Venezia 68 - La parola ai vincitori

Ecco le dichiarazoni dei vincitori della 68 edizione della kermesse veneziana che si è appena conclusa con il ruggito del Leone russo Sokurov.

L'attesa spasmodica del pubblico e della critica che attendevano i risultati di questa 68° edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è interrotta con la cerimonia di premiazione condotta dalla madrina del festival, una commossa Vittoria Puccini che, uno dopo l'altro, ha annunciato i vincitori della kermesse. Una cerimonia sobria e un po' malinconica ha incoronato il re di Venezia Sokurov che, con il suo maestoso Faust, è balzato in testa alle preferenze della giuria. Il team capitanato da Darren Aronofsky, dopo aver chiesto di poter rivedere due volte la maestosa pellicola che condensa tutte le trovate visive del cinema del maestro russo, lo ha votato all'unanimità sottolineando come questo sia un film d'arte, un'opera capace di cambiare la vita degli spettatori. Un emozionato Michael Fassbender ha ritirato la meritatissima Coppa Volpi maschile dedicando il premio ai suoi eroi, il regista Steve McQueen e Gary Oldman, anche lui presente in concorso come protagonista de La talpa, che Michael seguiva fin da quando, appena quattordicenne, sognava di diventare attore. Alla fine della cerimonia il direttore Marco Muller si è accomiatato dal pubblico della Biennale visto che, con la scadenza del suo secondo mandato, ha deciso di abbandonare la direzione della Mostra veneziana per lasciare che a proseguire il suo viaggio sia il successore, ancora da designare.

Guido Lombardi, Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis per Là-Bas - Quando facevo l'operatore sono stato chiamato a riprendere feste di africani che si riunivano per celebrare insieme. Alcuni di loro mi hanno raccontato le storie di criminalità di Castelvolturno e così ho deciso di scrivere il mio film. Quando nel 2008 c'è stata la strage è stato impossibile non mostrarla per raccontare come vivono gli immigrati dalle nostre parti.

Carlo Mazzacurati su Là-Bas - Abbiamo deciso di premiare questo film perché ci ha colpito al cuore senza necessità di alcuna mediazione. Molti film della selezione erano davvero belli perciò Guido Lombardi deve essere contento. Il suo è un film privo di retorica, fatto con gli strumenti del cinema. Si vede che c'è un lungo lavoro dietro.

Venezia 2011: Sion Sono, autore di Himizu con il Premio Speciale CHRISTOPHER D. SMITHERS FOUNDATION
Sion Sono, ritira il Premio Mastroianni per conto degli interpreti di Himizu Shota Sometani e Fumi Nikaido - Sono felice per questo premio e spero che nascano tanti nuovi attori giapponesi capaci di lavorare all'estero.

Robbie Ryan, vincitore dell'Osella per la miglior fotografia per Wuthering Heights - Ho letto il romanzo della Bronte a scuola e all'epoca non mi era piaciuto molto, ma quando Andrea Arnold è venuta da me ho riletto il libro e ci ho visto molte altre cose. E' un'opera melodrammatica brutale, immersa in una natura selvaggia e quando ho capito le idee di Andrea abbiamo agito di conseguenza. Sul set Andrea si sentiva come una bambina.

Giorgos Lanthimos, vincitore dell'Osella per la miglior sceneggiatura per Alps - Il nostro film è nato da una discussione col mio co-sceneggiatore Efthimis Filippou. Insieme abbiamo deciso di scrivere un film incentrato su un'infermiera che offre i suoi servigi alle famiglie dei defunti. Le persone recitano un ruolo ogni giorno della loro vita ed è qualcosa di molto usuale. Nel film abbiamo tentato di esagerare questo aspetto dellla realtà per renderlo cinematografico.

Deanie Yip, Coppa Volpi femminile - Con questo ruolo ho capito che ormai sto invecchiando e devo capire cosa fare nella vita. Non voglio diventare un peso per nessuno e non voglio andare in una casa di riposo. Quando torno a Hong Kong dovrò preoccuparmi di questo.

Venezia 2011: Michael Fassbender con la Coppa Volpi accanto a Darren Aronofski durante la conferenza stampa dei vincitori
Michael Fassbender, Coppa Volpi maschile - Nel 2007 Steve McQueen ha cambiato la mia vita e mi ha dato l'opportunità di fare il lavoro che ho sempre sognato. Prima di leggere la sceneggiatura di Hunger avevo già deciso di accettare. Il cinema di Steve tocca temi di cui nessuno vorrebbe parlare. Io ho recitato nei suoi lavori cercando di non tradire la sua fiducia. E' stato fantastico venire qui a Venezia e riscuotere tanto successo perché ci ha dato fiducia per il futuro.

