Recensione A Single Shot (2013)

Uno sparo, una morte accidentale e Sam Rockwell da cacciatore diventa preda: il film di David M. Rosenthal che arriva direttamente in homevideo è un thriller dell'anima con atmosfere cupe e minacciose. Il blu-ray è molto buono sul piano audio-video, ma povero di extra.

Recensione A Single Shot (2013)
A Single Shot

2013 – Thriller
3.2 3.2

Uno sparo, una morte accidentale e molte vite che cambiano per sempre. A Single Shot, film diretto da David M. Rosenthal approdato in Italia direttamente in homevideo (era stato presentato a Berlino e al Tribeca Film Festival), e basato sull'omonimo libro di Matthew F. Jones, fin dal titolo chiarisce le atmosfere e gli angoscianti confini in cui si muove. Il protagonista, interpretato da Sam Rockwell, è John Moon, un cacciatore che vive in condizioni precarie nella foresta: una mattina va a caccia nel bosco e per sbaglio uccide una ragazza. Il cacciatore è terrorizzato, ma poi nell'accampamento della ragazza trova una sacco di denaro, e la cupidigia prende il sopravvento.

A questo punto John decide di nascondere il cadavere e utilizzare i soldi con uno scopo principale: tentare, anche attraverso l'acquisita ricchezza, di riconquistare la moglie (interpretata da Kelly Reilly) da cui è separato, e rivedere con più frequenza il figlio. Ma il meccanismo che ha innescato con la morte della ragazza e il furto del denaro è inarrestabile: il fatto che maneggi all'improvviso tanti soldi attira l'attenzione nella comunità montana, in particolare quella di vari loschi personaggi, criminali e soprattutto di un ex detenuto senza scrupoli, interpretato da Jason Isaacs. Nel cast anche Jeffrey Wright e William H. Macy.

Sam Rockwell da cacciatore a preda

A Single Shot: Sam Rockwell in una scena del film

Sarà meglio chiarire subito che il thriller di David M. Rosenthal non è certo un film d'azione: ha ritmi troppo lenti per i canoni del genere, è narrativamente povero di svolte e affonda le unghie più dalle parti del noir esistenziale. E in questi territori il regista dimostra una capacità di creare un'atmosfera plumbea di costante minaccia, anche grazie al sapiente uso dei paesaggi e dell'ambientazione uggiosa. L'aspetto più curioso su cui si fonda in pratica tutto il film è la trasformazione del protagonista interpretato da Sam Rockwell da cacciatore a preda, da padrone della situazione a vittima risucchiata in una serie di eventi da cui non sembra esserci via di uscita. In questo gioco mortale a lui consueto, dove era abituato ad annusare la vittima, captare i minimi segnali e poi essere preciso e spietato, all'improvviso si trova a essere braccato, travolto dal panico di chi sa di avere un cacciatore alle calcagna e non capire chi e dov'è. Sotto questo aspetto il film dimostra la sua parte migliore, anche se a dire il vero il tema del singolo errore, stavolta neppure volontario, capace di innescare una spirale inesauribile di conseguenze, non è certo un'idea originale dal punto di vista cinematografico.

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Script pesante, suggestioni visive e finale poetico

A Single Shot: William H. Macy in una scena del film

Il problema è che però il regista, causa anche una sceneggiatura a tratti piuttosto pesante, perde un po' per strada la capacità di catturare l'attenzione dello spettatore e soprattutto nella parte centrale finisce per aggrovigliare troppo la matassa senza che a questo corrisponda un'adeguata dinamicità degli eventi. Ed è un vero peccato, perché a tratti ci sono delle suggestive trovate visive degne di nota, ma soprattutto perché in questo modo si rischia di arrivare un po' stanchi al bellissimo finale, che presenta una vena poetica non indifferente. Sam Rockwell dimostra per l'ennesima volta la sua duttilità. Nella sua carriera l'abbiamo visto fare un po' di tutto, il folle, il matto, il comico, per poi mettersi con efficacia nei panni di un ruolo sofferto e drammatico. Anche in questo caso l'attore entra bene in una parte tutt'altro che semplice, in un personaggio disegnato con poche parole ma con tanta sofferenza negli sguardi e sulle spalle il peso di tante difficoltà. Meno riusciti sembrano però i personaggi di contorno, che appaiono troppo scolpiti nei loro caratteri e fastidiosamente funzionali alle vicende del film, senza le adeguate sfumature che ogni figura meriterebbe.

Il blu-ray: buon video nonostante le atmosfere cupe e nebbiose

A Single Shot: Sam Rockwell e Melissa Leo in una scena del film

A Single Shot è arrivato in homevideo anche in alta definizione con un blu-ray targato Sony e distribuito da Universal, che si rivela ottimo tecnicamente anche se povero di contenuti speciali. Il video è di buona qualità e riesce a digerire senza troppi problemi la fotografia molto cupa di Eduard Grau che di certo non è il massimo per esaltare l'alta definizione. Atmosfere grigie e nebbiose, scene scure e confuse, vengono però riprodotte in modo impeccabile da un riversamento che sembra essere molto fedele al girato, anche nel croma tenue e i colori desaturati. Certo c'è parecchia morbidezza e il dettaglio non sempre può emergere in modo chiaro, soprattutto nelle scene più scure confuse e soffocanti. Ma come detto molto dipende dal girato originale, e a dimostrare la bontà del video c'è il fatto che appena le scene lo permettono, il quadro respira in modo chiaro e i particolari emergono in maniera incisiva.

Audio lossless curato, come extra solo il commento audio

A Single Shot: nuovo poster USA
Totale 7
Video 7.5
Audio 7.5
Extra 5

Di buona fattura anche il reparto audio: anche l'italiano può godere infatti di un DTS HD Master Audio 5.1, proprio come la traccia inglese, e la qualità si può apprezzare nell'ambienza davvero molto curata, che già nelle prime scene dissemina fra i vari diffusori con buona precisione tutti i minimi rumori della foresta. Sono proprio questi piccoli dettagli ad arricchire la scena sonora, per il resto piuttosto tranquilla a parte gli spari, riprodotti in modo adeguato. I dialoghi sono sempre chiari, mentre il sub aiuta le atmosfere della colonna sonora. La traccia originale, alla fine, si fa preferire solamente per la naturalezza dei dialoghi. Sul fronte extra, l'unico contributo presente è il commento audio di Sam Rockwell e del regista David M. Rosenthal.

Conclusioni

Pur non esente da difetti e con qualche passaggio troppo pesante, A Single Shot va sicuramente scoperto in questa uscita homevideo per l'intensa interpretazione di Sam Rockwell e per le atmosfere cupe e minacciose ben congegnate da Rosenthal. Il blu-ray da parte sua offre un valido reparto audio-video, mentre per gli extra bisogna accontentarsi del commento audio.

Antonello Rodio
Redattore
3.0 3.0
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