Silvana Pampanini

Attrice
(1925 - 2016)
Biografia

Cenni biografici di Silvana Pampanini


Silvana Pampanini nasce a Roma il 25 settembre 1925. Di famiglia veneta, ottiene un diploma alle magistrali durante la Seconda Guerra Mondiale, dopodiché frequenta il conservatorio a Santa Cecilia, diplomandosi in pianoforte e canto. Da giovane si esibisce in alcuni concerti di musica leggera, senza però mai intraprendere la carriera con successo. Rimane comunque appassionata di opera lirica per tutta la vita. Nel '46 è iscritta al concorso di Miss Italia dalla maestra di canto: inizialmente seconda a Rossana Martini, per le proteste del pubblico riceve il premio ex aequo con l'attrice.

Grazie al concorso è notata dai produttori cinematografici, che la vogliono inizialmente come interprete di musical. Tra gli anni '50 e i primi '60 ha un ruolo vitale tra le dive del cinema italiano, che le permetterà di lavorare con i protagonisti del cinema italiano dell'epoca. Da ricordare sono I pompieri di Viggiù (1949), diretto da Mario Mattoli; 47 morto che parla (1950), diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, durante le riprese del quale riceve la celebre proposta di matrimonio da parte di Totò; OK Nerone (1951) parodia di Quo vadis?, che la rende celebre sul panorama internazionale come simbolo della bellezza italiana; Bellezze in bicicletta (1951) di Carlo Campogalliani, dove canta la canzone omonima, che diventerà un successo duraturo; Processo alla Città (1952) pluripremiato dramma di Luigi Zampa, con Amedeo Nazzari e Paolo Stoppa; La presidentessa (1952) di Pietro Germi, con Carlo Dapporto. Nel '53 è nel cast di Un giorno in pretura, diretto da Steno, con Alberto Sordi, Peppino De Filippo e Walter Chari, commedia che racconta la giornata tipo all'interno di una pretura, dove la Pampanini è truccata per apparire di 30 anni più anziana; nel '55 è invece la volta di La bella di Roma, di Luigi Comencini, con Alberto Sordi e Paolo Stoppa, e di Racconti romani, successo al botteghino diretto da Gianni Francioli, adattamento di Age & Scarpelli, Francesco Rosi e Sergio Amidei del romanzo omonimo di Alberto Moravia. Infine recita insieme a Massimo Girotti ne La strada lunga un anno, di Giuseppe De Santis, candidato agli Oscar come Miglior film straniero.

Durante questi anni è spesso preda dei giornalisti di gossip, che raccontano le sue numerose presunte storie d'amore, con personaggi come Omar Sharif, Orson Welles, Tyrone Power e William Holden, nonostante lei parlasse del suo unico vero amore in un uomo di dieci anni più vecchio di lei, estraneo allo spettacolo e mai identificato, morto un mese prima del matrimonio. Dagli anni sessanta riduce progressivamente la sua produzione cinematografica, occupandosi di televisione e lavorando come presentatrice e madrina di eventi. Da ricordare del suo ultimo periodo sono Il Gaucho (1964), commedia di Dino Risi, Mazzabubù... Quante corna stanno quaggiù (1971), di Mariano Laurenti, nel quale riappare dopo anni di abbandono del cinema per seguire i suoi genitori malati, e l'ultimo lavoro, una breve apparizione nei panni di se stessa ne Il tassinaro, (1983) di Alberto Sordi. Nel 1996 ha scritto la propria autobiografia, Scandalosamente perbene, nella quale polemizza con la critica che l'ha sempre maltrattata durante i suoi anni ruggenti, e non le ha mai conferito premi per le sue interpretazioni. Non si è mai sposata e non ha avuto figli.