Big Hero 6

2014, Animazione

Recensione Big Hero 6 (2014)

Una storia di supereroi in erba che sa emozionare e coinvolgere, che non annoia mai grazie a una componente action ben costruita e diretta ed un livello tecnico come sempre superlativo.

Big Hero 6

2014 – Animazione
4.0 4.0

È un periodo magico per la Disney. E nel dirlo non vogliamo limitarci alla semplice sezione animazione, tradizionalmente fiore all'occhiello degli studi messi in piedi da Walt Disney con il suo genio, ma di un impero che negli ultimi anni si è arricchito di sfumature diversi ed altrettanti successi. Ne è indelebile riprova il percorso realizzato dai Marvel Studios con il loro Marvel Cinematic Universe, ne è ultima, incredibile conferma tutto ciò che il teaser del nuovo Star Wars: Il risveglio della Forza ha saputo creare non più di qualche giorno fa.

E se questi mondi sapessero fondersi in modo omogeneo e coerente? Se tutte queste diverse magie potessero convivere nel ricco libro degli incantesimi di un unico potente mago? E non nella convivenza spontanea, giocosa e creativa dei giochi dei bimbi che Disney Infinity riesce a riprodurre con la sua Toy Box, ma in una collaborazione che sappia fondere e miscelare suggestioni e toni, punti di forza e pregi di ogni anima di un impero in espansione. Un'idea che sicuramente stuzzica i piani alti della Disney, lo dimostra Big Hero 6, primo lungometraggio animato degli studios ispirato ad un fumetto Marvel.

Il mio amico Baymax

Big Hero 6: Hiro e Baymax in una tenera scena del film d'animazione

Ne è protagonista il giovanissimo Hiro Hamada, genio che usa le sue innate capacità per il facile successo nei duelli clandestini fra robot in giro per San Fransokyo grazie alla sua efficace creazione meccanica. Un talento che Hiro condivide con il fratello Tadashi, altrettanto brillante ma posato e determinato, concentrato sul suo lavoro su un robot assistente medico presso l'università in cui studia insieme ad altri nerd geniali: Go Go Tamago, Wasabi No-Ringer, Honey Lemon ed il folle Fred. Un gruppo che accoglie e sostiene Hiro, nel progetto che gli permetterà di essere accolto a studiare nel loro istituto prima e nella sua ricerca del misterioso cattivo mascherato poi, quando eventi drammatici lo lasceranno solo a combattere una battaglia più grande di lui. Una missione in cui si imbarca con l'ausilio di Baymax, il robot infermiere di Tadashi, che dota di armatura e riprogramma affinché sia in grado di lottare.

Sulle strade di San Fransokyo

Big Hero 6: Fred con Wasabi, Honey Lemon, GoGo Tomago e Hiro in una scena del film d'animazione

È la contaminazione la chiave di volta di Big Hero 6, una commistione di mondi che parte dal basso, dall'ambientazione fittizia di San Fransokyo, mix riuscito e credibile di stili e culture, che spazia da est ad ovest senza soluzione di continuità, aggiungendo dettagli orientali e precisamente nipponici ad oggetti di base americana, come il ponte che richiama il Golden Gate ma è sormontato da decorazioni che richiamano le tipiche porte Shinto, o il logo sul berretto di Tadashi, o i tanti ideogrammi che appaiono sui ricchissimi fondali. Una città viva e pulsante, dai movimenti della folla nelle sequenze che seguono frenetiche i personaggi nel corso delle sequenze action, all'incredibile e realistica ricostruzione di edifici, ponti, veicoli ed ogni aspetto di un background che, in particolare nelle sequenze di volo che ce lo mostrano dall'alto, è difficilmente distinguibile da una ripresa live action.

La tecnica al servizio del racconto

Una scena tratta dal film Disney-Pixar 'Big Hero 6'

Quanto detto è sintomo di un livello tecnico sempre più elevato, che di film in film si perfeziona ed arricchisce di dettaglio e talento. Luci, effetti, particelle, ed ogni singolo poligono, però, non sono una mera dimostrazione di forza di uno studio che insieme alla Pixar ha raggiunto l'apice del settore in occidente, ma sono con puntualità e dedizione al servizio della storia che viene raccontata, di personaggi essenziali nelle loro linee, eppure perfettamente definiti e caratterizzati: anche qui siamo in territorio di confine e l'inquinamento stilistico la fa da padrone, con uno stile nel character design che strizza l'occhio al mondo degli anime, in particolare nel look del protagonista umano Hiro. Una essenzialità che si ritrova anche nel minimale Baymax, morbidoso essere tondeggiante che già immaginiamo nella wish list natalizia di tanti bambini (nonché in quella di chi scrive).

Azione e sentimento

Big Hero 6: una scena tratta dal film d'animazione della Disney Pixar

Personaggi che danno vita ad una storia action, che al contrario del successo dello scorso anno, Frozen - Il regno di ghiaccio, sembra rivolgersi al pubblico maschile con il suo gruppo di novelli, ed imbranati, supereroi, le sue già accennate strizzate d'occhio agli anime, echi di Dragon Trainer ed ampie dosi di atmosfere e dettagli che possono piacere ai giovani nerd in erba. Un dinamismo che non annoia mai, ma sa soffermarsi per evidenziare e far emergere anche gli aspetti più emotivi della storia, il dramma di Hiro, la sua relazione con Baymax e, ai margini del racconto, con gli altri personaggi secondari (immancabile il cameo di Stan Lee, così come la sequenza post credits, trattandosi di una produzione di provenienza Marvel). Una nota finale la riserviamo all'adattamento italiano, che si avvale di voci note come quella di Flavio Insinna, ma anche di adattamenti delle due canzoni del film che nella nostra lingua appaiono poco credibili.

Big Hero 6: Hiro con il suo amico robot Baymax in un'immagine del film

Conclusione

Big Hero 6 si inserisce nella logica dell'alternanza Disney degli ultimi anni rivolgendosi ad un pubblico principalmente maschile con una storia di supereroi in erba che sa emozionare e coinvolgere, che non annoia mai con la sua componente action ben costruita e diretta ed un livello tecnico come sempre superlativo.

Recensione Big Hero 6 (2014)
Antonio Cuomo
Redattore
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