Life, Animated

2016, Documentario

Life, Animated: la recensione di una scolaresca di prima media

Approfittando del rientro a scuola dei ragazzi nelle scuole dopo le vacanze di Pasqua, vi regaliamo un piccolo scorcio di cinefilia alle medie: la recensione dell'instant classic Life, Animated da parte di una splendida prima media pugliese. Grazie ragazzi, e ora sui libri!

Loro sono i ragazzi della I L della scuola media Marzabotto di Brindisi che, in occasione della giornata mondiale dell'autismo, hanno visto un film speciale: Life, Animated, che racconta l'incredibile avventura di Owen Suskind. Dopo averne parlato in classe con la loro prof Enza Casalino, hanno voluto raccontarci il loro pensiero sull'opera, da bravi giovani critici in erba, e noi li pubblichiamo con gioia in occasione del rientro dalla vacanze pasquali. Bravi ragazzi, continuate così!

Life, Animated: un'immagine animata del documentario

La parola ai ragazzi...

Life, Animated: un momento del documentario

"Chissà cosa starà facendo Owen adesso, chissà come procede la sua vita! Da quando abbiamo visto Life, Animated, ogni tanto ci torna in mente la storia del protagonista Owen e ci verrebbe voglia di tenerci aggiornati sulla sua vita, come si fa con un caro amico. Questo perché Life, Animated ci ha toccato il cuore. Il documentario, diretto da Roger Ross Williams, racconta la storia vera di Owen Suskind, il quale a tre anni comincia a mostrare i sintomi di una malattia, l'autismo, che lo rapisce in un mondo tutto suo, inaccessibile persino per la sua famiglia Saranno i cartoni animati Disney ad aprire uno spiraglio nel mondo di Owen e a permettergli di comunicare con gli altri.

Perché i cartoni Disney "salvano" Owen?

Life, Animated: un primo piano del documentario

Tornati in classe per riflettere sul film, ci siamo posti questa domanda e abbiamo trovato una nostra chiave di lettura. I cartoni animati che Owen guarda all'infinito, fino a conoscerne i dialoghi a memoria, sono basati sulle fiabe e ogni fiaba che si rispetti ha uno schema fisso che è prevedibile e perciò dà sicurezza. Il mondo magico delle fiabe non cambia mai, ciascun personaggio riveste un ruolo ben preciso e importante per lo svolgimento della vicenda. Eroi ed aiutanti lottano insieme per sconfiggere il male e far trionfare il bene ed è sempre facile distinguere l'uno dall'altro. Tutte le fiabe hanno delle "funzioni"(le famose carte di Propp) rappresentate da prove da superare, partenza dell'eroe, mancanza o morte di una persona cara, lotta ecc. Nonostante le numerose peripezie, il lieto fine è sempre presente e ripristina l'equilibrio iniziale. Ogni fiaba, infine, custodisce un insegnamento: per esempio, Il re leone e Bambi insegnano che non esiste il distacco definitivo dalle persone che amiamo, perché esse in qualche modo ci restano accanto.

Insomma, rispetto al mondo reale, quello delle fiabe segue un ordine preciso e immutabile: per questo Owen vi trova rifugio e consolazione. Il film ci ha emozionati e commossi sia perché si tratta di una storia vera, sia perché i momenti della vita di Owen sono scanditi dai cartoni Disney che tutti noi abbiamo visto. Ci riesce facile perciò immedesimarci nel protagonista, soffriamo quando "scompare" in un mondo sconosciuto e gioiamo quando, a modo suo, riesce a "tornare". È una storia di speranza e di ottimismo, non ci chiede di provare compassione ma solo di aprire il cuore e la mente. Il film inoltre alterna varie tecniche narrative: ci sono le interviste ai genitori e al fratello, i filmati originali dell'infanzia di Owen, spezzoni di film Disney, scene di vita quotidiana, bellissimi disegni a matita che si animano e per questo motivo non ci siamo annoiati neanche un minuto."

La IL della scuola media Marzabotto di Brindisi
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