Rosemary's Baby in 4K UHD, la recensione: così il film di Polanski è ancora più inquietante

La recensione di Rosemary's baby - Nastro rosso a New York in 4K UHD: l'edizione Plaion per il 55° anniversario del film di Polanski regala un video molto inquietante. Meno convincente l'audio italiano, buono quello inglese. Peccato per la totale mancanza di extra.

Rosemary's Baby in 4K UHD, la recensione: così il film di Polanski è ancora più inquietante

In occasione del suo 55° anniversario, Rosemary's Baby approda nel mondo del 4K UHD. Grazie a un restauro firmato Paramount e a un'edizione distribuita da Plaion Pictures, l'inquietante film diretto da Roman Polanski nel lontano 1968, e basato sul romanzo di Ira Levin, non solo è proposto nel miglior formato video disponibile, ma vanta per la prima volta l'aspect ratio originale 1.85:1 rispetto al precedente 1.78:1 dell'edizione Blu-ray, presente comunque anch'essa nell'edizione a due dischi oggetto di questa recensione.

Rosemary's Baby: un primo piano di Mia Farrow
Rosemary's Baby: un primo piano di Mia Farrow

È l'occasione giusta per scoprire questo horror psicologico, o rivederlo come mai si era visto prima, che racconta di Rosemary Woodhouse (Mia Farrow), giovane che si trasferisce con il marito a New York presso un antico edificio e rimane incinta. La famiglia ha delle difficoltà economiche causa il lavoro precario di lui, ma ben presto tutto si sistema e il marito ha un improvviso successo professionale. Nel contempo però la ragazza è circondata da vicini sempre più invadenti e impiccioni, e soprattutto la sua gravidanza presenta problemi sempre maggiori che la rendono via via più paranoica.

Con il video 4K atmosfere ancora più suggestive

Rosemarys Baby 4K
L'edizione 4K UHD di Rosemary's Baby

Plaion presenta la nuova edizione con un'elegante slipcover con all'interno l'amaray con i due dischi. Una cosa è certa: anche se nel video 4K UHD la differenza rispetto al blu-ray non è abissale come in altri prodotti, Rosemary's baby - Nastro rosso a New York non si era mai visto così bene. Gli aspetti più significativi sono sicuramente un contrasto migliorato e un upgrade nel bilanciamento della luminosità, con bianchi più puliti e neri più profondi, ma c'è anche una buona visibilità dei dettagli nelle ombre e negli angoli più bui. Il tutto con una grana perfettamente conservata, molto presente ma sempre naturale.

Rosemary's Baby: un momento del film
Rosemary's Baby: un momento del film

Se i miglioramenti rispetto al blu-ray non sono eclatanti, questo è in gran parte dovuto alla fotografia originale dell'epoca e all'utilizzo di filtri di diffusione e obiettivi grandangolari, per un stile che puntava a creare un'atmosfera dai toni onirici, morbosi e decisamente inquietanti. Pertanto quel costante effetto soft se lo porta dietro anche il 4K, che in ogni caso riesce a migliorare il dettaglio.

Basta vedere i mobili dell'appartamento, gli abiti dei protagonisti, gli oggetti e gli stessi primi piani: tutto è molto curato anche se altri 4K mostrano un dettaglio sicuramente più incisivo, ma è indubbio che resta una sensazione di morbidezza e di immagini sfocate che però, come detto, è puramente dovuto al girato originale e alle intenzioni degli stessi realizzatori. Più preciso anche il croma con maggior intensità dei colori primati, con rossi più profondi, blu energici e verdi molto vivaci.

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Audio italiano così così, ottimo l'inglese. Ma non ci sono extra

Rosemary's Baby: Mia Farrow e John Cassavetes in una scena del film
Rosemary's Baby: Mia Farrow e John Cassavetes in una scena del film

Meno convincente invece il reparto audio, quantomeno per quanto riguarda l'italiano, che è rimasto in un Dolby Digital 1.0 che offre giocoforza un ascolto piuttosto limitato e poco avvincente, molto chiuso e compresso, con dialoghi piatti e spazialità nulla. Tra l'altro in alcuni momenti si registra qualche leggero fruscio in sottofondo, anche se per gran parte del film la traccia è pulita e l'ascolto nel complesso resta sufficente.

Rosemary's Baby: Ruth Gordon in una scena del film
Rosemary's Baby: Ruth Gordon in una scena del film

Molto meglio la traccia inglese in Dolby TrueHD 2.0, che oltre a dialoghi dal timbro più deciso e più estesi in frequenza, trasmette in modo decisamente più efficace il sound design piuttosto particolare del film, che fonde i suoni ambientali normali della quotidianità con effetti che rendono l'atmosfera ricca di tensione. Anche la colonna sonora di Krzysztof Komeda è più corposa e avvolgente, ed esalta la sua vena inquietante grazie anche a un certo peso dei bassi. Purtroppo c'è la brutta sorpresa di non trovare nessun extra, nemmeno sul disco blu-ray. Un vero peccato.

Conclusioni

Come abbiamo visto nella recensione di Rosemary’s Baby - Nastro Rosso a New York in 4K UHD, la nuova edizione permette di apprezzare come mai prima il film di Polanski grazie a un upgrade video evidente, che deve fare i conti con i limiti del girato dell’epoca, ma che regala immagini ancora più inquietanti. Solo sufficiente l’audio italiano, buono l’originale. Peccato per la totale mancanza di extra.

Movieplayer.it
3.5/5

Perché ci piace

  • Il video 4K è un evidente upgrade per quanto riguardo dettaglio, contrasto e luminosità.
  • Le immagini sono ancora più suggestive anche se bisogna fare i conti con una fotografia molto particolare.
  • L’audio inglese è di buonissima fattura.

Cosa non va

  • L’audio italiano, pur sufficiente, ha dei precisi limiti.
  • L’assenza di extra è una brutta sorpresa.