert ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:

Critica

EPiC: Elvis Presley in Concert è stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 86% sul 100%, su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 88 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 8.6 su 10

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