USS Indianapolis

2016, Azione

USS Indianapolis: Nicolas Cage, eroe di guerra tra siluri e squali

Una delle vicende più tragiche della storia della US Navy viene portata per la prima volta sul grande schermo da Mario Van Peebles con un risultato deludente sul piano narrativo e visivo. In sala dal 19 luglio grazie a M2 Pictures.

USS Indianapolis: un'immagine del film

"Un sommergibile giapponese ci mise due siluri dentro la pancia. Stavamo tornando dall'isola di Tinian a Leyte. Avevamo portato la bomba, quella che scoppiò a Hiroshima. Millecento uomini finirono in mare, la nave affondò in dodici minuti [...]". È Quint, il cacciatore del grande predatore dei mari interpretato da Robert Shaw ne Lo squalo di Steven Spielberg, a rievocare, da superstite, l'incidente del 29 luglio del 1945 passato alla storia come l'evento più disastroso nella storia della marina statunitense, secondo solo a Pearl Harbor. Si tratta dell'USS Indianapolis, l'incrociatore pesante affondato da un sommergibile giapponese nel mare delle Filippine che, per una macabra ironia della sorte, quattro anni prima era scampato proprio all'operazione Hawaii che decretò l'entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.

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USS Indianapolis: Thomas Jane in una scena del film

Oltre cinquant'anni dopo Mario Van Peebles firma USS Indianapolis ed affida a Nicolas Cage il ruolo del Capitano Charles McVay a capo della missione top secret che culminò con la morte di ottocentoottanta persone, molte delle quali attaccate dagli squali nei quattro giorni passati in mare aperto in attesa dei soccorsi. Proprio l'ammiraglio statunitense, ignaro di trasportare l'involucro e la carica di uranio di "Little Boy", la bomba atomica sganciata su Hiroshima una manciata di giorni dopo l'attacco nipponico, è al centro della difettosa sceneggiatura di Cam Cannon e Richard Rionda Del Castro.

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"Se funziona saranno eroi"

USS Indianapolis: Tom Sizemore in una scena del film

La pellicola, infatti, sebbene sia lodevole nel voler rendere omaggio alla memoria dei caduti e ripristinare l'integrità di McVay e del suo operato, risente dell'incasellarsi di una serie di elementi narrativi e visivi che smorzano l'emotività e l'epicità della vicenda stessa. Dalla voce fuori campo del Capitano, spesso sfruttata anche per condensare il racconto, all'uso di effetti speciali dalla resa mediocre, USS Indianapolis oscilla, inoltre, tra l'aspirazione al film di guerra ed il disaster movie. Il risultato è deludente in entrambi i casi specie se paragonato a titoli capaci di incarnare al meglio le suddette categorie. Basterebbe poi soffermarsi sulla figura del Capitano McVay interpretato da Cage, in questi giorni in sala anche con Cane mangia cane di Paul Schrader, per notare come la rappresentazione di una figura moralmente integra e il tentativo di macchiarne l'onore rimangano in superficie. La diretta conseguenza è la mancanza di trasporto da parte dello spettatore per le sorti dell'ammiraglio e dei suoi uomini lasciati in balia di loro stessi dal Governo al quale, grazie alla consegna delle componenti dell'atomica, permisero la vittoria del secondo conflitto mondiale.

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Uomini di coraggio

USS Indianapolis: Nicolas Cage in un momento del film

Ma USS Indianapolis, sempre in virtù della sua volontà di onorare caduti e sopravvissuti della nave da guerra CA-35 della Us Navy, ha anche un respiro corale rappresentato dal nutrito numero di comprimari che affiancano l'attore Premio Oscar.
Da Cody Walker, qui alla sua prima prova dopo l'apparizione in Fast & Furious 7 in seguito alla morte del fratello Paul, a Thomas Jane fino a Adam Scott Miller e Matt Lanter. Il regista compie un altro passo falso proprio nel dipingere il privato dell'equipaggio, prima e dopo l'affondamento, avvicinandosi troppo ad atmosfere da film per il piccolo schermo che nelle parentesi più drammatiche o emotivamente intense finiscono per ottenere una reazione opposta.

USS Indianapolis: Nicolas Cage in una scena del film
USS Indianapolis: una scena del film

La regia di Van Peebles raramente azzarda e, nonostante sia palese la sua volontà di trarre ispirazione dal cinema americano degli anni '50, finisce per risultare incolore, fatta eccezione per qualche sequenza ispirata. Un discorso che può essere adottato anche per il commento musicale di Laurent Eyquem, dal respiro classico ma privo di elementi innovativi o peculiari. Soffermandoci, infine, sulla sezione conclusiva del film nella quale viene accennato un parallelo tra McVay ed il comandante Mochitsura Hashimoto (Yutaka Takeuchi) e le conseguenze etiche e morali del loro operato, c'è la consapevolezza di come una sceneggiatura più stratificata avrebbe ampliato le chiavi di lettura della pellicola ed il suo stesso esito.

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Manuela Santacatterina
Redattore
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