Recensione Striscia vincente (2012)

Il film spagnolo (in originale' The Pelayos') con Daniel Brühl, ispirato alla storia vera di una famiglia che studia come vincere legalmente al casinò, vanta cose buone ma è penalizzato da uno stile troppo vicino alle convenzioni americane del genere. Ora arriva in Italia direttamente in homevideo: il blu-ray è tecnicamente ottimo, ma quasi privo di extra.

Recensione Striscia vincente (2012)
Striscia vincente

2012 – Commedia
1.9 1.9

La roulette, la pallina che gira, truffe e dintorni. Di film del genere se ne sono visti tanti. Ora anche in Italia è finalmente possibile vedere Striscia vincente (in originale The Pelayos, film di produzione spagnola risalente al 2012), grazie all'uscita direct to video targata Koch Media. Il film diretto da Eduard Cortés è ispirato a una storia vera e vede protagonista una famiglia (appunto i Pelayos), il cui capostipite Gonzalo García (interpretato da Lluís Homar) scopre un metodo scientifico con il quale vincere alla roulette.

Per un malore non può più frequentare i casinò, ma coinvolge figli e famiglia, un gruppo guidato dal figlio Ivan (Daniel Brühl, il Niki Lauda di Rush), i cugini Marcos (Oriol Vila) e Alfredo (Miguel Ángel Silvestre) e l'amico Balón (Vicente Romero). Il team si dedica anima e corpo al progetto e tutti vi lavorano a tempo pieno: i Pelayos usano metodi statistici, analizzano la frequenza dei numeri estratti, studiano i vari tavoli di gioco, le loro più leggere inclinazioni e le caratteristiche, insomma utilizzano metodi legali per cercare di sbancare con pazienza i casinò e cambiare finalmente vita.

Dopo alcuni passi falsi, il metodo ingrana. Nel frattempo emergono anche alcune storie d'amore a complicare le cose: Alfredo intrattiene una pericolosa relazione con la croupier Ingrid (Blanca Suárez), mentre Iván si innamora della cinese Shui (Hui Chi Chiu). Intanto nel casinò frequentato dai Pelayos, il gestore denominato La bestia (Eduard Fernández) scopre che qualcosa non va e cerca in tutti i modi di ostacolare loro il cammino.

Scienza e statistica per sbancare il casinò

Lluis Homar in The Pelayos

Lo scopo è sempre quello: portare via più soldi possibili dai casinò grazie a quella pallina che gira sulla roulette. Però qui non vanno in scena truffe studiate nei dettagli o megapiani molto romanzati. Infatti ci troviamo di fronte a una storia vera (o quantomeno a una storia vera il film s'ispira) e a un preciso metodo scientifico e statistico per cercare di vincere in maniera lecita. Anche per questo siamo lontani dal glamour di Ocean's Eleven e derivati, ci sono meno luci e paillettes, fa tutto molto meno Las Vegas, se non altro per questioni geografiche. E la parte tutto sommato positiva del film di Eduard Cortés, è proprio quella dove il regista cerca di tenersi aderente alla realtà, senza fantascientifici progetti irrealizzabili, ma spiegando che il tentativo di vincere si basa solo su rigore, studio, logica e pazienza. Le perplessità nascono invece dallo stile e dalla messa in scena: alcune trovate di regia sono buone, ma poi Cortés sembra lasciarsi prendere la mano proprio nel tentativo di avvicinarsi a quelle atmosfere che Hollywood però sa rendere molto meglio.

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Lo stile rincorre Hollywood. E perde

Daniel Bruhl al tavolo da gioco in The Pelayos

Proprio per questo motivo, la confezione prende troppo la strada del cinema commerciale, e qui perde inevitabilmente il confronto. Sarebbe stato meglio smarcarsi in modo più netto, sottolineare maggiormente l'aspetto territoriale e più reale della storia. Proprio per rincorrere un certo stile, ci si dimentica infatti di approfondire lo spessore di alcuni personaggi, che restano inevitabilmente piatti. Sia chiaro, come abbiamo già sottolineato, il film vanta alcuni aspetti positivi. Pur con qualche flessione, il senso del ritmo è soddisfacente, la storia tutto sommato accattivante, la colonna sonora piacevole e le interpretazioni abbastanza buone (e Daniel Brühl sembra a suo agio in qualsiasi parte). Nel duello tra i Pelayos e la Bestia, emergono anche interessanti riflessioni sull'ossessione del nemico, che prevale perfino sulla voglia di accumulare soldi. Ma c'è la sensazione di non aver sfruttato in pieno le potenzialità affascinanti della storia. Troppi dialoghi non realistici e alcuni momenti da videoclip snaturano in qualche maniera un prodotto che risulta meno genuino di quello che avrebbe potuto essere.

Il Blu-ray: video di qualità e ottimo dettaglio

Striscia vincente è uscito ora in homevideo grazie a Koch media, anche in alta definizione. Si tratta di un blu-ray di eccellente valore tecnico, anche se purtroppo quasi privo di contenuti speciali. Il video è davvero ottimo, con un dettaglio di grande rilievo, incarnati piacevolmente porosi e una definizione quasi sempre elevata. Certo affiora la sensazione di quell'artificiosità tipica di certi girati digitali, ma la resa è davvero di qualità, con notevole incisività su tutti gli elementi del piano. Il quadro conserva sempre una gradevole profondità, le scene scure presentano solamente un lieve velo digitale, con il nero che a tratti si confonde con i particolari rendendo il tutto un po' piatto. Si tratta comunque di piccoli difetti di un video sicuramente ottimo.

Audio lossless formidabile, scarsi gli extra

The Pelayos: la locandina del film
Totale 7.5
Video 8
Audio 8.5
Extra 4

Se possibile, il reparto audio è ancora più efficace. Anche la traccia italiana vanta un DTS HD che a parte la naturalezza dei dialoghi regge ottimamente il passo con il lossless originale spagnolo. Si tratta di un audio davvero chirurgico nel catturare tutti i vari rumori degli ambienti toccati dal film, che siano gli affollati casinò, la pallina che gira sulla roulette, una strada, una posata smossa in cucina. L'asse posteriore è attivissimo a sottolineare con puntualità ogni cenno ambientale, con grande precisione e direzionalità. Anche il sub dimostra una certa esuberanza e la vivace colonna sonora è riprodotta con vigore e corposità avvolgendo piacevolmente lo spettatore. Ottima anche la dinamica mentre in questo contesto, i dialoghi restano sempre puliti e cristallini. Unico reparto deludente quello degli extra, visto che è presente solamente il trailer.

Conclusioni

Striscia vincente resta un film piacevole che si fa vedere, ma con le potenzialità di una storia reale avrebbe potuto smarcarsi in maniera più decisa da certe convenzioni del genere. Il blu-ray che permette di scoprirlo è di notevole qualità audio-video, ma troppo poco generoso in fatto di extra.

Antonello Rodio
Redattore
2.5 2.5
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