Pietro Germi - Il bravo, il bello, il cattivo

2009, Documentario

2.0
Pietro Germi - Il bravo, il bello, il cattivo...
Genere
Documentario
Durata
Regista
Uscita ITA

C'era una volta un uomo. Era un uomo schivo e silenzioso che amava l'abbraccio ampio e caloroso della sala forse anche perché risarciva le sue private solitudini; un uomo diffidente, che aveva paura di attraversare una piazza o di entrare in un bar, timoroso di ritrovarsi al centro di una molteplicità di sguardi, sconosciuti e indagatori. C'era una volta un regista all'antica, che possedeva una morale conservatrice del lavoro cinematografico, legato ad un professionismo scrupoloso, un sapiente artigiano del linguaggio delle immagini, rispettoso dei desideri del pubblico e fiducioso nella comunicazione con le masse. Di quest'uomo, Pietro Germi: Il bravo il bello il cattivo, racconta il percorso cinematografico. Dalla fine dell'esperienza neo-realista all'invenzione della commedia all'italiana, dall'impeccabile costruzione di film di genere alla sperimentazione di nuovi percorsi. L'uomo col sigaro in bocca e con i risvolti ai pantaloni - come si definiva - riscoperto attraverso le testimonianze dei suoi attori: Lando Buzzanca Claudia Cardinale, Virna Lisi, Stefania Sandrelli, Elena Varzi; dei colleghi Pupi Avati e Carlo Lizzani; degli storici del cinema Adriano Aprà, Mario Sesti e Marco Vanelli, ma anche attraverso i suoi collaboratori e i familiari. Il film si articola nei quattro momenti fondamentali della cinematografia di Pietro Germi: il Neorealismo, i grandi film di genere, l'invenzione della commedia all'Italiana e i tentativi, verso la fine della sua carriera, di percorrere nuove linee narrative. Questi luoghi del suo cinema, pur non esaurendo completamente tutta l'esperienza dell'autore, tuttavia sintetizzano abbastanza puntualmente il cammino che lo spinse a cambiare generi, ma mai stile. Quindi si passa dalle immagini di una Sicilia che assomiglia straordinariamente ai paesaggi di John Ford, agli intrighi polizieschi nella Roma degli anni cinquanta ispirati a Gadda, alle tre grandi commedie che sono centrali nella sua filmografia fino ai discussi film con Adriano Celentano, Gianni Morandi e Dustin Hoffman, che tuttavia furono grandi successi di pubblico. Un ritratto che scopre il cinema formidabile del grande falegname, come affettuosamente lo aveva soprannominato il suo amico Federico Fellini. Il documentario si avvale di immagini di repertorio delle Teche Rai, sequenze dei suoi film e di materiali inediti scrupolosamente restaurati.

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