A Time in Quchi

2013, Drammatico

Locarno 2013, giorno 10: il futuro dei bambini

Risate con la nuova fatica di Richard Curtis e commozione con due pellicole dedicate ai bambini, ma in queste ultime ore di festival le sorprese arrivano anche dall'Italia.

La 66esima edizione del Festival di Locarno sta per concludersi. L'ultimo film in concorso, presentato oggi, viene da Taiwan e si intitola A Time in Quchi. Un romanzo di formazione delicato e intimo, filtrato attraverso lo sguardo dei bambini e in particolare del piccolo protagonista Bao, costretto a passare l'estate col nonno a Quchi, nelle campagne di Taiwan, a causa del divorzio dei genitori. Qui Bao, dopo un'iniziale diffidenza, inizierà a conoscere i bambini della scuola elementare estiva, apprenderà la disciplina e ritmi di vita diversi da quelli che conduceva nella ricca metropoli, e scoprirà il vero valore dell'amicizia, ma entrerà anche in contatto per la prima volta con la malattia e la morte. La pellicola è diretta da Tso-chi Chang, autore di When Love Comes, premiato come miglior film al Taipei Golden Horse Film Festival di Taiwan.

Nella sezione Cineasti del Presente si segnala una gradita sorpresa che arriva dall'Italia. L'esordiente Carlo Zoratti, originario di Udine, ma residente da tempo a Berlino, presenta al festival il suo The Special Need, road movie esistenziale che vede tre amici in viaggio attraverso l'Europa alla ricerca dell'amore. Mente del viaggio è il ventinovenne Enea, giovane affetto da autismo incapace di intrecciare una relazione sentimentale a causa della sua malattia. La speranza è quella di sfuggire al conformismo italiano per trovare fortuna, speranza e chissà... una fidanzata altrove. Ad accompagnarlo in questa avventura ci saranno gli amici di sempre Carlo e Alex. Un viaggio fuori dall'Italia che ricalca quello compiuto da Zoratti, in grado di realizzare il suo primo lungometraggio grazie a una coproduzione italotedesca.

On the Way to School: una scena del film
Stasera la Piazza Grande ospita una delle pellicole più attese di questa edizione della rassegna locarnese: Questione di tempo. Il film è il terzo lungometraggio dell'autore di culto Richard Curtis, regista di Love Actually - L'amore davvero e sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e della saga di Bridget Jones. Un film con due anime, Questione di tempo: nella prima parte si ride a crepapelle grazie alle caotiche vicissitudini sentimentali dell'imbranato Domhnall Gleeson, nella seconda le battute si diradano per lasciare spazio a una riflessione più malinconica e intima sui legami familiari e sul valore del tempo trascorso insieme ai propri cari. Ad affiancare il dublinese Gleeson troviamo il grandissimo Bill Nighy e la bella Rachel McAdams.

Ma stasera la Piazza Grande è tutta per Werner Herzog. Il regista tedesco ritirerà il Pardo d'onore Swisscom e introdurrà uno dei suoi capolavori più amati, Fitzcarraldo, potente dramma ambientato nel cuore dell'Amazzonia interpretato da Klaus Kinski e Claudia Cardinale.
Gran finale domani sera in Piazza Grande, dopo la cerimonia di premiazione, con un'altra gradita sorpresa che vede ancora protagonisti una manciata di bambini. La premessa è molto interessante. Il regista Pascal Plisson, esperto documentarista francese che ha trascorso molto tempo in Africa, mostra il percorso che Jackson, Zahira, Samuel e Carlito fanno per andare a scuola. Dalla catena dell'Atlante alla savana keniota, dalla pampa della Patagonia ai villaggi del Bengala, i piccoli protagonisti macinano chilometri e chilometri grati dell'opportunità offerta loro da famiglie poverissime che però gli permettono di continuare a studiare nella speranza di un futuro migliore.

Locarno 2013, giorno 10: il futuro dei bambini
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