Speciale Star Wars – parte 2: 10 personaggi indimenticabili che colpiscono ancora

Fondamentali o secondari che siano, alcuni protagonisti dell'epopea di George Lucas hanno fatto particolarmente breccia nei cuori degli spettatori. A volte grazie al loro carisma, altre attraverso la loro evoluzione, oppure in maniera del tutto imprevedibile. Nella seconda parte del nostro speciale, cerchiamo di capire chi sono e perché non sono mai andati via.

Speciale Star Wars – parte 2: 10 personaggi...
Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford sono Luke, Leia e Han

Dentro lo spazio sconfinato c'è qualsiasi cosa: pianeti, satelliti, meteoriti. Il fascino sublime dell'infinito che abbraccia la paura della morte. Sarà per questo che dentro ad un'affollata space opera di nome Star Wars e al suo enorme universo narrativo quell'esploratore di George Lucas ha disseminato anche stelle luminose per cui tifare e buchi neri da cui venire ammaliati, ovvero caratteri opposti e complessi, persone di ogni specie, ordine, ceto sociale. Una serie di personaggi diversi tra loro con peculiarità individuali uniche, alcune ben approfondite, altre legate solo a pochi attimi o persino al semplice aspetto. È anche grazie a tutti loro che questa saga stellare è così stratificata nei generi, un'epopea camaleontica che cambia al variare del punto di vista adottato.

Guerre stellari: una foto dal set

Pura e smaliziata avventura se pensiamo ad Han Solo, vissuta come percorso epico nei panni di Luke Skywalker, concepita come dramma shakespeariano attraverso la maschera severa di Darth Vader. E ad ogni strato, ad ogni piano, corrisponde anche un diverso livello di lettura che definisce per forza di cose anche noi spettatori. Siamo esperti studiosi di galassie, nostalgici affezionati di un vago ricordo oppure fugaci appassionati di duelli a suon di spade laser. Basta fare un sondaggio rapido tra i nostri amici per capire che c'è chi ha amato Star Wars alla follia, analizzandolo nei minimi particolari e imparando a memoria ogni suo albero genealogico, e chi, invece, si è limitato ad apprezzarlo in maniera più superficiale, come puro prodotto d'intrattenimento. Sono approcci diversi, ma dotati di uguale dignità, perché rispondono a gusti, sensibilità ed età diverse.

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Eppure c'è una cosa che ci lega tutti. Chiunque di noi si è immedesimato in un personaggio della saga, riconoscendosi in qualcuno di questi destinatari della nostra stima e della nostra ammirazione dura a morire. Anche sotto cappucci, maschere e accecanti spade laser siamo stati in grado di specchiarci in capitani di ventura, droidi, wookie, jedi e sith, stretti da una fitta rete di legami, alimentati da rivalità, amore e amicizia. Perché se quella galassia lontana lontana si è così avvicinata al grande pubblico è soprattutto merito loro. E allora, in attesa dell'evento chiamato Star Wars: Il risveglio della forza, abbiamo deciso di andare a trovarli ancora, evitando ardite classifiche e scansando i detriti della creatività lucasiana (si, Jar Jar, stiamo parlando di te). La Forza di Star Wars non è magia, non sarà il puro potere, ma qualcosa che scorre potente in ognuno di questi personaggi.

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Se spara per primo, è Han Solo

Il ritorno dello Jedi: Harrison Ford in una scena

Fosse per lui, Star Wars sarebbe una commedia d'avventura. Nessun dilemma esistenziale, nessuna introspezione, solo battute ad effetto e peripezie ardite a bordo del Millenium Falcon. A lui non importa la destinazione, ma il tragitto. Forse questo non lo sa, e non sarebbe felice considerandone lo spirito libero, ma Han Solo è il padre putativo di gente come Indiana Jones e Star-Lord. Si, perché lo scapigliato contrabbandiere dovrebbe assumersi la responsabilità di aver dato vita all'archetipo umanizzato dell'intrattenimento più spensierato e irresistibile, grazie ad un animo ribelle e sfacciato che se ne frega di regole, obblighi e perbenismo. Un mercenario strafottente venuto fuori da un Far West futuristico di cui sembra il padrone assoluto ed illegittimo. Ottimo pistolero e disinvolto freddurista, il nostro Han è l'eccezione che non vuole conoscere regole. Se lo amate, non diteglielo. Lo sa già.

