Recensione The Target (2014)

Forte del grande successo di botteghino ottenuto in patria, il remake firmato Chang arriva fuori concorso al 67. Festival di Cannes.

Recensione The Target (2014)

Un uomo, ferito da un proiettile, fugge da due individui armati fino ai denti che lo inseguono sotto la pioggia e nel pieno della notte. Quando ormai sembra non avere più speranze, un'auto lo investe richiamando l'attenzione di curiosi e l'arrivo dei soccorsi. Portato di urgenza all'ospedale, viene salvato in extremis una seconda volta, questa volta da un medico, Tae-jun, che riesce a sventare un tentativo di omicidio da parte di una figura misteriosa.

Una volta tornato a casa dalla moglie incinta, Tae-jun crede di essersi lasciato questa brutta storia alle spalle ed è pronto a godersi il suo giorno di riposo, ma viene attaccato all'interno della sua stessa casa da un uomo incappucciato che lo mette ko e gli rapisce la moglie. Al suo risveglio Tae-jun viene contattato dal rapitore che gli chiede di tornare in ospedale e a sua volta rapire Yeo-hoon, l'uomo che aveva curato durante la notte, e portarlo in salvo fuori dall'edificio.

Bersaglio mortale

The target: una concitata scena d'azione del film

E' una missione ancora più complicata di quello che può sembrare, perché l'uomo in questione è un sorvegliato speciale della polizia, che vede in lui il maggiore sospettato per un omicidio di un ricco imprenditore edile, ed in più è un ex mercenario, abile combattente e anche'egli alla ricerca della verità su quanto successo la notte precedente. Comincia così una complessa ricerca che porterà il mite dottore a stringere una inaspettata alleanza con il pericoloso Ye-hoon, deciso a non fermarsi davanti a nulla pur di fermare questa ingiusta caccia all'uomo, e vendicarsi di coloro che hanno colpito lui e la sua famiglia.

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Remake del thriller francese del 2010, Point Blank di Fred Cavayé, questo The Target (Pyo Jeok) prende strade decisamente più action e più vicine ai gusti del grande pubblico coreano che infatti sembra aver accolto molto positivamente questa seconda opera di Chang, facendone uno dei grandi successi dell'anno. Nel trasformare infatti Ye-hoon in un letale esperto di arti marziali si assicura un gran numero di scene spettacolari ed adrenaliniche tra cui un lunghissimo ed esplosivo showdown finale nella stazione della polizia.

Tanta azione, poca tensione

The target: una concitata scena del film

Quello che però manca al film è proprio l'aspetto thriller, la capacità (o forse la volontà) di saper costruire una benché minima tensione o un qualche sviluppo narrativo che non sia prevedibile fin dalla primissime scene. Troppo concentrato nel realizzare scene e personaggi sempre più estremi, combattimenti e coreografie sempre complesse, Chang dimentica quello che era il punto di partenza del film, sceglie di non approfondire praticamente nessun personaggio ma anzi sembra divertirsi nel renderli sempre più macchiette, più vicini a quelli che sono gli stereotipi del tipico cinema action orientale e di cassetta.

The target: Ryoo Seung-yong in una scena del film d'azione

Conclusione

Il risultato ottenuto da Chang con questa sua seconda pellicola è probabilmente quello voluto, ovvero un film più fracassone e spettacolare di quanto ci saremmo aspettati dal soggetto di partenza. Il pubblico coreano sembra certamente aver gradito, ma noi ci aspettavamo sicuramente di più.

Luca Liguori
Redattore
2.5 2.5
Cannes 2014
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