The Fast and the Furious, 10 cose che ne fanno un cult del cinema action

A quindici anni dal primo "go", il primo Fast and Furious resta una fiammante auto da corsa che non necessita neanche di un cambio d'olio. Vi spieghiamo perché il film di Rob Cohen è, ancora oggi, un cult dello street racing.

The Fast and the Furious, 10 cose che ne fanno un...
The Fast and the Furious

2001 – Azione
3.1 3.1

"Non importa se vinci di un chilometro o di un centimetro, l'importante è vincere". Un po' filosofo, un po' criminale, Dominic Toretto è il personaggio interpretato da Vin Diesel in uno dei più grandi cult del cinema ad alta velocità: The Fast and the Furious. Uscito nelle sale americane il 22 giugno 2001, l'action di Rob Cohen nasce da un articolo del magazine Vibe sulle corse clandestine a New York: elemento chiave di un'opera che aggiorna in versione street classici del genere come Bullitt e Giorni di tuono.

Nella assolata California il poliziotto Brian O'Conner (Paul Walker) si infiltra nella crew di Toretto per indagare su una serie di furti ad autotreni carichi di merci di valore. Una trama che richiama l'action anni '80 ma ricca di personaggi accattivanti, macchine da urlo, incredibili scene d'azione e un pizzico di ironia. Veri e propri punti di forza di The Fast and the Furious, l'indimenticabile primo episodio di un franchise che tra sequel, videogame e parchi a tema oggi supera i tre miliardi di dollari di valore. Lo straordinario successo trae origine dall'action ideato da Rob Cohen: una fiammante auto da corsa che, a quindici anni dal primo "go", non necessita neanche di un cambio d'olio. In occasione del ritorno di Fast and Furious nelle sale americane il prossimo 22 giugno, andiamo allora a scoprire le 10 caratteristiche fondamentali che lo rendono un cult del cinema action.

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1. Tre carriere allo Start

The Fast and the Furious: signore ad alta velocità

Dopo aver preso parte a Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg e Pitch Black di David Twohy, Vin Diesel raggiunge il successo mondiale nei panni di Dominic Toretto; il personaggio che, prima della trilogia di Riddick e della saga dei Guardiani della Galassia, lo trasforma in un'icona dell'action contemporaneo. Altrettanto significativa è la scelta della star femminile del film: Michelle Rodriguez che, nelle aggressive vesti di Letty, raccoglie l'eredità di antesignane del genere come Sigourney Weaver e Jamie Lee Curtis. Resident Evil, S.W.A.T. Squadra speciale anticrimine, Avatar, Machete e la serie Lost sono alcuni dei cult della dura di Hollywood Michelle Rodriguez, che a partire dal quarto capitolo di Justin Lin, fa il suo rientro nel franchise. Brillante ma tragicamente interrotta da un incidente il 30 novembre 2013 è invece la carriera di Paul Walker, caratterizzata da commedie romantiche come Un amore sotto l'albero, thriller al cardiopalma come Running e film d'autore come Flags of Our Fathers.

2. La prima corsa di Dom e Brian

The Fast and the Furious: in scena Vin Diesle e Paul Walker

"Guidi come un esperto. Che fai l'autista nelle rapine?". Dopo aver perso la gara contro Dom, Brian si guadagna il rispetto del boss della crew "salvandolo" dalla polizia. Un gesto che, anticipando il passaggio di O'Conner da infiltrato a membro ufficiale della famiglia Toretto, segna l'inizio di una delle amicizie più forti della storia del cinema. In Fast and Furious nasce il legame tra Dom e Brian, due rivali che diventano prima amici e poi fratelli. La scomparsa di Paul Walker non solo pone la parola fine a una delle coppie più amate degli anni duemila ma chiude tragicamente un rapporto di amicizia iniziato dodici anni prima sul set di Fast and Furious. Un epilogo amaro addolcito dalla possibilità di rivederli sfrecciare sulle loro Dodge Charger e Mitsubishi Eclipse nella prima indimenticabile corsa del franchise.