Chewbecca: salvi per un pelo

Guerre stellari: Chewbecca in una scena del film

Su una cosa non si discute: il migliore amico dell'uomo è lo Wookie, curiosa e indomita creatura proveniente dal pianeta cacofonico di Kashyyyk. Il popolo degli alberi è composto da esseri pacifici ma determinati quando c'è da combattere e farsi valere per buoni principi da difendere. Longevi e coriacei come arbusti, gli Wookie vengono schiavizzati e sfruttati dall'Impero, ma tra le fila di una razza ferita si staglia la sagoma imponente di uno dei pochi ancora in libertà: Chewbecca (o Chewbacca in originale). Difficile chiamarlo col suo vero nome, senza preferire l'affettuoso diminutivo "Chewbe" (Chewie in originale) usato da Han solo, perché la grandezza di questo personaggio affabile trascende la stazza imponente e risiede in un'ingenuità di fondo che lo rende un cuore puro costretto a combattere una guerra stellare. In mezzo a blaster, raggi e spade laser, la sua fidata balestra "vecchio stile" esprime una natura primordiale da uomo delle nevi d'altri tempi, un animo pacifico che si batte per la sopravvivenza e mai per il piacere di farlo. Il verso stridente e la sua innata capacità di fare sempre la cosa giusta al momento giusto lo rendono una spalla rassicurante su cui poggiarsi, un essere bonario degno di applausi e di abbracci. I tuoi 2 metri d'altezza non ci scoraggeranno mai, Chewbe.

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C-3PO e R2-D2: gli inossidabili

R2D2 e C-3PO in Guerre stellari

Un po' Uomo di latta de Il mago di Oz, un po' "figlio illegittimo" dell'androide di Metropolis, C-3PO è un droide protocollare dalle movenze impacciate e dalla conoscenza sterminata che si presenta così: "Relazioni umane - cyborg". Una specie di torre di Babele ambulante, dentro cui risiede la conoscenza di sei milioni di lingue e forme di comunicazioni, che funge da collante indispensabile tra le varie creature della saga di Star Wars. Il robot creato dal piccolo Anakin ci viene mostrato in ogni fase della sua "crescita", ovvero nei vari passaggi della sua costruzione: da rottame a scintillante essere dorato. Gentile e fedele, C-3PO è anche noto per il suo software codardo a cui pone rimedio l'immancabile RD-D2, il droide dolce ed impavido, rotondo ma armato di coraggio, che si lancia nelle situazioni più disperate con una nonchalance a dir poco eroica. C-3PO e R2-D2 sono personaggi assolutamente complementari e osmotici: il primo prudente e logorroico, il secondo istintivo e risolutore, grazie al mitico braccio estensibile che apre tutto e risolve ogni cosa. Coppia inossidabile e indissolubile.

Luke Skywalker: l'eroe in-consaoevole

Mark Hamill imbraccia la spada laser ne Il ritorno dello jedi

Il giovane puro chiamato a grandi cose. Il contadino di Tatooine catapultato di colpo in qualcosa di molto più grande di lui. La vicenda di Luke Skywalker, in maniera in parte simile a quella di Anakin, segue una parabola da eroe classico, in bilico tra tragedia ellenica e copione fantasy. Luke vive il più classico dei viaggi di formazione, passando per la figura inevitabile del mentore e da una serie di scoperte sul mondo che di fatto ne fanno il personaggio più vicino al pubblico. Come lui, anche noi subiamo le tante rivelazioni e i ribaltamenti che smuovono la storia di Star Wars; assieme a lui viviamo un percorso di consapevolezza dolorosa, durante il quale Luke scopre di poter essere il nemico che stava combattendo (ovvero l'assassino di suo padre) e di poter amare sua sorella. Il giovane Skywalker vive tutta l'avventura sospeso tra il dovere di imparare la buona condotta jedi e le pulsioni del cuore che potrebbero farlo cadere in errore. Ed è così che l'eroe angelico viene invitato a scendere negli inferi. "Disimparare tu devi", gli urla Yoda. In molti, invece, avranno imparato dal suo coraggio di guardarsi dentro, di entrare nelle caverne di se stesso.

