The Better Angels

2013, Drammatico

Recensione The Better Angels (2013)

Il racconto dell'infanzia di Abraham Lincoln e del rapporto con le sue due mamme, nel film di A.J. Edwards, ci presenta la grandezza di una personalità unica che fin dalla più tenera età ha mostrato un carattere forte e uno spirito indomabile.

The Better Angels

2013 – Drammatico
3.3 3.3

Non esiste, per la storia americana, figura politica più importante di quella di Abraham Lincoln, il presidente che nel 1865 abolì la schiavitù, portando una nazione ancora incerta sulla propria identità verso la democrazia. Non è un caso che si usi la parola "padre" per definire l'operato di uno statista che ha incarnato il ruolo di guida spirituale del popolo americano. Ecco perché la prospettiva scelta da A.J. Edwards, collaboratore e co-montatore di Terrence Malick dai tempi di The new world - Il nuovo mondo, per raccontare l'infanzia di Lincoln ci appare degna del massimo interesse. Nei giorni vissuti in Indiana, in una spoglia fattoria, alle prese con pericoli di ogni genere, sono stati gettati quei semi che poi sarebbero fioriti successivamente, trasformando il ragazzino timido e riflessivo a diventare un grande leader.

Figlio di Thomas e Nancy, due contadini senza istruzione, Abraham, insieme ai fratelli e al cugino, dimostra subito attitudine alla meditazione e per questo viene spesso rimproverato dal padre, che vorrebbe vederlo impegnato in attività più concrete. La madre, invece, percepisce in quel bambino una statura intellettuale non comune e si lega a lui in maniera profonda. Quando la donna muore, per Abraham il dolore è insopportabile. Lasciato a custodire la casa, assieme agli altri tre membri della famiglia, Abraham attende il ritorno del padre, andato in Kentucky a cercare una nuova moglie. La predestinata si chiama Sarah, vedova e madre di due figli. La donna, gentile ed affettuosa, stringe con lui un rapporto tenerissimo e sarà proprio lei a consigliare al marito di mandare Abraham a scuola e iniziare così un lungo cammino di gloria e successi, destinato però a chiudersi tragicamente.

L'albero della vita

The Better Angels: Diane Kruger in una suggestiva scena del film

Superato l'iniziale smarrimento che si prova vedendo un film che in tutto e per tutto ricorda lo stile di Malick e che quindi ci spinge ad interrogarci sul perché Edwards abbia voluto dirigere un'opera così marcatamente debitrice di un altro (e alto) modello, The Better Angels, già visto alla Berlinale 2014 e presentato al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile, si rivela invece come un affascinante e poetico racconto dell'infanzia di uno dei più grandi uomini della storia, che fin dalla più tenera età ha dimostrato di possedere un carattere e un'identità da leader. Viene quasi naturale sovrapporre la figura del piccolo Lincoln (il debuttante Braydon Denney), orfano addolorato dalla perdita dell'amatissima madre, ma rinato grazie al rapporto con la matrigna, a quella del grande statista interpretato da Daniel Day-Lewis nel film diretto da Steven Spielberg. Sono la forza di un carattere orgoglioso e indipendente, intelligente e saggio, i punti d'unione tra queste due immagini diverse, il ragazzino scalzo che corre per i prati e l'uomo maturo alle prese con un momento epocale della storia del suo Paese e a sua volta con la propria paternità. Icona definitiva di una nazione alla ricerca continua di un'identità certa, Lincoln diventa fonte d'ispirazione primaria per quei registi, come il già citato Spielberg e John Ford, che non hanno mai smesso di interrogarsi sul mito dell'America.

Due madri

The Better Angels: Brit Marling in una scena

Come detto The Better Angels concentra la sua attenzione sull'età giovanile del presidente americano e soprattutto sul rapporto con le sue due madri, quella naturale, Nancy, sognante e profondamente connessa alla natura, interpretata da Brit Marling e Sarah, la seconda moglie del padre, a cui presta il volto Diane Kruger, una bellissima vedova che accoglie i figli del coniuge come fossero propri e che instaura una relazione profondissima con un bambino che sente essere destinato a grandi cose. Le figure femminili in questione diventano quindi emblematiche di due momenti specifici della vita del protagonista, la nascita, caratterizzata da un legame quasi viscerale con la propria madre, donna che risponde ai bisogni fisici e alle esigenze del piccolo e quella della progressiva autonomia, quando l'identità del giovane Lincoln, ormai formata e pressocché definita, si mette alla prova con il mondo reale, con la scuola, con la vita (non a caso va fuori casa da solo per la prima volta).

Leggi anche il resoconto della conferenza stampa di A.J. Edwards e Diane Kruger a Berlino 2014

Due padri

Essenziale per la crescita del piccolo e per lo sviluppo del film, la presenza di due figure maschili diversissime tra loro eppure complementari; da una parte il padre, autoritario e dispotico, ma saldo nei suoi principi, tanto da spingere il figlio a dire di voler essere "forte" come lui, e il maestro, uomo non appartenente al nucleo familiare, quindi sconosciuto al bambino, che spinge Abraham a imparare a leggere, a farsi domande sul mondo, a guardare la realtà in modo diverso. E quando vediamo il piccolo Lincoln attonito di fronte alla visione di un gruppo di schiavi di colore, tenuti incatenati, non possiamo fare a meno di pensare che un qualche modo quella visione sarebbe stata fondamentale per la sua crescita, per la maturazione di un'ideale di libertà e democrazia, due cardini del suo pensiero politico, con cui avrebbe cominciato a familiarizzare proprio in classe.

Conclusione

The Better Angels: Jason Clarke in una scena

Dopo una falsa partenza, eccessivamente cristallizzata su un andamento narrativo lento, il film di Edwards si apre e si appoggia alla bellezza di uno sfolgorante bianco e nero, curati da Matthew J. Lloyd, e di ampi angoli di ripresa che ridimensionano la figura umana all'interno di una natura lussurreggiante. Slegato dal contesto storico in cui "classicamente" siamo abituati ad inquadrare Lincoln, The Better Angels ne mostra quindi gli aspetti più veri ed essenziali, legati tra loro in maniera lirica, procedendo per ricordi e momenti, parole sussurrate e immagini indimenticabili.

Recensione The Better Angels (2013)
Francesca Fiorentino
Redattore
3.5 3.5
Torino 2014
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