Se Quentin Tarantino si dedicasse all'horror, probabilmente girerebbe un film come Ti Uccideranno (They Will Kill You). Il lungometraggio è diretto da Kirill Sokolov, regista già noto per il suo stile ipercinetico e grottesco, scelto per il suo debutto nel cinema hollywoodiano da due grandi nomi del settore: Andy e Barbara Muschietti, le menti dietro il dittico cinematografico di IT e della stupenda serie Welcome to Derry, qui in veste di produttori con la loro nuova etichetta, Nocturna.
Questo film, infatti, è eccessivo all'ennesima potenza: fa della violenza un intelligente intrattenimento per poi raccontare, sotto la superficie, anche qualcosa in più. Aspettatevi un grande cast, sangue che scorre a fiumi, armi di ogni genere, combattimenti folli e una protagonista che definire tenace sarebbe estremamente riduttivo: un'opera non è di certo per deboli di cuore e... di stomaco.
Benvenuti al The Virgil
Una donna, Asia Reaves, accetta un impiego come cameriera al The Virgil, un hotel di lusso nel cuore di New York. Arriva fradicia dopo aver camminato sotto una pioggia torrenziale e viene prontamente accolta dalla direttrice, una donna tanto amichevole quanto misteriosa che le mostra subito gli alloggi, presentandole alcuni ospiti abituali e il personale di servizio. Durante la prima notte di permanenza, però, iniziano ad accadere cose strane e Asia viene aggredita da alcuni individui mascherati che sembrano volerla uccidere. Inizierà così una nottata infernale nella quale l'unica cosa da fare è combattere per rimanere vivi. Quello che però i malintenzionati non sanno è che la giovane non è una qualsiasi ragazza sprovveduta, ma un'ex galeotta con un secondo fine, pronta a vendere carissima la pelle.
Sangue, mazzate e una "Final Girl" atipica
Amanti del genere gore, vi avvertiamo fin da subito: questo è il film che fa per voi. Iperdinamico e folle fino all'estremo (nel finale forse anche un po' troppo), Ti uccideranno non indugia su nulla, ma parte per una velocissima corsa a ostacoli fatta di violenza e tante, tantissime mazzate! Asia non è la tipica final girl: è una donna consapevole con in mente un obiettivo ben preciso e, anche per questo, il suo personaggio è indubbiamente il più riuscito e interessante dell'intera opera. Il film funziona bene proprio perché è lei a fare da collante: è la sua scrittura a guidare adeguatamente ogni parte di questo oscuro circo degli orrori fatto di pura pazzia. Nell'interpretarla, Zazie Beetz appare palesemente divertita, prestandosi alla perfezione alle tantissime scene di lotta cruenta, non importa quanto improbabili o folli possano essere.
Anche Patricia Arquette dà un fondamentale contributo. La sua villain sopra le righe, pur non rappresentando il suo ruolo più memorabile, è caratterizzata dall'attrice in modo adeguato ed efficace: una donna pronta a sacrificare ogni cosa per puro egoismo. Un altro elemento che letteralmente "buca lo schermo" è il The Virgil stesso. Sì, proprio l'hotel in cui si svolgono le vicende assume nella narrazione un vero e proprio ruolo attivo, utile alla rapida escalation di violenza e di situazioni problematiche di ogni genere. Più che una semplice ambientazione, si rivela un vero e proprio organismo, estensione di una forza oscura che aleggia su ogni cosa.
Tra Tarantino e la critica sociale
È necessario, infine, parlare della regia, poiché è proprio attraverso questo elemento che il film acquista una propria, riconoscibile personalità. Kirill Sokolov gioca con i riferimenti, le inquadrature e gli oggetti di scena per raccontare ciò che le parole non dicono. I rapidi close-up sugli occhi dei personaggi, i primissimi piani e l'uso mirato degli effetti pratici nelle scene maggiormente violente, ricordano immediatamente allo spettatore lo stile di Quentin Tarantino; ma è qui che il regista fa un passo in una diversa direzione, spingendo anche su atmosfere cupe, labirintiche e claustrofobiche tipiche dei grandi classici dell'horror.
Tante trovate interessanti e forse qualche sequenza di troppo tratteggiano un lavoro non perfetto, ma decisamente stimolante. Una pellicola che è una nemmeno troppo velata critica sociale al capitalismo, ma che allo stesso tempo si conferma puro e sfrenato intrattenimento, firmato da un autore da tenere sott'occhio e da due big dell'horror come i fratelli Muschietti: cosa volere di più?
Conclusioni
Ti Uccideranno segna l'esplosivo debutto hollywoodiano del regista Kirill Sokolov, supportato dai fratelli Muschietti, con un'opera ipercinetica che fonde fiumi di gore, folli scene d'azione in stile Tarantino e atmosfere claustrofobiche tipiche dell'horror classico. Il cuore pulsante di questo brutale e divertente "circo degli orrori" è un’ottima e convincente Zazie Beetz, perfetta nei panni di una final girl atipica e letale, affiancata dalla villain sopra le righe di Patricia Arquette e da un'ambientazione – l'hotel The Virgil – che funge da vero e proprio organismo vivente. Pur peccando forse di un eccesso di frenesia nel finale, il film centra il bersaglio: regala un intrattenimento sfrenato e viscerale, nascondendo sotto litri di sangue finto una tagliente critica sociale al capitalismo.
Perché ci piace
- L'ambientazione, interessante e inquietante.
- La final girl atipica di Zazie Beetz.
- Le buone idee di regia.
Cosa non va
- Un finale che spinge un po' troppo sull'esagerazione.