Viaggio nel Cinema in 3D: Una Storia Vintage

2016, Documentario

Sky ripercorre la storia vintage del 3D

Ad ottobre Sky 3D diventa Vintage, ripercorre l'evoluzione della terza dimensione con un esclusivo documentario raccontato da Sergio Castellitto e ripropone una serie di film che hanno fatto la storia di questa tecnica.

Storia del cinema in 3D - Una storia Vintage: un'immagine del documentario

Per qualche spettatore più giovane e meno esperto ci può essere l'illusione che l'aggiunta della terza dimensione sia un'innovazione recente, un'aggiunta degli ultimi anni alle tecnologie a disposizione di chi vuole raccontare una storia sul grande schermo. Una sensazione giustificata dalla diffusione che, da Avatar in poi, ha avuto tra i film in uscita. Se infatti quasi ogni blockbuster e film d'animazione è disponibile anche nella sua versione 3D, non sono mancati anche casi di usi più sorprendenti, e intimi, di questa tecnica, tra cui il recentissimo Nick Cave & The Bad Seeds - One More Time With Feeling, visto a Venezia e giunto anche in sala per un rapido passaggio di due giorni.

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Ma gran parte del pubblico sa che questa sensazione non potrebbe essere più sbagliata, perché il cinema ha inseguito a lungo la terza dimensione, sia per puro spirito innovativo, sia per l'esigenza di confermare la sua posizione di intrattenimento popolare nei confronti di attacchi esterni sempre più pericolosi per minare tale egemonia nell'immaginario culturale popolare. Un inseguimento lungo, ma non sempre efficace, forse proprio per l'affanno con cui a tratti è stato compiuto e che ha riportato sempre il 3D alla situazione che sta vivendo ora: un accessorio costoso e per lo più evitabile.

Le origini del 3D

Viaggio nel Cinema in 3D: Una Storia Vintage: Sergio Castellitto nel documentario Sky

Su questo percorso travagliato si concentra il documentario prodotto da Sky 3D e Sky Cinema, partendo dalle prime produzioni e spingendosi fino agli anni '80, accompagnando le informazioni offerte dalla voce narrante di Sergio Castellitto ad interviste a nomi illustri del mondo del cinema, dal direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera a quello del Festival di Cannes Thierry Frémaux, passando per critici come Canova e registi come il nostro Dario Argento, che raccontano i propri ricordi ma soprattutto forniscono interessanti aneddoti sul passato e le origini della terza dimensione. Il tutto avvalendosi di immagini e reperti preziosi di film che hanno fatto da pionieri in un campo che solo di recente ha trovato una sua maturità stilistica.

Storia del cinema in 3D - Una storia Vintage: un'immagine del documentario

Un aneddoto su tutti ci ha colpiti di Storia del cinema in 3D - Una storia Vintage, quello che riguarda Georges Méliès ed il suo Le Chaudron Infernal (Il Calderone Infernale) del 1903, inconsapevolmente in tre dimensioni: il 3D per caso di Méliès è stato scoperto in modo altrettanto accidentale, tentando di restaurare la pellicola originale del film usandone un'altra conservata in USA. Nel farlo si è scoperto che l'inquadratura dei due master non era esattamente identica, ma leggermente spostata, come se ripresa da due diverse cineprese affiancate. Ad inizio '900, a Méliès deve essere sembrato il modo più rapido ed economico per avere due master del film, ovvero impressionando due pellicole contemporaneamente, senza rendersi conto di aver fatto la prima ripresa 3D della storia, ben prima che i Fratelli Lumière riproponessero in tre dimensioni nel 1935 L'Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat.

La selezione di Sky

Il mostro della laguna nera: una scena del film

Il ciclo proposto da Sky parte proprio da questi titoli ed altri precursori del campo, da I viaggi di Gulliver dl '39, Una domenica a Capri del 1952, La maschera di cera del '53 e Il mostro della laguna nera dell'anno successivo, fino ad arrivare alle conversioni 3D di Titanic e Top Gun che rappresentano una tendenza moderna alla quale in documentario accenna soltanto. Il lavoro scritto da Andrea Felici si concentra infatti su titoli del periodi dei primi che abbiamo citato, racconta di Buana Devil di Arch Oboler illustrando come guidi il boom del 3D di quegli anni, di cui hanno beneficiato Vincent Price con La maschera di cera e la mano palmata del mostro dell'anno seguente, mentre in territorio italiano il documentario Una domenica a Capri sperimentava un nuovo sistema tridimensionale, il PoDel (da Ponti e De Laurentiis che l'avevano voluto).

Le prospettive del 3D

Storia del cinema in 3D - Una storia Vintage: una scena del documentario

Il documentario Sky è puntuale nello spiegare come dopo quel boom, ci sia stato un inevitabile calo d'attenzione, e lo stesso avvenne negli anni '80. In entrambi i casi, la spinta verso il 3D delle produzioni era per contrastare cali di spettatori dovuti alle innovazioni tecnologiche, la televisione prima e l'homevideo dopo, ed in entrambi i casi la perdita di efficacia fu da imputare alle stesse motivazioni: la pigrizia, o forse inesperienza, degli autori nel cercare di ottenere il massimo dalla terza dimensione, limitandosi ad effetti facili che persero di fascino fin troppo facilmente. Con la sola eccezione di pochi grandi registi, come l'Hitchcock de Il delitto perfetto e, ci sentiamo di aggiungere noi, il Cameron di Avatar (e della conversione di Titanic) o il Wenders di Pina 3D, per lo più del 3D si è cercato l'effetto immediato e talvolta forzato, non un reale apporto al linguaggio cinematografico che ne giustificasse l'impiego.

C'è ancora tempo per trovare gli spunti giusto per un ulteriore rilancio e consolidamento della tridimensionalità, anche usando le tecnologie più recenti e continuando con conversioni intelligenti di vecchi classici, almeno finché non arriverà la realtà virtuale a rubargli la scena.

Sky ripercorre la storia vintage del 3D
Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
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