Sanremo 2026, pagelle: una prima serata anestetizzata, da "noia total"

Sanremo 2026 riparte con 30 canzoni, ma la prima serata appare piatta e prevedibile: pochi guizzi, qualità mediocre dei brani e un confronto con gli ascolti delle edizioni precedenti che pesa fin da subito

Carlo Conti, Laura Pausini e Can Yaman nella prima serata di Sanremo 2026

Trenta canzoni in gara come nel 2024, ma il risultato di questa prima serata di Sanremo 2026 è ben diverso. Se due anni fa, la noia era solo quella finita nelle strofe di Angelina Mango, qui è una coltre grigia che copre tutte le cinque ore di diretta.

E l'indomani si ripercuote sugli ascolti (scesi di 3 milioni di spettatori e 7 punti di share rispetto a un anno fa) nonostante in conferenza stampa la RAI e Carlo Conti abbiano cercato di mitigare, pur se in modo non convincente.

Le nostre pagelle della prima serata: i voti

Laura Pausini Carlo Conti
Carlo Conti e Laura Pausini sono la coppia alla conduzione di Sanremo 2026

Ritmo piatto, pochi guizzi e brani mediocri rendono il debutto anestetizzato, lontano dalla tensione e dall'energia delle precedenti edizioni. Non solo rispetto alle edizioni di Amadeus, ma anche a quella precedente guidata dallo stesso Conti, dove almeno il ritmo era più serrato.

La prima di Sanremo, si sa, non è sempre buona, e spesso serve per "aggiustare il tiro" nelle serate successive, ma Carlo Conti ha già dichiarato, sempre nella funesta conferenza stampa della mattina, che una tabella di marcia da seguire c'è già ed è ferrea. Abbandoniamo pure ogni speranza di divertimento.

La scenografia da ordinario sabato sera di Rai 1 - voto: 5

Sanremo 2026

Riccardo Bocchini, che ha disegnato la scenografia del Festival 2026, ha detto di aver seguito uno specifico concept, quello dell'"espansione dello spazio", e di aver dato vita ad architetture in grado di interpretare la natura fluida e imprevedibile della musica contemporanea.

"Il risultato è stato ottenuto grazie alla sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano e con la regia di Maurizio Pagnussat (apparsa spesso confusa, altro punto dolentissimo della prima serata, ndr) elementi fondamentali per dare vita a un'esperienza visiva immersiva, capace di mutare completamente identità".

Questo per dire, insomma, che c'è un pensiero lodevole dietro alla scenografia inaugurata ieri sera. Ma poi, chissà perchè, la resa televisiva è altra cosa e, durante le esibizioni, fa sembrare Sanremo una normale puntata di un qualunque sabato sera di Rai 1. Manca quell'effetto grandioso degli anni passati, con la temutissima scala in bella vista. Manca l'allure da grande evento.

30 canzoni, poco spettacolo: il problema del ritmo - voto: 4

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Reggere 5 ore di diretta, dovendo presentare 30 canzoni, con altri due conduttori e ospiti, è un compito arduo. Ecco perchè, salvo rare eccezioni, negli anni Sanremo è stato affidato solo ai più bravi, capaci di unire il talento al mestiere, l'estro alla pragmaticità. Carlo Conti è certamente tra questi, ma la sensazione è che in questo ultimo Sanremo da condurre in porto a prevalere sia stata una certa "pigrizia" creativa.
Cinque ore di diretta e 30 canzoni richiedono ritmo e visione. Qui è mancata soprattutto la seconda.

La serata è andata avanti senza slanci, senza gag, senza momenti memorabili, solo una gaffe di Laura Pausini (la migliore nel trio alla guida) sul microfono. In quanto show televisivo, Sanremo non può vivere di sole performance musicali, ma Conti e la sua squadra di autori hanno scelto comunque di togliere ogni forma di spettacolo al di fuori di 30 canzoni di livello mediocre.

Se l'anno scorso erano stati messi via tutti gli orpelli di Amadeus e Fiorello, l'avvio di questo Sanremo 2026 ha spento pure metà delle luci in teatro. E se questa è la premessa, il compito per chi guiderà la kermesse nel 2027 si annuncia arduo.

