Snakes on a Plane

2006, Azione

Recensione Snakes on a Plane (2006)

Snakes on a Plane è un perfetto prodotto da cassetta che farà la gioia dei nostalgici del drive-in.

Volano, i serpenti volano

Su un Boing 747 in volo dalle Hawaii a Los Angeles viaggiano l'agente dell'FBI Neville Flynn (Samuel L. Jackson) e Sean Jones (Nathan Phillips), testimone chiave di un omicidio chiamato a presentarsi in California per deporre. Ma qualcuno vuole impedire che questo avvenga così, durante il volo, centinaia di serpenti velenosi vengono liberati nell'aereo seminando il panico tra i passeggeri.

Già dai primissimi fotogrammi che introducono la pellicola, Snakes on a Plane dichiara apertamente (e con un certo orgoglio) il suo status di B-movie: le lunghe panoramiche che introducono le spiagge hawaiane e la successiva sequenza dell'omicidio del procuratore di Los Angeles sembrano riprese pari pari da un episodio di Magnum P.I, per poi passare immediatamente, col dialogo tra le due hostess e l'arrivo dei passeggeri a bordo, a uno qualsiasi dei disaster movies della serie Airport. La raffinatezza nella confezione e l'accuratezza nello script non abitano di casa qui, vista l'esiguità del budget che c'è e si vede tutta, eppure Snakes on a Plane è diventato un fenomeno mediatico senza precedenti. Si potrebbe citare l'astuto marketing del team di The Blair Witch Project , ma in questo caso ad alimentare l'interesse per un pop corn movie di scarsissime pretese è stato il genuino entusiasmo del pubblico in rete che ha contribuito con proposte e consigli allo sviluppo del film a partire dal titolo, acclamato all'unanimità, per poi decidere il finale adeguato, fino a suggerire battute da inserire nello script divenute veri e propri cult. Per accontentare i numerosi fans sono state aggiunte nuove scene, girate a lavorazione ormai conclusa, che accentuano la dimensione horror gore e il risultato è un perfetto prodotto da cassetta che farà la gioia dei nostalgici del drive-in alla Joe R. Lansdale.

Mix di azione, humor e panico allo stato puro, Snakes on a Plane racchiude le peggiori fobie del nostro tempo: la paura di volare, il terrore dei serpenti e la claustrofobia, il tutto condito da una regia che si illumina nei momenti di massima tensione esaltando le entrate in scena dei serpenti, in buona parte realizzati con la computer graphics, che scatenano scene di panico nei passeggeri valorizzate da accelerazioni improvvise, montaggi alternati e ritmo rapidissimo. Da sottolineare gli inserti puramente trash piuttosto gustosi (la scena di sesso nel bagno dell'aereo, gli attacchi dei serpenti che sembrano prediligere le parti intime) che vedono punite sistematicamente la trasgressione e l'antipatia di certi personaggi e che culminano sadicamente nella morte del più polemico del gruppo inghiottito da un maxi serpentone. Il film non si fa mancare neppure la superstar, un granitico Samuel L. Jackson nei panni del supereroe di turno impegnato a salvare il mondo, ma che sotto sotto sembra divertirsi un sacco. A dargli manforte un gruppo di volti noti tutti provenienti dal piccolo schermo, la bella hostess Julianna Margulies (E.R.), l'agente speciale Bobby Cannavale (Third Watch) e Rachel Blanchard (Settimo Cielo).
Severamente sconsigliato agli aviofobici e a chi non ama i serpenti.

Recensione Snakes on a Plane (2006)
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
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