3. Una storia d'amore a quattro... ruote

The Fast and the Furious: Paul Walker e Jordana Brewster in una scena

In Fast and Furious Rob Cohen crea le basi per due delle storie d'amore più appassionanti del cinema action. Sono passati quindici anni da quando "Brian Earl Spilner", o il cosiddetto Mr. Arizona, entra nel Toretto's Market Café per infiltrarsi nelle losche attività del suo brusco proprietario e flirtare con sua sorella Mia (Jordana Brewster): "Tu spezzagle il cuore e io ti spezzo il collo", lo avverte Dom quando intuisce un sentimento tra i due. Un savoir-faire utilizzato anche da Letty per allontanare due ragazze attratte dal suo uomo: "Voglio una donna 80% diavolo e 20% angelo", esordisce Dom conquistando la più tosta del gruppo. Oltre a Mia e Letty nel cuore di Brian e Dom ci sarà spazio (limitato) amche per altre Fast Girls ma, alla resa dei conti, entrambi i protagonisti finiranno tra le braccia del primo amore.

4. Un action per tutti i gusti

The Fast and the Furious: una scena d'azione del film

Fast and Furious è un trionfo di adrenalina e auto da corsa che diverte il pubblico maschile ma non lascia indifferente il gentil sesso, sedotto dal fascino dei protagonisti e dall'interessante commistione di generi. Abbandonando lo stereotipo machista, Rob Cohen dà nuova linfa al cinema action rendendolo spettacolare, ironico e sorprendente. Dimenticate i vari Commando, Rambo e Danko, Fast and Furious è rivoluzionario perché destinato a un pubblico trasversale. Il cinema d'azione si evolve in intrattenimento allo stato puro: un punto di forza che rende il primo capitolo della saga appetibile per tutti.

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5. Il passato di Toretto

The Fast and the Furious: Paul Walker e Vin Diesel in scena

Nonostante la trama di Fast and Furious sia incentrata principalmente su Brian O'Conner non è difficile intuire chi sia il vero protagonista della storia: Dominic Toretto, l'antieroe interpretato da Vin Diesel in ben cinque dei sette capitoli del franchise. Un personaggio misterioso di cui Rob Cohen svela il passato turbolento in una delle sequenze chiave del film. A sedici anni Toretto, dopo aver attaccato con violenza il responsabile della morte del padre, viene escluso dal mondo delle corse e condannato a un periodo di detenzione in riformatorio. Inizia così a frequentare le corse clandestine e crea una crew dedita ad attività illecite ma fedele a valori come la famiglia e la religione. Nei successivi film gli autori approfondiranno il lato action di Dom Toretto trascurando le sfumature drammatiche della sua vita, rivelate solo nel primo indimenticabile Fast and Furious.

6. No Rule(s), no party

The Fast and the Furious: Vin Diesel, Paul Walker e Michelle Rodriguez in una scena del film

Tra i punti di forza di Fast and Furious c'è la spettacolare colonna sonora composta da artisti della scena rap/hip-hop come R. Kelly, Limp Bizkit e Ja Rule, che recita nei panni di Edwin, uno strafottente pilota di corse clandestine. A partire da 2 Fast 2 Furious Rule viene sostituito dal rapper Ludacris, che diventa un regular del franchise nei panni di Tej. Nonostante di Ja Rule non si ricordi più nessuno, la potente soundtrack dà una marcia in più al film arricchendo la spettacolarità delle sequenze action. Prima tra tutte il finale in cui Brian infrange la legge per permettere a Dom di sfuggire in Messico. Un epilogo che, senza l'iconica Furious, non sarebbe la stessa cosa.