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Gianna Pratesi, il "contrappasso" di Carlo Conti - voto: 7

Sanremo 2026 Gianna Pratesi Repubblica Video

L'invito (inspiegabile) ad Andrea Pucci, il comico con posizioni conservatrici, il suo passo indietro dopo le critiche, l'intervento video pubblicamente diffuso dal Presidente del Senato Ignazio La Russa affinchè il direttore artistico lo portasse comunque sul palco dell'Ariston. E poi il caso dell'invito, fatto o forse no, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Carlo Conti ha dovuto lavorare di diplomazia come non mai per disinnescare tutte le mine che la politica ha lanciato al suo Sanremo 2026. Poi arriva la signora Gianna Pratesi, 105 anni, testimone del primo voto politico delle donne, il 2 giugno 1946, e dichiara dal palco dell'Ariston: "Nella mia famiglia eravamo tutti di sinistra. Al referendum votammo per la libertà".
Impossibile non cogliere l'umorismo del momento.

Il compitino di Can Yaman e Laura Pausini - voto: 5 agli autori

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Lui è l'amatissimo e "fisicatissimo" nuovo Sandokan, lei è una delle voci italiane più conosciute e apprezzate in tutto il mondo.
Portarli all'Ariston come co-conduttore per una sera e conduttrice per tutta la durata del Festival, e impiegarli per leggere i titoli delle canzoni sui cartoncini e qualche battuta sull'avvenenza dell'attore turco, non è nemmeno il minimo sindacale.

Passi il poco tempo a disposizione per lavorare con Yaman (arrivato nella notte direttamente dal set spagnolo), passi la volontà di non strafare con la Pausini, soprattutto dopo l'ondata di critiche che l'ha investita dopo le ultime cover non riuscitissime, ma l'occasione imponeva qualcosa di più.

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Gli spot da grande evento - voto: 8

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Un frame del nuovo spot Tim

Chi ha confezionato gli spot ad hoc per la settimana di Sanremo non ha certo ragionato e lavorato con la stessa sciatteria di chi ha scritto le battute di Can Yaman. La campagna TIM è stata vincente: ha incuriosito il pubblico alla chiusura delle Olimpiadi con uno spot celebre del 1994, per poi svelare solo due sere più tardi la versione aggiornata di quella campagna fortunatissima, sfruttando ancora il familiare volto di Massimo Lopez.

E che dire di Netflix e Disney+, che hanno sfruttato l'evento per pubblicizzare il catalogo già esistente (sulle note di Rino Gaetano) e le novità più calde in arrivo, come la nuova serie di Zerocalcare e la seconda stagione di Berlino. Con tanto di Pedro Alonso e la sua personalissima versione di Maledetta primavera.

Almeno chi ha comprato (a caro prezzo) gli spazi pubblicitari sembra aver voluto trattare Sanremo come un italico "Super Bowl". Ovvero come il grande evento che dovrebbe essere.

Canzoni mediocri e outfit con lo stampino - voto: 5

Top 5 Prima Serata Sanremo Scaled

Carlo Conti ha detto di aver ascoltato 300 canzoni prima di selezionare le 30 in gara. Cosa che ha reso ieri sera la battuta "Figurarsi come dovevano essere le altre 270!" la più diffusa sui social.

Solitamente Sanremo è il fortino dei pezzi disimpegnati e strappacuore, e questo non fa eccezione: testi banalotti e melodie spesso al limite del plagio (e non di capolavori). Ma tanti pezzi mediocri tutti insieme non si sentivano da un po', tanto da far sorgere l'atroce dubbio: il problema sono proprio le canzoni o il fatto di doverle ascoltare tutte in 5 ore di diretta? Roba da anestetizzare a confondere anche un orecchio assoluto.

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E allora distraiamoci un po' guardando qualche look. Ma anche qui è tutto bianco o tutto nero, nel vero senso della parola. Tutto largo o tutto stretto. E tutti magri, magrissimi. É la moda, si dirà, ma gli stylist una telefonata potevano pure farsela.