Sciatunostro, recensione: l’estate dell'amicizia tra mare, sole e una videocamera

Il poetico racconto di Leandro Picarella è un coming of age che racconta l'estate di due ragazzini sull'isola di Linosa. Notevole.

Ettore e Giovanni in una scena di Sciatunostro

"Sciatunostro" ovvero "nostro respiro". Per il regista Leandro Picarella, a essere vitale come il respiro è l'amore per le immagini a cui dedica un coming of age intimo e poetico a cavallo tra finzione e documentario. Per tutto il film le immagini di repertorio dell'isola di Linosa girate da Pino, un anziano videoamatore, si intrecciano all'estate di Ettore e Giovannino, due amici per la pelle costretti a separarsi quando i genitori di Ettore decidono di offrirgli l'opportunità di studiare in una scuola migliore, trasferendosi sulla terraferma.

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Un primo piano di Ettore e Giovanni, protagonisti di Sciatunostro

Giovannino, "alter ego" di Picarella (immaginiamo), colmerà l'assenza imparando a padroneggiare videocamera e software di montaggio per eternare giochi, escursioni ed esperienze così da poter rivivere per sempre l'estate della giovinezza. E il senso di fine che incombe su luoghi e persone sembra invadere la pellicola "sperimentale" che cerca una forma libera per esprimere un groviglio di sentimenti molto personali.

Un inno nostalgico al passato

In Sciatunostro, Leandro Picarella non sembra sentire la necessità di fornire spiegazioni allo spettatore. Il ritmo riflessivo, scandito dalle immagini di un passato ipnotico, da principio rende la visione un tantino dispersiva, stimolando il pubblico a provare a districarsi in questa alternanza di passato e presente. Ma quando lo spettatore accetta di immergersi in questo universo fatto di sole, sabbia, arbusti mossi dal vento e profumi, il film decolla grazie al legame tra i due piccoli protagonisti e alle loro scorribande sull'isola, a piedi o in bicicletta, tra le dune di sabbia o tra i vicoli, assumendo il sapore di uno Stand By Me siciliano.

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Giochi estivi tra Ettore e Giovanni

E il paragone col film di Rob Reiner, con tutte le differenze del caso, non è casuale. In entrambe le pellicole si respira lo stesso sapore nostalgico, la stessa visione idilliaca di un passato eternato, qui, nelle immagini riprese da Pino, silenzioso osservatore della vita quotidiana a Linosa. Pur essendo calata nel presente, la vicenda di Ettore e Giovanni sembra appartenere a un mondo lontano. Niente telefoni cellulari né videogame, minimo il controllo da parte dei genitori. I due ragazzini passano l'estate in giro scorrazzando per l'isola a piedi nudi senza nessun pericolo, liberi e spensierati come l'infanzia dovrebbe essere.

Il legame tra due bambini incastonato nella storia di Linosa

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Tramonto sul porto di Linosa per Ettore e Giovanni

Guardando Ettore che rassicura Giovannino sulla loro amicizia, ecco che torna in mente la celebre frase di Stephen King riproposta in Stand By Me. "Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?" Agile, sfrontato, ammirato dai compagni Ettore, timido, riservato, legatissimo all'amico Giovannino. In un film che privilegia l'immagine alla parola, le poche frasi che i due ragazzini si scambiano in dialoghi naturalissimi ci danno la misura dell'importanza del loro legame e ci riportano con la mente agli anni della nostra, di infanzia, e gli amici di un tempo, indicandoci la via per perpetrarne la memoria.

Sciatunostro Ettore Giovanni Bicicletta
Ettore e Giovanni in bicicletta sotto il sole

Ma la storia personale si innesta su quella collettiva degli abitanti di Linosa, ritratti nei loro abiti da festa, nelle celebrazioni di piazza, cerimonie e processioni, i riti che rendono il Sud vivo e vitale e che, attraverso le immagini, si fanno racconto di un popolo nella sua collettività. Personale e al tempo stesso universale, Sciatunostro è un film che vibra, un'opera priva di etichette che richiede l'attenzione dello spettatore per valorizzarne ogni singolo fotogramma. Perfette le scelte musicali di Picarella, autore della musiche, che sfrutta al meglio due brani in perfetta sintonia coi temi trattati: la struggente Playa di Francesco Bianconi e Baby K e Il tempo non torna più di Fiorella Mannoia, scelto come commiato dallo spettatore sui titoli di coda.

Conclusioni

Poetico e malinconico, Sciatunostro racconta l’estate di due amici prima della separazione sulla solare isola di Linosa. Un coming of age intimo che travalica i limiti del genere e che, grazie al potere dell’immagine, si intreccia alla storia collettiva degli abitanti dell’isola siciliana.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il legame tra i due bambini che emerge a poco a poco.
  • La bellezza e la spontaneità delle immagini.
  • La musica, che si sposa alla perfezione coi temi del film.

Cosa non va

  • L'intreccio tra presente e immagini di repertorio, al primo impatto, potrebbe confondere le idee allo spettatore poco avvezzo a una struttura più libera.