Harry Potter e la pietra filosofale

2001, Fantastico

Recensione Harry Potter e la pietra filosofale (2001)

Harry Potter e la pietra filosofale è la trasposizione del primo e omonimo libro della saga e racconta di un undicenne al quale viene rivelata la sua natura di mago.

Cristiana Mirabella

Un incantesimo mal riuscito

La saga di Harry Potter, benché diretta principalmente a un pubblico infantile, viene letta e apprezzata anche dai più maturi, perché J.K. Rowling, nei suoi libri, riesce a descrivere un mondo fantastico e complesso che coinvolge e affascina anche il più cinico e disincantato degli adulti. Ma proprio per questo, trasformare in immagini le parole dell'autrice non è semplice. E Chris Columbus non si è dimostrato all'altezza del compito.

Harry Potter e la pietra filosofale è la trasposizione del primo e omonimo libro della saga e racconta di un undicenne al quale viene rivelata la sua natura di mago. Harry (Daniel Radcliffe), ancora confuso e scombussolato, viene portato a Hogwarts, la grande scuola dei maghi dove dovrà imparare a usare la magia e a convivere con pozioni, candele sospese a mezz'aria, draghi, unicorni... Qui, insieme ai suoi fedeli amici Ron (Rupert Grint) ed Hermione (Emma Watson) ne combinerà di tutti i colori e sventerà un complotto per rubare la pietra filosofale.

Il film è decisamente fedele al romanzo, ma se da un lato questo può essere un pregio, dall'altro presenta sicuramente alcuni inconvenienti. Risulta, infatti, troppo lungo (152 min), e, in alcune parti, molto lento. Tutto il primo tempo è incentrato sullo stupore di Harry nell'apprendere di essere un mago e sulle piccole avventure e i pasticci in cui si cacciano Harry e i suoi amici. È sicuramente una parte molto divertente e coinvolgente della quale, se fosse stata omessa, il film ne avrebbe risentito. Ma all'inizio del secondo tempo, il pubblico è già stanco e comincia a distrarsi.
Nonostante la lunghezza del film, alcuni aspetti del romanzo sembrano poco approfonditi: l'odio di Piton verso Harry non è poi tanto esplicito come sembra; l'amicizia con Ron ed Hermione, che nel libro è molto profonda, viene un po' troppo sottointesa. Per non parlare del ruolo di Neville, troppo sminuito (in alcune parti viene sostituito da Ron, o addirittura omesso). Inoltre quello che viene un po' perso è lo sfondo satirico del romanzo e la psicologia dei personaggi. E forse sono proprio questi ultimi i particolari che hanno fatto sì che un libro per bambini venisse apprezzato anche dagli adulti.

Un pregio del film è sicuramente la scenografia. Le descrizioni del romanzo sono rese magistralmente, grazie anche agli straordinari effetti speciali. Il giovane pubblico rimane affascinato quasi quanto Harry, quando questi entra nella Sala grande di Hogwarts (una scena emblematica, e sicuramente una delle più belle). Si entusiasma e si eccita durante la partita di Quidditch, mentre Harry volteggia sulla scopa. Molto buona anche la fotografia e emozionante al punto giusto al colonna sonora, curata e inserita sempre nei momenti più adatti. La scelta degli attori è stata appropriata, Rupert Grin e Emma Watson hanno dimostrato anche un certo talento per essere alla loro prima esperienza. Adatti anche Robbie Coltrane (Rubeus Hagrid), e Richard Harris (Albus Silente). Non si può essere troppo soddisfatti di Daniel Radcliffe che, sebbene siano tutti d'accordo sul fatto che abbia proprio "la faccia da Harry Potter", è poco espressivo e non molto talentuoso.

Tuttavia, nonostante le pecche, il film risulta molto piacevole, emozionante e divertente, anche se si perde il valore del libro, e diventa un filmetto per bambini. Benché spesso ci si lamenti di come un film tratto da un libro riesca a stravolgere completamente la storia, anche una trasposizione troppo fedele riesce a danneggiarla. Il cinema e la letteratura sono due forme d'arte diverse, e non è facile rendere sullo schermo ciò che è scritto in un libro; forse se Columbus si fosse allontanato solo un po' dalla storia, avrebbe risolto queste difficoltà. Un film quindi, tecnicamente molto ben fatto, ma psicologicamente poco approfondito.
Il pubblico, almeno quello infantile, ha comunque apprezzato, e il suo giudizio si può anche evincere dalle vendite dei gadgets usciti, e dall'incremento della vendita dei libri. E quest'ultima cosa è uno dei pregi maggiori della saga della Rowling: aver riavvicinato i bambini di tutto il mondo alla lettura e alla letteratura fantasy.

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