Samuel L. Jackson: i 10 ruoli più iconici, tra pallottole, ghigni e motherfucker

Dotato di un carisma fuori dal comune, l'attore americano è diventato uno degli interpreti più noti e prolifici della storia del cinema. In occasione dell'uscita di Come ti ammazzo il bodyguard, ripercorriamo i suoi personaggi entrati di prepotenza nell'immaginario collettivo.

Come ti ammazzo il bodyguard: Samuel L. Jackson in una scena del film

Alcune leggende narrano di film senza Samuel L. Jackson. Difficile credere che possano esistere pellicole prive di quell'espressione sorniona, di quella voce autoritaria, di quegli occhi spesso sgranati, di quell'attore instancabile comparso in oltre 100 film nel corso della sua carriera stracolma di personaggi cult. Se esistesse un podio dei volti più riconoscibili e riconosciuti di Hollywood, siamo certi che lui presidierebbe il podio con quella tipica aria sorniona di chi sa il fatto suo ed è lì a godersi il premio. Sinonimo di uomini duri, individui dotati di un carisma fuori dal comune, persone logorroiche dalla lingua più pericolosa dei tanti grilletti impugnati, "Mister Cool" (uno dei suoi tanti soprannomi) ha fatto del grande schermo l'habitat ideale per la violenza, per il sarcasmo, ma anche per insperati ruoli riflessivi e dolenti. E, forse, persino qualcosa di più.

Forse Samuel Leroy Jackson è un uomo che ha fatto del cinema la sua corazza. Perché dietro tutta quella veemenza recitativa e quell'aria imperscrutabile si nasconde una vita tutt'altro che dorata come la sua invidiabile filmografia. Abbandonato da suo padre, il piccolo Jackson si affida al teatro e alla recitazione per superare la balbuzie e trova in alcuni ruoli quasi catartici la forza per superare la dipendenza dall'alcool e dalla droga. Temprato dalla sofferenza e uscito vincitore dall'eterno duello con le proprie debolezze, Jackson si è tuffato nel cinema per costruire più di un'immagine pubblica, ma un vero e proprio immaginario jacksoniano. Un immaginario amato (tanto da entrare nel Guinness dei Primati con un incasso di oltre 7 miliardi di dollari racimolato da 68 film in cui appariva), abitato da personaggi dotati di un invidiabile appeal e di un fascino spesso catalizzante.

Come ti ammazzo il bodyguard: Samuel L. Jackson e Ryan Reynolds in una scena del film

In occasione dell'uscita di Come ti ammazzo il bodyguard, buddy movie sfacciato che gioca molto con le citazioni cinefile, ripercorriamo i dieci ruoli più iconici di Samuel L. Jackson. Badate bene: non si tratta sempre delle migliori interpretazioni (come quelle offerte in Jungle Fever, Coach Carter, Il negoziatore o Jackie Brown), ma di quei personaggi, talvolta persino minori, presenti in film talmente cult da diventare indelebili. Il buon Samuel non le manda a dire, per cui preparatevi: pioveranno parole, pallottole e motherfucker.

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10. Tutto sotto controllo - Ray Arnold in Jurassic Park

Jurassic

Nei film che vengono consegnati direttamente nelle salde mani della storia del cinema non esistono ruoli marginali. Tutti i personaggi, anche quelli minori, sono destinati a rimanere ben ancorati nella mente del pubblico. Non fa eccezione il Ray Arnold di Samuel L. Jackson visto in Jurassic Park. Nei panni del capo ingegnere del parco divertimenti meno sicuro di sempre, il nostro ostenta una sicurezza e una fermezza più che rassicurante. Occhialuto e con una sigaretta sempre accesa in bocca, Arnold è tra gli smaliziati personaggi convinti che il Jurassic Park sia un'inestimabile fonte di guadagno, un luogo per niente esposto a rischi. Lo ricorderemo così: mentre riavvia la corrente elettrica, liberando così i velociraptor, ovvero coloro che se ne ciberanno.

