Quale modo migliore che celebrare la fine della Guerra Civile con una cena luculliana in un hotel di lusso? Questa è la premessa de A cena con il dittatore, scoppiettante commedia spagnola a sfondo politico diretta da Manuel Gómez Pereira. Cast di altissimo livello per la pellicola, che ironizza su Francisco Franco e sul suo entourage focalizzandosi, al tempo stesso, sulle lacerazioni di un paese diviso tra sostenitori e detrattori del regime.
Parte farsa, parte satira, A cena con il dittatore non risparmia gag al vetriolo, usando l'umorismo e la distanza storica per parlare del presente elargendo frecciatine a destra e sinistra. Ben confezionato, sostenuto da una struttura efficace e da un cast in stato di grazia, il film racconta i preparativi dell'Hotel Palace, lussuosa dimora a cinque stelle trasformata in ospedale di guerra, per ospitare la cena sontuosa organizzata da Franco per i suoi generali. Seguendo gli ordini del tenente Medina (Mario Casas), l'astuto maître Genaro mette in moto una macchina organizzativa impeccabile, ma gli incidenti di percorso non mancheranno.
Un microcosmo che diventa metafora della società
L'eccesso di teatralità spesso e volentieri viene considerato un limite per le opere cinematografiche. Non è questo il caso di A cena con il dittatore dove, grazie alla sapiente regia di Manuel Gómez Pereira, la struttura teatrale (il film è un adattamento della commedia di José Luis Alonso de Santos, La cena de los generales) diviene un punto di forza. Il rispetto dell'unità di tempo (il film si svolge nell'arco di una giornata), luogo e azione focalizzano l'attenzione dello spettatore sui temi salienti e valorizzano la dimensione corale.
I saloni del Palace Hotel si trasformano, allora, in un microcosmo al cui interno si fronteggiano fazioni opposte: gli chef comunisti contro i camerieri fascisti, i soldati franchisti contro la popolazione civile, gli ufficiali, forti dei privilegi dovuti alla loro posizione, contro il popolo. Mentre i conflitti esplodono, al di sopra del caos si erge il "burattinaio" Genaro, che non ha sposato nessuna bandiera, ma agisce principalmente mosso dalla prudenza e dalla volontà di proteggere la propria persona.
Teatralità e farsa in A cena con il dittatore
Per quanto riguarda il dittatore, il regista non resiste nel farsi beffe di "Paca la Culona", come l'avevano ribattezzato gli spagnoli ironizzando sulla scarsa mascolinità. Basso, con la vocetta stridula e un buffo accento (nella versione italiana), il dittatore di Xavi Francés è una macchietta e non è l'unico a subire questo trattamento.
L'intento di giocare sugli schemi della commedia di caratteri spinge il regista a semplificare la psiche dei personaggi trasformando i loro tic e idiosincrasie in materia da ridere. Si va così dal militare spietato dal grilletto facile alla moglie del tenente arrivista e pronta ad andare a letto con chiunque pur di migliorare la propria posizione sociale, dal cameriere buono, ma poco acuto all'anziana collaborazionista col vizio dell'alcool.
A cena col dittatore ci insegna a ridere dei tempi bui, ma non rinuncia a momenti di serietà e non manca neppure qualche sequenza scioccante che denuncia la ferocia dei nazisti. Non per nulla la Guerra Civile è appena finita e gli uomini di Franco, usciti vincitori, non hanno remore nell'uccidere a sangue freddo chiunque provi a mettergli i bastoni tra le ruote. Tra gag irresistibili, vaudeville e qualche strizzata d'occhio allo slapstick, il film corre veloce verso un finale (di cui non vi anticipiamo niente) che rappresenta una vera e propria ciliegina sulla torta. Per fortuna qualcuno che ha il "coraggio" di fare satira politica di qualità sul grande schermo esiste ancora.
Conclusioni
Ben confezionato, sostenuto da una struttura efficace e da un cast in stato di grazia, A cena con il dittatore si rivela una farsa efficace ricca di gag che non teme di ironizzare sul potere smontandone l'aura mistica. L'origine teatrale rappresenta un punto di forza grazie alla maestria registica.
Perché ci piace
- Si ride in maniera intelligente.
- Il cast è efficace e ben amalgamato.
- Tante le scene irresistibili di quella che si rivela un'arguta satira politica.
Cosa non va
- I personaggi sono per lo più caricaturali. Scarso l'approfondimento psicologico.