Frank Miller: "Wonder Woman è il migliore cine-comic di sempre, ecco perché"

L'autore di Sin City e 300 ha rilasciato una bella intervista a Deadline dove ha parlato del suo rapporto con il cinema, di quando ha lavorato per la Marvel agli inizi e dei nuovissimi film del MCU.

Frank Miller, autore di fumetti, graphic novel e regista, ha presentato al Comic-Con di San Diego la collector edition del suo The Dark Knight III: The Master Race. Il portale Deadline ha riportato una lunga chiacchierata con il creatore di Sin City, che ha prima di tutto parlato del rapporto cinema-fumetto:

"Ho una regola di base: qualunque cosa vuoi fare, falla per il formato di cui ti stai occupando. Quando faccio un fumetto, devo pensare a quello. Poi a fine giornata posso pensare 'Ah, quanto sarebbe bello avere nel cast questo attore o quell'attrice'. Ma quando lavoro, lavoro per il fine di cui ho bisogno. Ho visto troppe persone rovinare i propri progetti perché volevano affrontare con la stessa mentalità una linea di giocattoli e un film."

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Bruce Willis in una scena di Sin City

Poi Miller ha parlato dei cinecomic di oggi, da Logan - The Wolverine a Wonder Woman, e del loro livello altissimo:

"Questo è il periodo migliore per i film di supereroi. Voglio dire, c'è stato quel bel momento con il Superman di Christopher Reeve, ma è stato solo un raggio di sole, poi abbiamo avuto alti e bassi per decenni. Invece ora abbiamo Wonder Woman, che probabilmente è la cosa migliore di sempre, è perfetta. Credo che la gente non l'abbia presa troppo sul serio per via del telefilm con Lynda Carter. Gal Gadot è splendida, eroica e unica in quel costume, Chris Pine impeccabile, i nazisti cattivi funzionano sempre. Hanno fatto un ottimo film d'avventura con un genuino senso di mitologia."

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E per quanto riguarda Spider-Man: Homecoming:

"Lo trovo molto divertente. Mentre Wonder Woman toglie il fiato, con Spider-Man mi sono sentito un bambino. Hanno avuto una fortuna incredibile per il casting, vero? Stavolta funziona tutto, è tutto divertente, è come se in questo periodo fossimo tornati indietro e i registi avessero voluto portare sullo schermo la gioia del genere, senza quell'eccessiva dose di cinismo."

Miller si è preso anche un po' di colpa per questa deriva cupa e dark dei cinecomic negli anni passati:

"Ne parlavo proprio con Alan Moore. Lui si era occupato di Watchmen, io di Il cavaliere oscuro. Stavano uscendo molti film di supereroi molto tetri e allora ho detto 'Alan, ho rovinato tutto. Nessuno si diverte più'. E lui mi ha dato ragione."

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