Idoli, recensione: un film sportivo molto classico, ma che funziona

Coinvolgente nella resa delle scene di pista, Idoli ci porta nel mondo del motociclismo per seguire le gesta di un giovane pilota problematico. Cast italo spagnolo in cui troviamo anche Claudio Santamaria.

Un'immagine di Idoli

Velocità, agonismo, dedizione e talento. Gli ingredienti classici di ogni film sportivo, ma anche gli elementi base di Idoli, coproduzione Spagna/Italia targata Warner che ci porta in pista a bordo di moto da corsa accompagnati da un cast che comprende sia interpreti spagnoli, dal protagonista Óscar Casas e Ana Mena a talenti nostrani come Saul Nanni e Claudio Santamaria. A guidare questa macchina verso lo schermo è il regista Mat Whitecross che ci regala sequenze di corsa credibili e ricche di adrenalina.

Un talento problematico

Idoli Fino All Ultima Corsa Claudio Santamaria Oscar Casas
Idoli - Fino all'ultima corsa: Óscar Casas e Claudio Santamaria in una scena

Il protagonista di Idoli - Fino all'ultima corsa è Edu, giovane pilota di motociclismo vittima in qualche modo del suo stesso carattere: aggressivo, brusco, istintivo, tanto che le persone del suo team fanno fatica a fidarsi di lui. Dopo esser stato mandato via dalla sua ultima scuderia, offre una proposta interessante da Eli, team leader dell'Aspar in Moto2 ma a una condizione: che sia un allenatore in particolare a occuparsi di lui, ovvero Antonio Belardi, ex pilota ritirato dall'attività dopo aver causato la morte di un altro motociclista durante una gara. Antonio, però, è anche il padre di Edu, con il quale non ha contatti da molti anni.

Idoli Fino All Ultima Corsa Ana Mena
Idoli - Fino all'ultima corsa: Ana Mena in una foto

Nonostante le difficoltà e il risentimento esistente tra i due, Edu è consapevole di una cosa: solo Antonio può aiutarlo a mettere in pratica il suo sogno e decide di sottostare ai rigidi allenamenti imposti dal padre, e alle tante ristrettezze a cui lo sottopone. Non per ultima mettere da parte i rapporti sentimentali e rinunciare ad approfondire la conoscenza di Luna, giovane tatuatrice che ha appena aperto uno studio sotto casa di Edu.

Il cast italo-spagnolo di Idoli

Come si evince da quanto detto poco sopra, la traccia base di Idoli è molto classica per il suo genere di appartenenza, dal ragazzo di talento problematico all'allenatore a cui tocca il compito di metterlo sui binari giusti, al rivale di pista e, parallelamente, l'interesse sentimentale. Pedine che Mat Whitecross mette sulla scacchiera di una storia che però ha il pregio di funzionare e intrattenere proprio per la sua schietta semplicità, anche grazie ai volti giusti per incarnare le diverse figure in gioco.

Idoli Fino All Ultima Corsa Claudio Santamaria Scena
Idoli - Fino all'ultima corsa: Claudio Santamaria in una scena

Un casting che attinge sia al mondo spagnolo che quello italiano, affidando il ruolo del protagonista a un Óscar Casas che riesce a bilanciare aggressività e fragilità, l'energia in pista e le debolezze umane. Ugualmente funzionali ai ruoli Saul Nanni nei panni dell'antagonista e Claudio Santamaria in quelli del padre con cui Edu deve trovare il modo di relazionarsi. Nella vita come nella professione. È invece Ana Mena a portare su schermo la ragazza di cui il protagonista si invaghisce, la tatuatrice Luna che deve trovare il modo di ritagliarsi uno spazio nella vita del ragazzo.

Un film (troppo?) classico ma coinvolgente

Tutto al proprio posto, nulla di sorprendente. Ma c'è bisogno veramente di inventare sempre qualcosa di nuovo per intrattenere? O basta, come in questo caso, una sana dose di adrenalina in scene di pista che portano lo spettatore nel centro dell'azione? La costruzione audiovisiva curata da Mat Whitecross riesce a farlo, sia per scelta delle inquadrature e ritmo del montaggio che per un buon lavoro sulla componente sonora che enfatizza i rombi dei motori e la sensazione di velocità nel corso delle gare a cui partecipa il protagonista. Non un film che riscrive il genere, insomma, ma che lo rispetta e sfrutta per far trascorrere due ore allo spettatore.

Conclusioni

Idoli non è un film che rivoluziona il cinema sportivo, ma è pur vero che non mira a farlo. Ci racconta una storia lineare nella struttura e pulita nella scrittura, mettendo le pedine giuste al posto giusto. Non a tutti basterò, ma per gli appassionati del genere c'è abbastanza per trascorrere un paio d'ore di puro intrattenimento, anche grazie alla resa delle sequenze di corsa che portano lo spettatore in pista.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
5.0/5

Perché ci piace

  • Le scene di gara, che ci portano in pista insieme ai protagonisti.
  • Il sonoro, che sottolinea l'azione.
  • I volti giusti al posto giusto per una storia che punta sull'immediatezza e semplicità...

Cosa non va

  • ... ma per qualcuno potrebbe essere troppo poco.
  • Alcuni personaggi hanno poco margine per ritagliarsi uno spazio.