7. Il realismo dell'azione

The Fast and the Furious: una spettacolare scena d'azione del film

Il franchise di Fast and Furious è caratterizzato da scene d'azione che sfidano qualsiasi legge di gravità. Come dimenticare il salto del ponte di Brian e Roman in 2 Fast 2 Furious? Quattordici anni prima di lanciarsi dai grattacieli di Abu Dhabi a bordo di una fiammante Lycan Hypersport in Fast & Furious 7, Dom e Brian divertono ed emozionano il pubblico mondiale con sequenze altrettanto spettacolari ma più credibili. L'azione nel Fast and Furious di Rob Cohen è reale e non sovrastata dal CGI: le macchine sfrecciano ad alta velocità dando vita a scene che tolgono il fiato. Primo tra tutti il momento topico in cui Brian e Dom saltano sui binari con il treno in arrivo. Questa sì che è vera azione...

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8. L'ultimo traguardo di Rob Cohen

The Fast and the Furious:  Paul Walker in una scena del film di Rob Cohen

Prima di Fast and Furious, Rob Cohen dirige interessanti opere di genere come Dragon: la storia di Bruce Lee (omaggiato nella sequenza in cui la crew di Toretto guarda proprio il cult con Jason Scott Lee) e il thriller The Skulls - I teschi. Il successo al box office lo porta a rinunciare a 2 Fast 2 Furious per xXx, lo scult dell'action che vede Vin Diesel e Asia Argento nei panni di due improbabili agenti segreti. Abbandonato sul nascere il franchise con Xander Cage, il regista realizza Stealth - Arma suprema, la versione trash di Top Gun, e porta al fallimento la saga de La mummia con il terzo mediocre capitolo. Alex Cross - La memoria del killer segna il suo ritorno al thriller ma il risultato è il peggior film tratto dai romanzi di James Patterson. Un insuccesso ripetuto anche con Il ragazzo della porta accanto, una sorta di Attrazione fatale a tinte rosa con Jennifer Lopez e Ryan Guzman. Stendendo un velo pietoso sulla svolta di uno dei più apprezzati registi action degli anni '90, Fast and Furious rappresenta l'ultimo grande traguardo di Rob Cohen.

9. Un ingranaggio che non smette di funzionare

The Fast and the Furious: Vin Diesel e Paul Walker in un momento di tensione fra loro

Negli ultimi quindici anni la spettacolarità delle immagini ha fatto passi da gigante, rendendo alcuni action del passato irrimediabilmente datati. Il cult di Rob Cohen è però un caso più unico che raro e si è rivelato immune allo scorrere del tempo. Il merito è della sceneggiatura di Gary Scott Thompson, Erik Bergquist e David Ayer e della regia di Rob Cohen, adrenalinica ma mai sopra le righe come quella di Justin Lin e James Wan. Il primo Fast and Furious è attuale nella rappresentazione dei personaggi, nella costruzione delle sequenze d'azione e nella riproposizione del mondo delle corse, finora raccontato dalla settima arte con altalenante successo. Fast and Furious è la dimostrazione che gli ingranaggi perfetti non smettono di funzionare mai.

10. È auto...conclusivo, ma anche no!

The Fast and the Furious: Vin Diesel e Michelle Rodriguez in un momento intimo del film

Chi ama gli action ma non condivide la logica dei sequel può tralasciare i successivi sei capitoli e gustarsi Fast and Furious come un'avventura auto-conclusiva: Brian si redime dal tradimento dando a Dom la possibilità di scappare. Un happy ending rimarcato dalla sequenza post-credits che, invece di regalare succose anticipazioni su un ipotetico sequel, sottolinea la fine della storia. Dom, veloce come il vento, fugge in Messico sulla sua fiammante auto rossa: "Vivo la mia vita a un quarto di miglio alla volta, non mi importa niente dei soldi, della squadra o dell'officina... per quei dieci secondi io sono libero!". Nonostante Dom torni più volte a sfrecciare al fianco dei suoi amici, è emozionante ricordare lo spirito ribelle di Fast and Furious. Un'opera che, a distanza di quindici anni dalla release, resta un intramontabile cult del cinema action.

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