Una puntata per celebrare i traguardi di MasterChef Italia 15, lo Show Sky Original, che nella decima serata ha richiesto agli aspiranti chef di creare piatti armoniosi gestendo alla perfezione i tempi delle varie prove. A tornare nella cucina del cooking show più famoso al mondo è Anna, vincitrice della scorsa edizione e giudice d'eccezione per una Mystery Box all'insegna della contaminazione e di ingredienti eterogenei. Ad essere la migliore è stata Carlotta, che ha potuto saltare il successivo Invention Test al cardiopalma, dove ai concorrenti è stato richiesto di replicare due preparazioni realizzate a sei mani dal trio Cannavacciuolo/Locatelli/Barbieri.
Ad incrinare tutte le certezze, però, è stato lo Skill Test giudicato dallo chef 3 stelle Michelin Ángel León, che ha rivoluzionato la gastronomia marina al suo ristorante Aponiente a Cadice, in Spagna. Due step fatti di tecniche spettacolari e sconosciute ai più, volte ad esprimere tutto il potenziale del pescato, e un terzo round nel quale Niccolò e Matteo Lee si sono scontrati in una cucinata tesa e concentrata. Ad avere la peggio è stato il "Dottor Lee", con un piatto che non ha convinto i giudici in alcuni suoi aspetti.
L'esperienza di Matteo a Masterchef
Abbiamo chiesto innanzitutto a Matteo Lee che esperienza sia stata per lui MasterChef: "Mi ha riabituato a stare a contatto con le persone" ha detto l'ex concorrente dello show, che poi, su come sia cambiato il suo concetto di cucina, ha aggiunto: "La cucina prima di MasterChef era per me un modo per esplorare nuove culture e sapori di terre e posti diversi. Io a casa cucino per la mia famiglia: i miei genitori preparano piatti cinesi, quindi con quel tipo di cucina ci lavoro poco. Mi sono specializzato in culture culinarie diverse così da farle assaggiare a loro. Era un modo anche di viaggiare, di sperimentare. Adesso, dopo MasterChef, per me rimarrà una grande passione, lo è sempre stata, quindi non cambia molto. Continuerò a cucinare come ho sempre fatto."
Il futuro e le esterne
Nel suo futuro, quindi, la ristorazione potrebbe non avere un ruolo professionale: "Non mi sono iscritto a MasterChef per trovare uno sbocco professionale in cucina. Ho voluto mettermi in gioco per far assaggiare i miei piatti a degli chef stellati e capire quale fosse il mio livello", dice Lee, che però un piccolo rimpianto ce l'ha: "Mi sarebbe piaciuto frequentare l'ALMA per migliorare le mie tecniche. In futuro vedrò cosa succederà, non ho piani per adesso."
Anche se introverso, Matteo Lee ha dimostrato di avere sangue freddo e disciplina, specialmente durante le esterne che sono state per lui un'esperienza in qualche modo inaspettata: "È stata una sorpresa per me. Alla fine devo dire che le prove in esterna sono quelle che mi sono piaciute di più. Pensavo sarebbe stato difficile lavorare in gruppo e in una brigata, perché di solito mi piace cucinare da solo, ma farlo con i compagni è stato bello."
Nessun rancore verso i rivali
Per quanto riguarda lo svantaggio affidatogli dall'amico Matteo Rinaldi, che gli ha assegnato un malus che ha influito poi sul rendimento complessivo, Lee ha commentato con grande sportività: "Matteo doveva essere libero di fare le sue strategie all'interno del gioco, penso che sia giusto e anche bello così, non è giusto limitarsi. Secondo me anche con gli amici è bello giocare seriamente, quindi sono contento che lui abbia fatto quelle scelte. Forse l'ha fatto anche per aiutarmi, per darmi una possibilità di dimostrare ai giudici che posso lavorare anche sotto pressione."