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Oltre lo stereotipo: Leia

Carrie Fisher è Leia Organa in Guerre Stellari

La principessa da salvare? No. Ne avevamo già abbastanza nel 1977. Leia è prima di tutto una persona da proteggere, non in quanto donna in pericolo, ma come preziosa figlia di Anakin Skywalker da preservare, tanto quanto Luke. Sgretolando subito ogni stereotipo, Guerre stellari si apre con una principessa che ha salvato un piano fondamentale per sventare i piani imperiali, e che per prima affronta faccia a faccia il grande nemico Darth Vader. È evidente come attraverso Leia, Lucas abbia voluto sfidare una visione sessista, talvolta cadendo persino in contraddizione. Leia è l'oggetto del contendere tra Luke e Han, è la donna schiavizzata con abiti succinti dal ripugnante Jabba The Hutt, ma è soprattutto colei che poi strangola con le sue mani l'orrendo carnefice e che salva l'amato Han dalla prigione di grafite. In lei c'è una risolutezza che va oltre il bell'aspetto, assieme alla sprizzante indipendenza di chi si sa difendere anche non avendone bisogno. Un paio d'anni prima di Ellen Ripley, lo spazio aveva già la sua combattente.

Breve ma intenso: Boba Fett

Una notorietà inversamente proporzionale al minutaggio. Un amore sconsiderato alimentato da una presenza sullo schermo a dir poco irrisoria che non ne ha intaccato la leggenda. Questa è la curiosa storia che circonda il personaggio di Boba Fett, individuo misterioso e meravigliosamente marginale, diventato nel corso degli anni un vero s-oggetto di culto tra gli amanti di Star Wars (ricorrente protagonista di fumetti e romanzi a lui dedicati). Il cacciatore di taglie più spietato della galassia ha probabilmente fatto breccia nei cuori di tanti per via del suo aspetto.

Rispetto ai classici Stormtrooper tutti uguali tra loro, Boba Fett ha una mira migliore (ma va?), una fredda efficienza, un jetpack da supereroe e soprattutto un look meno asettico e impersonale. In effetti, pur essendo mascherato, Boba Fett riesce ad esprimere una personalità che lo fa distinguere dagli altri seguaci di Darth Vader (che arriva persino a lodarne le doti). Sarà quindi per il casco scalfito, per il mantello logoro, che è facile immaginare una storia alle spalle del nostro. Ma forse, il mistero assoluto è la natura stessa del suo fascino. Un'attenzione da parte del pubblico che Lucas non ha trascurato facendoci conoscere il piccolo Boba Fett in Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni, dove da bambino già dotato di uno sguardo inquieto e inquietante, lo vediamo assistere alla morte di suo padre Jango Fett. Per tutti questi motivi il sicario galattico è diventato una mascotte della saga, giudice silenzioso che divide i fan occasionali dai grandi appassionati.

Obi Wan Kenobi: ligio al dovere

Alec Guinness è Obi-Wan Kenobi in Guerre Stellari

Talvolta la saggezza non è questione d'età, perché a renderci più risoluti sono le responsabilità e i doveri che ci vengono affidati lungo la strada. Obi Wan Kenobi lo sa bene ed è per questo che quell'aria avventata e sarcastica, assai evidente ne La minaccia fantasma, scompare pian piano subito dopo il suo passaggio da padawan di Qui-Gon Gin a maestro di Anakin. Da allora, anche se ancora in giovane età, in Obi Wan emerge un profondo senso del dovere nei confronti del suo ruolo e del suo allievo. Attento ad ogni mossa di Skywalker, il jedi sviluppa un grande equilibrio, tale da renderlo un cavaliere esemplare e quasi impeccabile.

Ewan McGregor in una sequenza del film Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith

Quasi, perché sul suo curriculum e sulla sua coscienza graverà sempre la grande macchia del passaggio di Anakin al Lato Oscuro. Una sconfitta personale che ferirà Obi Wan nell'orgoglio ma non gli impedirà di porvi rimedio iniziando anche Luke alle vie più benevoli della Forza. Il volto nobile di Ewan McGregor e la presenza scenica di Alec Guinness hanno reso onore ad un personaggio fiero, simbolo della lealtà e dell'affidabilità. Un buon cuore da non disturbare, perché con la spada laser il caro Ben (questo il suo nome sotto copertura) ha posto fine a gente come Darth Maul e messo in ginocchio persino Darth Vader.

