Che Dio perdona a tutti: intervista a Pif e Giusy Buscemi. Tra religione e zucchero

Il nuovo film di Pif, Che Dio perdona a tutti, riflette e fa riflettere sulla fede e le sue ipocrisie, tra tradizioni da far evolvere e ossessioni per i dolci. Ne abbiamo parlato con il regista, insieme ai suoi co-protagonisti Giusy Buscemi e Carlos Hipólito.

Pif in una scena di Che Dio perdona a tutti

Entriamo nella sala della nostra intervista a Pif, Giusy Buscemi e Carlos Hipólito e subito l'occhio cade sul vassoio di cannoli che li accompagna. Anche perché Che Dio perdona a tutti ci ha lasciati con una gran voglia di dolci, per come li presenta, ne parla e li rende parte della storia, come ossessione e croce del protagonista Arturo interpretato da Pif.

Che Dio Perdona A Tutti Giusy Buscemi Scena Photo Credits Valentina Glorioso
Giusy Buscemi è la pasticcera Flora

Il film racconta anche l'evoluzione di Arturo da agnostico a credente, per non perdere quella che considera la sua anima gemella, la Flora di Giusy Buscemi, che è invece profondamente Cattolica. Un passaggio che lo porta a seguire i dettami della Fede in modo rigido, evidenziando le ipocrisie degli altri e riflettendo su cosa voglia dire realmente essere religiosi. Temi di cui abbiamo parlato nella nostra intervista, partendo però da quei cannoli che per distrazione Pierfrancesco Diliberto non ci aveva offerti. E che ancora rimpiangiamo con rammarico.

L'ossessione per i dolci di Arturo... e Pif

In Che Dio perdona a tutti si dice che "ognuno ha le sue croci" e ovviamente quella di Arturo sono i dolci. Quelle dei nostri interlocutori invece? Pif indica il vassoio: "in questo il film è assolutamente autobiografico, è diventata un'ossessione" ci dice, aggiungendo come "questa montagnola di ricotta mi... mi eccita, guarda." E poi ci racconta un'aneddoto che riguarda la sera precedente: "ieri abbiamo fatto una cena e qualunque persona assennata avrebbe mangiato leggero. E siccome sono un cretino e sono ossessionato dal cibo, non sapevo se prendere la carbonara o la cacio e pepe. Ho detto: 'Mettiamo la cacio e pepe in mezzo per tutti'. Poi non la mangia nessuno, l'ho mangiata solo io, e quando è arrivata la carbonara e mi sono mangiato parte della carbonara. Incomincia a essere un problema perché è un'ossessione vera."

Al netto degli scherzi, però, aggiunge che "mi diverte anche un po' ed è bello, perché poi l'ossessione sono anche delle debolezze e, come dire, mettere in scena le proprie debolezze aiuta anche psicologicamente. E poi comunque dietro il cibo sempre un pezzo di storia della nostra cultura, quindi mi piace l'esaltazione del cibo perché è un'esaltazione del nostro Paese. Ora la sto facendo un po' troppo patriottica..." forse è vero, ma è anche vero che abbiamo un ministero per la sovranità alimentare, gli ricordiamo, "la verità è che, giusto per rompere questa simpatica narrazione, come diciamo nel film alla fine la tradizione non esiste. Nel senso che la tradizione è un'innovazione che ce l'ha fatta. Noi pensiamo che il cannolo esista da sempre, ma probabilmente essendoci la ricotta e non esistendo i frigoriferi, le due cose non potevano coesistere."...

Che Dio perdona a tutti tra tradizione ed evoluzione

Che Dio Perdona A Tutti Pif Primo Piano Photo Credits Valentina Glorioso
Un primo piano di Pif in Che Dio perdona a tutti

Un'innovazione che ce l'ha fatta. Ci colpisce questa definizione, che ci sembra vera. Perché tutto evolve, sempre, e forse oggi lo fa ancora di più considerando quanto siamo tutti più interconnessi e quanto tutto passi con semplicità da un individuo all'altro, ma anche da una cultura all'altra. "Questi cannoli qua sono il risultato di un insieme di popolazioni che si sono incrociate, si sono accoppiate, si sono riprodotte, si sono riaccoppiate con altre persone. È chiaro che magari gli arabi non lo facevano in questo modo, ma viene da un arabo che stava dall'altra parte del mondo o stava a chilometri da noi. La verità è che possiamo dirci tante belle cose che ci piacciono e ci convincono e ci fanno vivere sereni, ma il risultato..." e indica ancora i cannoli "questa è la nostra vita. Questo è il prodotto di un incontro di persone, con tutte le difficoltà, perché gli esseri umani sono complessi. Però questa è la realtà ed è una realtà bellissima, come puoi vedere." Bellissima e buonissima, ci sentiamo di aggiungere guardandoli con desiderio.

Che Dio perdona a tutti, recensione: la commedia romantica di Pif tra fede, ironia e ipocrisie Che Dio perdona a tutti, recensione: la commedia romantica di Pif tra fede, ironia e ipocrisie

Il rapporto con la fede

Che Dio perdona a tutti però parla anche di religione e di rapporto con la fede e sul tema Pif lascia la parola a Giusy Buscemi: "ho interpretato Flora e in realtà poi vengo da un percorso di fede cristiana. E devo dire che questo film è stato utilissimo e ha avuto una grande ripercussione nella vita privata. Perché comunque è un film che ti mette in discussione e ti fa ricordare che c'è sempre qualcosa da imparare da tutti, soprattutto dagli agnostici come Pif/Arturo. Perché, appunto, è sbagliato dare le cose per scontate, è sbagliato pensare di avere dei dogmi precisi e di non essere pronti a metterli in discussione. È sbagliato non trovare un modo sempre nuovo per crescere e per migliorarsi. Quindi devo dire che al di là di tutto è un film che mi ha fatto anche molto bene personalmente. C'è sempre qualcosa da imparare." 



Che Dio Perdona A Tutti Carlos Hipolito Photo Credits Valentina Glorioso
Il Papa interpretato da Carlos Hipólito

Ne è convinto anche Carlos Hipólito che nel film interpreta il confidente di Arturo, il Papa: "Sono agnostico, ma credo che se avessi incontrato un Papa, un amico come questo Papa, probabilmente intenderei la fede in un'altra maniera. Perché nella storia della Chiesa cattolica ci sono molte cose che personalmente mi allontanano un po', ma credo che uno dei successi della sceneggiatura di Pif sia che questo film può avvicinare molto la gente che è agnostica, la gente che non crede, la gente che è critica con la Chiesa. La può aiutare a capire che la fede, la Chiesa e la religione cattolica si possono intendere in un'altra maniera."