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9. Il volume di Mister Señor Love Daddy in Fa' la cosa giusta

DTRT

Nonostante il basso budget (è costato poco più di 6 milioni di dollari) e l'economia di spazi utilizzate durante le riprese, Fa' la cosa giusta è un film che vale come una panoramica su una città grande quanto una nazione. Feroce e veemente, il quarto film di Spike Lee è un grande esempio di cinema di strada, dove il realismo e la denuncia si fondono dentro un film viscerale e straordinariamente teso. In questo inno corale antirazzista, Samuel L. Jackson funge quasi da coscienza critica del film, un dj radiofonico con la lingua lesta e il talento del rapper, simile ad un cantastorie in grado di sottolineare o anticipare i temi che Spike Lee sta per buttarci in faccia. I suoi annunci sono destinati ad echeggiare per le vie di Brooklyn, come suggerito dal piano-sequenza che apre questo film discusso quanto amato.

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8. La paura striscia - Neville Flynn in Snakes on a Plane

Samuel L. Jackson

Dietro le fattezze da b-movie, capace di trasformarsi in tormentone virale ancor prima dell'arrivo dei social network, c'è qualcosa di più. Diventato un vero e proprio cult per alcuni e un guilty pleasure per altri, Snakes on a Plane esorcizza l'enorme paura americana per gli aerei (nata dopo l'11 settembre) con uno spirito dissacrante e un umorismo corrosivo, pronto ad abbattere stereotipi di ogni tipo. Quello dell'agente Neville Flynn è forse tra i suoi ruoli più divertiti, divertenti ed eccessivi, quelli talmente spinti e accelerati da diventare a loro modo rappresentativi di un attore eletto, non a caso, il "più cool di sempre". Merito anche degli immancabili motherfucker, naturalmente.

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7. La tolleranza di Zeus in Die Hard - Duri a morire

DieHard

In una carriera costellata di battute memorabili e dialoghi brillanti poteva forse mancare un classico e apprezzato buddy movie? Ma certo che no. Con il terzo capitolo delle avventure sempre al limite dell'addio di John McClane abbandona le gesta in solitaria per abbracciare una delle coppie più riuscite dai tempi di Arma letale. Il suo Zeus è un negoziante che si ritrova coinvolto nella vita piuttosto movimentata dell'agente di polizia, un uomo che dietro un'aria pacata da persona comune e gli occhiali da "sfigato" nasconde un temperamento focoso, sempre sull'orlo di un'esplosione pronta a compiersi. Tra scontri all'ultima parlantina e litigi perenni, Zeus e John si impongono come la classica coppia di opposti che attraggono i favori del pubblico.

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6. Più bianco del bianco - Stephen in Django Unchained

Un primo piano di Samuel L. Jackson in Django Unchained

Lo sguardo torvo, l'atteggiamento sempre attento, pronto a scrutare l'interlocutore e a studiare con la massima attenzione ogni minima mossa. E poi l'andatura claudicante, i movimenti lenti e posati, tipici di un uomo anziano un po' acciaccato, che potrebbe persino sembrare innocuo ad una prima occhiata. Invece il maggiordomo di Residenza Candie è un inaspettato covo di odio, un uomo asservito agli ideali razzisti che, nonostante il suo colore della pelle, si ritorce contro la sua stessa gente con una cattiveria quasi spiazzante. Personaggio complesso proprio perché incarnazione di questo significativo paradosso, il fedele segugio (e seguace) del folle Calvin Candie è uno dei personaggi più drammatici e sconfitti del cinema di Quentin Tarantino.

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5. Odio nero - Marquis Warren in The Hateful Eight

The Hateful Eight: Samuel L. Jackson nel film è il maggiore Marquis Warren

Un Risiko giocato nello spazio di un Cluedo. Questo è The Hateful Eight. Un gioco di società, forse un gioco di ruolo, un dramma da camera travestito da western dove otto personaggi sono assediati da una bufera di neve e costretti a convivere tra dissapori, vecchi conti in sospeso, sospetti e odio latente. Nonostante sia un film corale, l'opera ottava di Tarantino ha nel Maggiore Marquis Warren il suo grande mattatore, l'apice della sua morale disillusa sull'etica e sui valori sviliti su cui sono fondati gli Stati Uniti d'America. La grande menzogna della lettera di Lincoln e l'atroce racconto della violenza rivolta ad un bianco sudista sono i due perfetti emblemi di un personaggio che forse rappresenta il cuore stanco di una nazione intera.