Il male contagioso: Darth Sidious/Palpatine

Star Wars - Episodio III: Palpatine in una scena

Da senatore, il caro, vecchio Palpatine ha ben imparato l'arte del farsi portavoce. Ebbene, sotto quel volto aristocratico e autoritario, si nasconde il miglior rappresentante del Male, il delegato ufficiale del Lato Oscuro della Forza. Al di là della retorica metafora politica (poco riuscita), l'oscuro Signore dei Sith incarna alla perfezione le dinamiche attraverso cui il male è capace di agire e corrompere. Per prima cosa attraverso l'aspetto ingannevole. Nei panni di Palpatine appare come individuo rispettabile, mentre il vero Darth Sidious è forse più inquietante di Darth Vader, con un cappuccio che nasconde un mento e una bocca dai tratti innaturali. Mellifluo e viscido, Darth Sidious ci insegna che la Forza non è solo una guida da cui essere ispirati, ma anche puro potere da sfruttare a proprio vantaggio. Un insegnamento che procede solo attraverso le parole di un demonio tentatore, che contamina prima Anakin e poi istiga Luke a cedere. Un abile burattinaio che sta a guardare mentre instilla negli altri un germe virale che contamina e corrode.

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Yoda: la piccola grandezza

Mark Hamill in una scena de L'impero colpisce ancora

Rivoluzionare l'immaginario e crearne uno proprio. Questa è stata una delle più grandi missioni riuscite a Star Wars. E Yoda ne è il suo più autorevole portavoce. Un folletto rinsecchito dall'aria vagamente svampita che, invece, nasconde dentro pochi centimetri una statura morale quasi inarrivabile. Attraverso lo sguardo socchiuso ma vigile del grande Maestro Jedi, Lucas va oltre l'aspetto, per fare dello spirito l'essenza più autentica di ogni individuo. Non a caso vestito con abiti monastici, Yoda è un personaggio avvolto da una sacralità terrena, mai dogmatica, ma pragmatica. Il maestro è una guida costante che illumina attraverso preziosi consigli e non dà mai nulla per scontato, pesando ogni azione, pensando ogni conseguenza. Tra gli atti di coraggio più controversi della nuova trilogia, c'è senza dubbio quello di averci restituito uno Yoda diverso dal solitario eremita morente conosciuto in L'impero colpisce ancora. Yoda è anche un pensatore capace di agire, un filosofo che sa anche combattere. Dalla parola alla spada cambia poco. Un personaggio dotato di grande dignità e carisma che ammaliati per sempre ci ha.

Lo strazio, l'abisso e la redenzione: Anakin Skywalker/ Darth Vader

Hayden Christensen in una sequenza del film Star Wars ep. III - La vendetta dei Sith

Potrebbe anche stare zitto e dire tutto. Basterebbe quell'armatura respingente che sembra fuoriuscita dal petrolio, a metà strada tra cavalieri medievali e samurai giapponesi, oppure la Marcia Imperiale che ne accompagna i passi. O forse soltanto il respiro innaturale, un soffio di fatica e di minaccia, chiuso dentro una maschera disumana che da una parte nasconde l'individuo, dall'altra manifesta la sua effettiva scomparsa.

Darth Vader in una celebre scena de L'impero colpisce ancora
La locandina di Star Wars ep. I - La minaccia fantasma

Darth Vader è diventato l'icona assoluta del male, ma non il male assoluto. La grandezza del villain dei villain risiede proprio nell'evoluzione umana che Lucas gli concede, degna del più classico degli eroi tragici. Un percorso che parte da pura e spietata furia omicida e poi si evolve in tentazione malefica nei confronti di Luke, sino alla definitiva redenzione. Poi, la tanto bistrattata trilogia prequel arriva sugli schermi, e Darth Vader diventa di fatto il vero protagonista dell'esalogia stellare.
Il teaser poster con il piccolo Anakin Skywalker che proietta l'ombra di Vader sulla casa di Tatooine è senza dubbio tra le cose più bella de La minaccia fantasma, perché racchiude il senso di tutti i primi tre episodi. Lucas fa di Anakin una tela sulla quale disegnare l'ascesa del male; una graduale scalata fatta di tentazioni, rabbia, vendetta, rimorsi ed egoistico amore. Per questo Darth Veder, più forte persino della fiacca prova di Hayden Christensen, incarna il tormento di un nemico in lotta contro se stesso, analizzato in ogni passo e motivazione che lo ha condotto sull'orlo e dentro un abisso poi risalito. Lucas ha destrutturato il Male, lo ha prima mostrato solido e imperterrito, e poi fatto a pezzi (letteralmente) e ricostruito. Il risultato è un buco nero umano che fa paura, perché può essere dentro chiunque.

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