Leiji Matsumoto a Lucca Comics 2018: ricordare il passato, credere nel futuro

Il maestro Leiji Matsumoto è stato ospite del Lucca Comics 2018 e durante i suoi vari impegni ha parlato di sé, del futuro delle sue opere e di tanto altro.

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Leiji Matsumoto ospite attesissimo e super acclamato di Lucca Comics & Games 2018. La manifestazione unica nel suo genere per il fatto di coinvolgere un'intera città, ha ospitato il sensei affinché potesse prendere parte a vari incontri, sia con la stampa che con il pubblico. Il celebre autore di anime e manga entrati nella storia del fumetto quali Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Danguard Ace, Queen Emeraldas, Space Battleship Yamato (solo per citarne alcuni) e che hanno accompagnato la nostra infanzia, si è rivelato un vero fiume in piena con i giornalisti così come con il pubblico, dimostrando e trasmettendo tutta la sua passione per il lavoro che svolge e che, da come è stato facile intuire, continuerà fino alla fine dei suoi giorni.

Leiji Matsumoto (pseudonimo di Akira Matsumoto) sviluppa fin da giovane la passione per il disegno. Si guadagna l'attenzione del pubblico disegnando shojo manga per riviste femminili e solo più tardi potrà dedicarsi al genere che lo ha sempre appassionato, la fantascienza, pubblicando nel 1968 la sua prima opera appartenente a questo genere, Sexaroid. Della sua vita, delle sue opere e di tanto altro ha parlato nel corso dei diversi appuntamenti: conferenza stampa, round table con i giornalisti ed incontro con il pubblico. Noi li abbiamo seguiti ed ecco un piccolo resoconto di ciò che ha detto ai vari eventi, parole sagge e sagaci che sono state in grado di toccare il cuore di molti presenti.

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I ricordi della giovinezza e il treno di Galaxy Express 999

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Il primo appuntamento è stato quello della conferenza stampa e, in una sala stracolma di giornalisti, il maestro ha esordito salutando e ringraziando tutti, esprimendo quanto fosse contento di poter fare questo lavoro. Di li a poco le domande si sono susseguite senza sosta e Matsumoto con la sua solita calma e attenzione ha risposto ad ognuna raccontando spesso qualcosa di sé e delle esperienze da lui vissute. A tal proposito ha detto: "Tenetevi stretti i sogni che fate, saranno quelli che vi porteranno ad avere un futuro migliore. La vita è fatta per essere vissuta, tutti nasciamo per vivere, nessuno nasce per morire." Non si è risparmiato nemmeno nel raccontare qualcosa dei suoi ricordi e della sua famiglia: "Mio padre era un pilota che volava con i francesi, poi c'è stata la guerra. Lui è tornato ma era cambiato, molti suoi amici erano morti. Il messaggio di non mollare che ho citato prima viene da lui, se c'è una persona da cui ho reso ispirazione è lui. Pensando alla sua figura ho poi creato il personaggio del capitano della Corazzata Yamato." Ha parlato anche della sua giovinezza, degli orrori della guerra e della povertà che ne è conseguita raccontando poi di come, in gioventù, spese tutti i suoi risparmi per un biglietto di sola andata con destinazione Tokyo per sostenere il colloquio in una casa editrice. Il treno che prese si chiamava C 62 e collegava il Kyushu a Tokyo con un viaggio di 24 ore, sarebbe stato poi questo il mezzo che ha ispirato la famosissima locomotiva di Galaxy Express 999. Alla domanda del perché avesse scelto proprio il numero 999 ha risposto: "Se fosse stato 1000 avrebbe raggiunto la pienezza, io invece volevo dare un senso di incompiuto, un senso di giovinezza."

La bellezza dei personaggi femminili

Capitan Harlock - L'Arcadia della mia giovinezza: Emeraldas in una scena

Non potevano non fioccare domande sulla bellezza e la riconoscibilità dei personaggi femminili disegnati da Leiji Matsumoto. Queste donne forti, esili, quasi diafane e magnetiche compaiono in tutte le sue opere come parte integrante dell'universo da lui creato. Il maestro ha raccontato: "Mi dissero, nelle mie prime opere, che i personaggi femminili non andavano bene." Ad un certo punto si accorse che gli veniva semplice, intuitivo, disegnare donne dalle fattezze occidentali, forse perché la sua famiglia aveva sempre avuto contatti con gli occidentale e in un certo modo quell'aspetto, quelle fattezze gli erano entrate nel DNA. "Una volta vicino a me c'era una donna europea e mi accorsi che era proprio come l'avrei disegnata". Grande ispirazione è stata per lui l'attrice Marianne Hold protagonista del film francese Marianne de ma jeunesse di Julien Duvivier, che lo folgorò alla prima visione.

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Il presente e il futuro di Leiji Matsumoto

Una scena tratta da Capitan Harlock - L'Arcadia della mia giovinezza

Matsumoto non ha parlato solo del passato, anzi, la sua mente è sempre proiettata verso il futuro, verso nuove sfide: è appassionato di design, ha disegnato un orologio per l'Omega così come gli abiti che indossa, tutto a tema spaziale. La sua stessa giacca è provvista di rilievi sulla spalla sinistra di cui ha spiegato l'utilità (servono ad impedire che la tracolla della borsa scivoli), per non parlare del suo immancabile cappellino dal con il simbolo del Jolly Roger ma rosso, perché come lui stesso ha spiegato: "Se fosse bianco significherebbe che sono morto!". Ha parlato anche del futuro delle sue opere spinto dalla frequente domanda che ne indagava una possibile conclusione: "Tutte le storie che ho fatto sono come un viaggio che non finisce, Capitan Harlock, Queen Emeraldas, Galaxy Express 999, sono parti di un puzzle, non ho intenzione di dare la fine a nessuna di queste. Scrivere dello spazio per me è imparare e non voglio portare a termine questo processo." Aggiunge poi: "Scrivo le mie opere per le persone che le leggono, penso sempre di essere il lettore. Per me è un processo bilaterale, lettore e autore si influenzano a vicenda." Cercare di capire il segreto dell'immensa creatività di Matsumoto non è però cosa semplice. Alla domanda su come faccia ad ispirare generazioni mantenendo una qualità così alta nelle sue opere risponde: "Anche io ho fatto tanti errori, non ho sempre disegnato ciò che mi piaceva. Amo la storia, specialmente quella europea, amavo le riviste, vedevo le meravigliose architetture europee e le mettevo nei miei disegni."

Un messaggio importante

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C'è una cosa che il maestro Matsumoto ha tenuto a ribadire ad ogni incontro e ad ogni domanda sull'attualità e la storia: "Il mondo non deve avere bandiere. Non è il momento di essere divisi tra di noi, è il momento di unirci e imparare dalla storia. Dobbiamo proteggerci e diventare una popolazione unica. Con il mio lavoro spero proprio di lanciare questo messaggio." Noi continueremo a seguire il suo lavoro, cercando di fare tesoro di tutto ciò che abbiamo sentito e imparato in questi giorni, perseguendo i nostri sogni e credendo nel futuro, perché è proprio la fiducia nel domani che può rendere questo mondo un posto migliore.

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