Zootropolis, tra utopia e realtà contemporanea

La Disney torna a raccontare di animali animati in un film che sa di poliziesco e diverte nel raccontare un mondo animale in cui il nostro si rispecchia.

Zootropolis, tra utopia e realtà contemporanea
Zootropolis

2016 – Animazione
3.6 3.6

C'è un luogo dove tutto è possibile ed è il mondo dell'immaginazione, della fantasia, dei sogni che l'animazione in quanto mezzo espressivo può rendere alla perfezione. Accompagnati dai Classici Disney, gli esponenti di questo settore con più visibilità nel nostro occidente, abbiamo rivisitato fiabe, conosciuto principesse di ogni tipo, incontrato personaggi che sono entrati nel nostro immaginario e hanno scandito la nostra crescita. Personaggi che in gran misura hanno avuto sembianze animali, per l'astrazione comune a questo tipo di animazione che da Topolino a Robin Hood ha messo al centro del racconto figure di animali antropomorfi che hanno raccolto e mostrato simbolicamente vizi e virtù dell'essere umano.

Zootropolis: un'immagine del film d'animazione

Una tendenza accantonata, forse superata, negli ultimi anni quando i ruoli riservati a buffi animaletti sono diventati secondari o addirittura spariti. Se ne scorgevano segnali già ne La sirenetta o La bella e la bestia, smentite nei successivi Dinosauri, Koda fratello orso o Mucche alla riscossa, conferme nei recenti Rapunzel - L'intreccio della torre e Frozen - Il regno di ghiaccio in cui il cavallo Maximus, il camaleonte Pascal e la renna Sven, per quanto parzialmente umanizzati, non proferiscono parola. Fino ad arrivare al Big Hero 6 dello scorso anno che con il suo approccio e look più moderno ha confermato la strada nuova intrapresa da Disney Animation, sotto la guida del papà della Pixar John Lasseter.

Tra tradizione e modernità

Zootropolis: un'immagine dei genitori di Judy

E poi arriva Zootropolis a far crollare tutta la nostra premessa. Perché la figura dell'animale antropomorfo, o animato che dir si voglia, non è solo presente nel nuovo film Disney, ma assolutamente centrale. Ne è protagonista infatti una innocente coniglietta che non vuole sottostare ai vincoli imposti dalla natura e sogna, sin da determinata cucciola, di fare la poliziotta, ma dovrà imporsi nei confronti di colleghi ben più imponenti di lei, dal Capitano Bogo, che è un bufalo, a rinoceronti ed elefanti. Accanto a lei c'è una volpe, Nick, che porta avanti i suoi furbi traffici in combutta con il fennec Finnick; e c'è il sindaco Leone Leodore Lionheart, la sua assistente pecorella Bellwether, la famiglia di lontre Otterson, il toporagno mafioso Mr. Big e la sua figlioletta Fru Fru... e il bradipo Flash che è entrato di diritto tra i personaggi dell'anno sin dalla sua prima apparizione nel trailer. Insomma, un universo variegato e pittoresco che richiama e riporta in primo piano con prepotenza la tradizione disneyana, senza però restarne imprigionato e spingendosi anche su una strada nuova per il mondo narrativo dello studio.

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Animazione di genere

Zootropolis: una scena del film d'animazione

Zootropolis è infatti, di base, un poliziesco. Un po' noir, un po' buddy cop sulla falsariga di pellicole anni '80 come Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills o 48 ore, in cui due personaggi diversi tra loro devono convivere e collaborare per risolvere un caso. Nello specifico, la novella poliziotta Judy Hopps ha bisogno della collaborazione, forzata e sotto minaccia, della volpe Nick per ritrovare entro 48 ore, appunto, il signor Otterson, lontra scomparsa al pari di un'altra dozzina di mammiferi di specie diverse. Un genere affrontato per la prima volta in un film Disney, se si fa eccezione per Basil l'investigatopo, e che conferma quanto dicevamo riguardo le novità che lo studio, sotto la guida di Lasseter, sta esplorando in tempi recenti, da Bolt - un eroe a quattro zampe a, soprattutto, Ralph Spaccatutto e il già citato Big Hero 6. È evidente da una messa in scena più moderna, dinamica e in linea con i gusti del giovane spettatore di oggi, sempre più abituato a produzioni animate frenetiche sì, ma variegate e visivamente lontane dalla favola classica.

Zootropolis: una scena del film animato

Dove ognuno può essere ciò che vuole

Zootropolis: una delle prime immagini del film animato

La stessa cura dedicata all'ideazione e realizzazione del campionario di animali animati che dà vita a Zootropolis è data alla città stessa che li ospita, che è una protagonista a sua volta e che dà il titolo al film. Un universo altrettanto eterogeneo, composto da quartieri che spaziano dal classico look metropolitano alla foresta pluviale, dal deserto al polo, per riprodurre un ecosistema in cui ogni specie possa vivere secondo le proprie necessità e abitudini e che la trascinante sequenza dell'arrivo di Judy in treno in città non fa che sottolineare. Un mondo in cui "ognuno può essere ciò che vuole" e in cui la convivenza è cercata e voluta fortemente.

Anche qui, la cura dei dettagli è minuziosa e nella metropoli animale echeggia il mondo che noi conosciamo e in cui viviamo: dal cellulare con la carota morsicata come logo ai titoli di film animalizzati ("anche quelli non ancora usciti", pubblicizza la donnola che vende copie pirata mentre l'inquadratura ci mostra un Mewoana che richiama il prossimo Moana di Disney, da noi Oceania), fino alla pop star Gazelle che campeggia sui maxischermo delle piazze cittadine (il personaggio doppiato da Shakira, che canta la canzone del film Try Everything). Zootropolis è una metropoli che richiama il nostro mondo, si rende riconoscibile a tutti, ma non copia nessuno in particolare: se la San Fransokyo di Big Hero 6 era palesemente un mix tra San Francisco e Tokyo, Zootropolis attinge a Hong Kong e Shangai o Tokyo così come a Parigi, Roma e New York.

L'utopia della convivenza

Zootropolis: una delle prime immagini del film animato

Il riferimento al nostro mondo non si limita ai riferimenti legati alla cultura pop, ma anche ai temi che il film porta avanti pur con la leggerezza che un film d'animazione per giovanissimi impone. Ce lo fa capire lo stesso titolo originale, Zootopia, che richiama l'utopia alla base della città, un luogo in cui si cerca una convivenza che non sarà mai del tutto possibile. Il nuovo film Disney, diretto da Byron Howard e Rich Moore, quelli che negli ultimi anni ci hanno portato Bolt, Ralph e Rapunzel, affronta temi importanti come quelli dell'accettazione e integrazione, di una discriminazione che in un mondo co-abitato da teneri coniglietti e minacciosi lupi non può essere semplice. Tema importante che si affianca ad un altro attualissimo, ovvero quello relativo alla necessità di non cedere alla paura, di vivere la propria vita senza lasciarsi scoraggiare dalle avversità e dai soprusi, con determinazione e la speranza che, come in Zootropolis, ognuno possa aspirare a diventare ciò che desidera maggiormente.

Antonio Cuomo
Redattore
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