Non sappiamo se per casualità, moda o fisiologica tendenza degli sviluppatori orientali, ma abbiamo visitato più volte il Giappone nelle nostre esperienze videoludiche recenti. I due Ghost Of..., l'ultimo Assassin's Creed, Rise of the Ronin, ma va detto che proprio lo studio dietro l'ultimo di questi titoli, Team Ninja, ha sempre avuto un occhio di riguardo per il proprio paese d'origine, a cominciare dai vari titoli di Ninja Gaiden a Nioh, di cui arriva finalmente il terzo capitolo.
Un primo gioco del 2017, un sequel del 2020 che ne riprendeva le basi senza stravolgerle, e ora un terzo campitolo più ambizioso e complesso, che mira a espandere e ampliare, sia in termini di spazi in cui muoversi che di dinamiche di gameplay che aggiungono livelli su livelli a un combat system già ricco e funzionale. Un passo di troppo? Cercheremo di darvi la nostra opinione partendo da quello che è il nostro punto di interesse primario, quello narrativo.
Un Giappone da salvare in una lotta nello spazio e nel tempo
Sin dal primo Nioh avevamo apprezzato l'idea di tratteggiare una storia, un filo conduttore, che contestualizzasse il cuore puro del gioco: l'azione. Se è vero che il racconto si può portare avanti in stile From Software, infatti, lasciando che sia il mondo di gioco a svelare i dettagli man mano che vi si muove, è altrettanto vero che una strada più tradizionale può essere più funzionale e sicura, attingendo ai maestri di From soltanto per alcune dinamiche di gameplay.
Anche Nioh 3 segue la medesima via e inizia il suo cammino narrativo nel 1622, in un castello di Edo (l'attuale Tokyo) in fermento per di Tokugawa Takechiyo, il nostro protagonista, come nuovo shogun. Ma come sempre l'intoppo è dietro l'angolo e prende il nome di Tokugawa Kunimatsu, fratello minore di Takechiyo, consumato dall'odio per il successo del familiare. Cede così alle forze dell'oscurità e conduce un'orda di yokai all'assalto di Takechiyo. La pace tanto agognata diventa un inferno e il protagonista è costretto a mettersi in gioco per salvare il destino del Giappone, in una lotta che trascende il tempo sotto la guida del suo spirito guardiano Kusanagi.
Il fascino dell'ambientazione di Nioh 3
Il Giappone che tanto amiamo come background per storie videoludiche (e non solo) viene sfruttato ancora meglio in Nioh 3, per due delle evoluzioni del terzo capitolo rispetto ai precedenti: da una parte per le mappe di gioco, più amplie, complesse, ricche e aperte, che sfruttano la maggior potenza grafica della PS5 per fare un evidente salto in avanti rispetto ai precedessori; dall'altra per l'intuizione del viaggio nel tempo, che contestualizza alcune aree di gioco in periodi specifici della storia del Giappone, dall'era Sengoku alla Heian e Bakumatsu. Il tutto arricchito da alcune figure storiche reali che ci troveremo a incontrare, da Hattori Hanno a Minamoto no Yoshitsune e Tokugawa Yoshinobu, oltre che ad aree denominate Crogiolo in cui la corruzione del male è andata avanti e in cui le regole del gioco cambiano.
Un valore aggiunto che rende quel filo conduttore narrativo a cui abbiamo accennato più suggestivo che in passato, pur rimanendo un mero espediente per giustificare l'azione e non arrivando a fare quel passo in più che possa rendere la storia di Nioh 3 un vero e proprio racconto cinematografico, al netto di alcune cutscene riuscite e d'impatto. Ma non è questo lo scopo del gioco di Team Ninja e accogliamo il compromesso in maniera positiva.
Più complessità e regole che cambiano
Su questo background si sviluppano aree di gioco più aperte che in passato, che alternano alcune più tradizionali e lineari ad altre che fanno un passo verso l'Open World, in cui muoversi liberamente per saccheggiare e potenziarsi, sia racimolando Amrita per salire di livello, sia mettere da parte un'infinità di oggetti con abilità casuali. Così tanti, a dire il vero, da sfociare nell'eccesso: tante armi per ogni tipologia e decine di parti di armature tra cui scegliere, che possono fare la gioia di chi ama studiare ogni dettaglio per quel pizzico di potenza in più per affrontare le sfide più difficili. Per tutti gli altri c'è sempre il valore generale offensivo o difensivo per l'oggetto, come riferimento per individuare quelle da considerare migliori.
Il tutto da ottimizzare due volte, perché al classico stile di combattimento di Nioh è stato aggiunto un secondo, da ninja, che permette di avere due preset tra cui scegliere in tempo reale, che aggiunge ulteriore varietà e sfumature a un sistema di combattimento rodato e riuscito, ricco di livelli tra più stili di guardia e parate, alberi di abilità, magie e oggetti da equipaggiare. Una ricchezza che viene introdotta man mano e che evita l'inconveniente di risultare troppo confusa, anche perché ci si può permettere di focalizzare la costruzione del proprio personaggio solo su parte di tutto questo. E immergersi in una versione del Giappone suggestiva e visivamente ben realizzata.
Conclusioni
Nioh 3 fa un ambizioso passo in avanti in termini di ricchezza del gameplay, aggiungendo livelli che il giocatore può assimilare in corsa evitando il rischio di diventare troppo confuso. La quantità di oggetti che racimoliamo nel corso dei saccheggi di aree di gioco più vaste e aperte permette di personalizzare al massimo il proprio personaggio per ottimizzare il combattimento secondo le proprie preferenze, anche grazie all'introduzione dello stile da ninja che aggiunge ulteriore varietà. Buon l'ambientazione, che ci fa muovere in diverse epoche del Giappone per salvarlo dall'orda di yokai che lo invade, guidati da un filo conduttore narrativo esile ma presente.
Perché ci piace
- L'ambientazione e un Giappone suggestivo e visivamente solido.
- Gli yokai da affrontare, artisticamente ben realizzati.
- L'idea degli spostamenti temporali che permettono di confrontarsi con il paese del Sol Levante in epoche diverse.
- Un sistema di combattimento già solido, ulteriormente arricchito...
Cosa non va
- ... che potrebbe scoraggiare chi predilige un approccio più diretto all'azione.
- Alla lunga può risultare ripetitivo muoversi lungo le aree più ampie per mettere da parte oggetti e Amrita.