Osare, reinventare e mettersi alla prova, anche con una certa audacia: questo ha richiesto la settima serata di Masterchef Italia 15 - il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy - ai concorrenti, che hanno aperto le danze con una Green Mystery Box guidata dalla chef Chiara Pavan. La prova, che prevedeva l'utilizzo di diversi ingredienti vegetali e dell'ostrica, ha visto trionfare Dunia, che ha conquistato Golden e Green Pin in un colpo solo.
A seguire, la prova di panificazione non si è rivelata affatto più semplice: l'obiettivo era creare panini farciti originali e gustosi sotto il vigile sguardo di due esperti del settore, ovvero Alessandro Frassica, padrone di casa della bottega 'INO a Firenze, e la chef della panificazione Francesca Casci Ceccacci, titolare di Pandefrà, panificio artigianale di Senigallia.
Per il "tormento" di Antonino Cannavacciuolo, la prova in esterna si è tenuta allo Juventus Stadium, nel quale gli aspiranti chef hanno dovuto preparare due menu ispirati ai colori della squadra bianconera. I perdenti sono andati direttamente al Pressure Test, con un Franco lasciato in panchina e Teo che aveva già ottenuto il grembiule nero per il suo panino. Dopo aver dovuto preparare un pesto con erbe selvatiche, spiegate da Alessandro Di Tizio, gastronomo ed esperto forager, a lasciare la cucina dello show è stato Franco, penalizzato da un pesto non correttamente trattato.
Da manager a cuoco: la svolta di Franco
Come ogni settimana abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con l'eliminato e questa volta abbiamo trovato un Franco in casacca da lavoro, pronto per tornare ai fornelli di un ristorante: "Dopo l'uscita ho continuato a cucinare; la cucina è quello che mi ha portato grande entusiasmo in questa vita e l'idea di trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio si è concretizzata. Prima facevo il business manager per una multinazionale francese, mi sono licenziato e ho cercato una cucina che mi assumesse. Ho trovato questo ristorante: prima mi chiamavano solo nei weekend, poi le chiamate sono diventate più frequenti e ora, nel giro di un paio di mesi, mi sono inserito bene nella squadra. Non è un ristorante stellato ma è una bella macchina di istruzione".
Un cambiamento di vita importante che l'ex concorrente ha però fortemente voluto: "Per costruire il mio precedente lavoro ho dato dieci anni di vita. Era la mia ambizione, ma a un certo punto mi sono chiesto se fosse un mio desiderio o quello di altri, perseguito solo per dimostrare qualcosa. Dopo MasterChef mi sono sentito vivo e quando sono tornato in ufficio non provavo più nulla, mi sembrava di perdere tempo. Certo, oggi guadagno molto meno di quando facevo il manager, ma torno a casa molto più felice. Siamo troppo vincolati dal tempo, dai ritmi che la società ci impone. Ogni persona ha il proprio tempo".
I rimpianti e il "primo amore" in cucina
Nella nuova vita di Franco, MasterChef ha quindi avuto un ruolo fondamentale: "È stata un'esperienza positivissima, come un primo amore: le farfalle allo stomaco, i brividi. La passione c'è sempre stata ma sono 4 anni che cucino in maniera più seria; avevo bisogno di arricchirmi e il programma è stato un trampolino. Ho trovato ragazzi molto competenti e, prima delle gare, fuori eravamo tutti amici. Ho avuto un rapporto eccellente con loro e anche gli chef erano persone con un gran cuore".
L'esperienza vissuta, però, non è stata tutta rose e fiori e, a distanza di qualche tempo, si fa spazio qualche piccolo rimpianto: "Se potessi tornare indietro passerei più tempo con i miei compagni", dice Franco con un'ammissione sincera. "La Masterclass non è facile, la competizione ti mangia e forse non hanno capito la persona che sono davvero. Lì ero in sfida con me stesso, volevo entrare e competere con i migliori. Non ho mai pensato di vincere il programma, ma ho iniziato a cadere quando c'è stata troppa voglia di dimostrare. Ho cercato di essere migliore degli altri, ma la mia vera sfida doveva essere solo con me stesso".