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4. Schegge di vetro - Elijah Price in Unbreakable - Il predestinato

Samuel L. Jackson in una scena di Unbreakable - Il predestinato

Ben otto anni prima che il suo stesso Nick Fury se ne andasse in giro ad assoldare Avengers per il Marvel Cinematic Universe, abbiamo assistito alla nascita di un altro universo narrativo. Solo che non lo sapeva ancora nessuno. È il 2000 quando M. Night Shyamalan ci regala il primo tassello del suo torbido e doloroso universo cinematografico, un film oscuro e affascinante, proprio come l' Elijah Price di Jackson. Unbreakable ci presenta un versione inedita dell'attore, per una volta per niente esplosivo, ma imploso nel mistero e nelle movenze accorte di un uomo affetto da osteogenesi imperfetta. L'uomo di vetro di Unbreakable è la dimostrazione di quanto Jackson sia capace di dimostrarsi intenso anche quando recita così sotto le righe. Un personaggio che, dopo il secondo atto di Split, tornerà nel già annunciato Glass, previsto per il 2019.

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3. Spade viola - Mace Windu in Star Wars

"Il tuo modo di parlare cambiare tu devi. Più lento tu devi andare". È probabile che siano stati questi i consigli dati a Mace Windu dal sommo maestro Yoda durante qualche Consiglio Jedi. Grande fan della serie, Samuel L. Jackson fu contattato dalla produzione di Star Wars proprio dopo aver ammesso pubblicamente il suo interesse a fare parte della galassia di George Lucas. Nasce così un valoroso e saggio cavaliere jedi che in qualche modo rivoluziona e placa l'impetuoso stile recitativo jacksoniano. Posato e foriero di buoni consigli, Mace Windu è un personaggio che appare solo nella trilogia prequel, dimostrandosi lungimirante nell'avanzare sospetti sul futuro del criptico Anakin Skywalker ed eroico nel duello contro Darth Sidious in cui conosce la morte (?). L'insolito colore viola della sua spada laser è stato consigliato dallo stesso Jackson, in modo che il suo personaggio potesse distinguersi dagli altri. Saggia scelta questa è.

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2. Dalla benda alla banda - Nick Fury nel Marvel Cinematic Universe

Una scena di Samuel L. Jackson all'assalto dei nemici in The Avengers - I vendicatori

Collante, organizzatore di epiche vendette, capitano di estreme difese. Chiamatelo come volete, ma è certo che Nick Fury è il deus ex machina del Marvel Cinematic Universe. Sembrano passati decenni (e in effetti ne è passato quasi uno) da quando lo abbiamo visto apparire per la prima volta in Iron Man, nella penombra del salotto di Tony Stark, quando le scene post credit sorprendevano ancora il pubblico rimasto per caso nelle sale quasi sgombre. Da allora l'integerrimo colonnello a capo dello S.H.I.E.L.D. ha funto da paciere e da motivatore in quella polveriera che erano gli Avengers alle prime armi, senza mai perdere il carisma del leader e la sapienza dell'abile burattinaio che tutto sa e tutto vede. Anche con un occhio solo.

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1. Piovono motherfucker - Jules Winnfield in Pulp Fiction

Samuel L. Jackson addenta un hamburger in Pulp Fiction

Non ce ne voglia il buon profeta Ezechiele, ma se conosciamo a memoria cosa minaccia il cammino dell'uomo timorato e dove calerà la giustizia con grandissimo sdegno, lo dobbiamo soprattutto al suo mitico (per non dire mitologico) Jules Winnfield. Niente del compare iracondo di Vincent Vega si è allontanato da un destino fatto di gloria e di culto. Né il modo di parlare, così tempestato di motherfucker da finire impresso persino sui portafogli, né il modo di vestire, di muoversi, quello sguaiato con cui assapora succulenti hamburger. Quella testa calda di Jules ha puntato dritto verso il cuore di ogni cinefilo per conquistarlo con il suo famelico sadismo.

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