Darren Aronofsky sugli interpreti premiati - La giuria ha trovato le perfomance dei protagonisti di Himizu forti ed estreme. Gli attori sono la quintessenza della gioventù e dei conflitti generazionali, in Giappone come in America. Per quanto riguarda Shame, il film ci ha sconvolto per la sua forza cinematografica. Abbiamo avuto difficoltà a scegliere perchè i film ottimi erano molti. C'erano opere che avrebbero preso tutti i premi, ma non era possibile e allora abbiamo fatto in modo di trovare il premio giusto per ogni film. L'ultima volta che ho visto una perfomance sessuale come quella di Michael è stato in Le notti di Cabiria di Fellini. Non riesco a credere quanto dal vivo sia giovane, bella e sexy Deanie Yip. E' straordinaria e commovente perché ci porta per mano in un lungo viaggio che tocca il delicato tema della vecchiaia.

Venezia 2011: Emanuele Crialese, regista di Terraferma, con il Premio della Giuria
Emanuele Crialese, Premio Speciale della giuria per Terraferma - Ringrazio il presidente della giuria perché non avevo idea del premio vinto. Da che mondo è mondo l'uomo si muove, viaggia. Il viaggio è conoscenza. Non mi piace parlare di immigrazione o dare una definizione alla tendenza naturale dell'uomo a muoversi. Il mio desiderio era quello di fare un film su questo aspetto dell'essere uomo. Venezia mi ha portato una gran fortuna, è un luogo in cui io mi sento a casa.

Darren Aronofsky su Terraferma - Dal momento in cui abbiamo visto il film di Crialese abbiamo subito deciso di dargli un premio. L'unico problema era capire quale. Per tutti noi era uno dei film più completi. Il fatto che il film abbia una dimensione politica, per me personalmente, ha avuto un grande significato.

Shangjun Cai, Leone d'Argento alla regia per People Mountain, People Sea - Sono felicissimo perché la giuria ha apprezzato il mio film. Questo è un lavoro di gruppo e nel realizzarlo ho imparato che occorre lottare sempre per le proprie idee ed evitare i compromessi. Questo premio è un incoraggiamento per i giovani cineasti cinesi e io spero di ricambiare con future opere. La Cina è enorme e per trovare le location ideali occorre del tempo, ma vi sono posti meravigliosi. La miniera l'abbiamo cercata un mese e gli esterni sono esattamente come li vedete, mentre per gli interni abbiamo fatto delle ristrutturazioni ricostruendo in parte le location reali.

Darren Aronofsky su People Mountain, People Sea - La visione del film ci ha colpito profondamente. Le sue inquadrature hanno insegnato qualcosa a tutti noi, soprattutto grazie a ciò che non veniva mostrato. Il film ci ha permesso di vistare un mondo che non conoscevamo e che speriamo di non dover più vedere.

Aleksandr Sokurov, Leone d'Oro per Faust - Non ero venuto a Venezia per essere premiato, ma per far vedere il film. E' la cosa a cui tengo di più, voglio che il film sia avvicinato dalla gente. E poi è accaduto qualcosa di incredibile, siamo stati capiti e non accade spesso. Voglio ringraziare il presidente della giuria per la fatica fatta. E' molto difficile comprendere un'altra persona ed è ancor più difficile riconoscere i risultati a cui è arrivato un altro. Io credo che il concorso sia qualcosa di superato e che occorra far nascere Mostre d'arte e non fiere della vanità. Giornalisti e tv non potrebbero mai accettare una cosa simile, ma credetemi, a volte la minoranza ha ragione. Credo che in questo momento il sostegno dello stato sia fondamentale per la cultura, soprattutto in alcuni paesi. I governi devono insistere nel finanziare la cultura e l'istruzione. Altrimenti queste verranno annientate. La cultura non è un lusso, ma una base per lo sviluppo della società. La cultura tedesca, poi, è fondamentale in Europa, ma vi sono pochi attori famosi anche se sono bravi come gli americani. Per me è stato un onore lavorare col mio cast. Sono stati grandiosi nell'usare un linguaggio che non è il tedesco moderno, però forse sarebbe stato meglio se Faust lo avesse diretto un tedesco. L'aspetto visivo, per me, è fondamentale. Stavolta ho cercato di riprodurre la luce e colore presenti nell'opera di Goethe. Lui riusciva a creare molti anni fa effetti che noi oggi otteniamo con color correction e altre tecnologie moderne. Ho osservato molti quadri nei musei tedeschi e ho svolto una ricerca personale sulle preferenze coloristiche del popolo tedesco basandosi sull'esperienza dei pittori e sul lavoro del mio straordinario direttore della fotografia.

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